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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio - ore 22.41

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Road to Cinque Terre... "Don't cross the Yellow line" | Foto

Il viaggio alle Cinque Terre è tutto sommato sereno e low cost, a confermarlo anche una coppia di turisti genovesi. Le stazioni rimangono un nodo nevralgico, ma è un "concorso di colpe".

contenti e imprudenti
Road to Cinque Terre... "Don't cross the Yellow line"

Cinque Terre - Val di Vara - Una foto ricordo è d'obbligo appena arrivati alla stazione di Monterosso. I croceristi si mescolano agli altri turisti e non possono lasciarsi scappare un'occasione simile. Il mare di un blu intenso, il cielo screziato dalle nuvole e la giornata primaverile giocano a favore dei fortunati che fanno tappa qui. Non sono ancora le 12 e qualcuno si è già seduto all'esterno dei locali. C'è chi pranza con il gelato e altri ancora sono semplicemente seduti sulle panchine a godersi lo spettacolo. Ci sono francesi, americani e tanti orientali, principalmente cinesi. Gli italiani però sono la maggioranza, per lo più coppie giovani con bambini armati di zainetti. Grandi scorte d'acqua. Sulla strada verso il traghetto incontriamo un gruppo di amici, senza bambini. Vengono da Roma e Matera. Il loro soggiorno sarà un po' diverso dagli altri. "Siamo arrivati in auto, avevamo già in mente di concederci questo viaggio - raccontano- . In questi giorni abbiamo fatto la costa più verso Genova e oggi tocca alle Cinque Terre. Le visiteremo con il traghetto. Almeno possiamo vedere queste meravigliose coste. L'accoglienza è stata ottima e non possiamo che consigliare queste località".

Tornando indietro verso Vernazza alla stazione ferroviaria la situazione è tranquilla anche se i turisti, forse per l'ansia di sbagliare treno, tentano di assaltare il primo convoglio utile. Peccato che si tratti di un intercity diretto a Grosseto. E il capotreno grida: "No Vernazza! No Vernazza". Qualcuno non capisce e sale comunque. Una turista in preda all'agitazione scivola, poi viene assistita dai suoi compagni di viaggio.
Arriva il treno giusto e la visita prosegue verso Vernazza. Oggi è giorno di mercato, un rivolo che si mescola al passaggio dei turisti affascinati non solo dal borgo ma dalla bella mostra di prodotti freschi. Il carruggio principale è pieno ma si può passeggiare in tranquillità. Intanto dai sentieri arrivano a scaglioni un po' di escursionisti, mentre al molo le imbarcazioni per i tour della costa attendono che qualcuno chieda un passaggio.
Buffalo soldier di Bob Marley, da una barca, fa da richiamo per attirare i clienti. Un po' di turisti forse stremati da una lunga passeggiata o da un pranzo luculliano si appisolano sul molo.
Nel carruggio sono più stivati e in un gruppetto di stranieri prendono il piatto; se lo mettono sulle gambe perché sul tavolo non c'è spazio. "Rispetto ai ponti la situazione è evidentemente migliorata - spiega una guida turistica che accompagna una coppia in viaggio di nozze - in questi giorni si lavora decisamente meglio e gli ospiti sono molto sereni. Nei giorni di picco abbiamo lavorato comunque. Per evitare la ressa abbiamo organizzato le escursioni in orari differenti: la calca che nelle ore serali era davvero tanta".

Rimane la stazione ferroviaria il nodo nevralgico. Alle 13.46 il treno è annunciato con dieci minuti di ritardo. Un capotreno, che attende di risalire su un convoglio ormai sigillato per la partenza e diretto a Levanto, grida: "Non toccate le porte! È pericoloso!". Dall'altro binario sta per passare un altro treno. Viaggia ad alta velocità. In pochi secondi spuntano decine di telefonini e macchine fotografiche per immortalare il passaggio. Niente di più pericoloso, contando che più di un turista è oltre la linea gialla. Una giovane addetta al servizio clienti per Ferrovie dello Stato urla in inglese: "Don't cross the yellow line!". Richiamo parzialmente inascoltato. Un turista sulla settantina per pochi millimetri non viene agganciato dal treno che prosegue inarrestabile la sua corsa.
Nell'attesa due turisti genovesi arrivano al con il pensiero di aver perso il treno. "Non abbiamo mai visitato le Cinque Terre - raccontano - oggi abbiamo deciso di regalarci una visita in tutte e cinque. Siamo già stati a Monterosso e Vernazza. Ora proseguiremo per Corniglia e non vediamo l'ora. Non affronteremo i sentieri perché non abbiamo l'attrezzatura adeguata. Prenderemo il bus. Anche se siamo residenti in Liguria abbiamo optato per il Cinque Terre Express per un questione di comodità. Siamo stati bene e dopo aver mangiato a Monterosso abbiamo proseguito. Per quanto riguarda i prezzi per cibo e servizi abbiamo speso pochissimo: otto euro in due. Direi che non possiamo lamentarci. L'unica nota dolente sono i treni. Ad esempio capitano quelli con gli scalini troppo alti e rendono disagevole la salita".
Non finiscono la frase e arriva il treno. Si aprono le porte. Una turista straniera sale con difficoltà e serve una spinta vigorosa dai suoi compagni di viaggio per completare l'operazione. Le porte si chiudono. Il treno arriva a Corniglia in pochi secondi. Il cielo è nuvoloso. I viaggiatori scendono, la coppia genovese riprende il suo viaggio. In tanti proseguono a piedi, quelli più attrezzati, gli altri vanno ad attendere i mezzi. Anche Corniglia, nonostante il sole caldo sia ormai chiuso dalle nuvole, brulica di vita. Quando il treno riparte per Manarola è quasi svuotata.

Ma è alla stazione del borgo dello storico presepe che arriva il primo "tappo" della giornata. Arriva un convoglio dalla Spezia e scende un folto gruppo di turisti orientali, alcuni dei quali con i passeggini. I viaggiatori dei due convogli si mescolano. Qualcuno si butta nella mischia. Altri attendono con pazienza di uscire dalla stazione. Manarola è piena di gente. L'aria si fa più fresca e la calca si scioglie. Si vedono anche i primi escursionisti con gli scarponi da trekking e i bastoni, oppure con le biciclette. Nella galleria per tornare verso la stazione il chiacchiericcio è disturbato da qualche trolley di dimensioni interessanti trainato dal suo proprietario.
Alla stazione i carabinieri sono presenti per fare un controllo. Il flusso è intenso ma comunque ordinato, qualche faccia sospetta può spuntate. Per il momento i borseggi rasentano lo zero e i controlli sono garantiti. La lunga galleria che porta al borgo si riempie a tratti. Una volta usciti i turisti si sparpagliano. C'è chi va verso il mare e all'attracco dei traghetti. Nella piazza della scuola Signorini una manciata di turisti si godono l'aria fresca. Un gatto nero acciambellato su un muretto attira l'attenzione, inconsapevole di poter diventare virale su Instagram entro sera. Tra poche ore i turisti rientreranno a destinazione. L'aria è tranquilla e distesa. Lontana da quei sei malefici giorni festivi all'anno, dove fiumi di persone tracimano nei borghi. Il pomeriggio scivola via. Il sole rispunta dalle nuvole e il fischio del treno diretto alla Spezia chiude il viaggio.

Chiara Alfonzetti

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