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Ant si aggiudica anche la concessione della Torre di Venere

Dopo aver ottenuto per sei anni i locali del ristorante Le Bocche, la società degli ex esponenti del centrodestra sbaraglia la concorrenza anche per il secondo bene all'asta. Aggiudicazioni ancora provvisorie, ma scoppia la polemica.

Triplicato il valore a base d'asta
Ant si aggiudica anche la concessione della Torre di Venere

Golfo dei Poeti - Momenti di tensione e insulti oggi al termine dell'apertura delle buste per l'aggiudicazione della concessione per sei anni (più sei) dell'immobile che accoglie il ristorante "Torre di Venere", a Porto Venere, sul promontorio di San Pietro. La seduta, rinviata la scorsa settimana per possibili irregolarità nello svolgimento del sopralluogo da parte di uno dei tre soggetti che hanno presentato un'offerta, si è chiusa con grida e accuse di "mafiosità" da parte dei rappresentanti della società che attualmente occupa la torre del promontorio di San Pietro con un'attività di ristorazione.

Il ristoratore è infatti stato scavalcato in maniera sorprendente dall'offerta di 24mila euro presentata dalla società di Davide Marselli, balneatore di Fiumaretta, e ancor di più da quella della società Ant, di Filippo Beggi e Gionata Casone, che ha messo sul piatto ben 45.360 euro. Quasi il triplo dell'importo a base d'asta, pari a 16.440 euro, la cifra esatta presentata dal ristoratore "uscente".
Si è dunque ripetuto lo stesso identico schema che una settimana fa aveva portato la Ant ad aggiudicarsi l'asta per i locali che ospitano il ristorante "Le bocche di Porto Venere". Anche in quel caso si parlava di una concessione di sei anni, rinnovabile per altri sei, e alla stessa maniera l'offerta del ristoratore che attualmente opera nell'immobile era stata superata da quella della società di Marselli e di quella del duo Beggi-Casone, che aveva alla fine avuto la meglio con una somma pari a 70mila euro, quasi il doppio rispetto alla base d'asta di 38.500 euro.

Per entrambe le pratiche si deve parlare di aggiudicazione provvisoria, visto che dopo la pubblicazione dei verbali ci sarà un breve periodo di tempo entro il quale i titolari delle attuali concessioni avranno la possibilità di esercitare il diritto di prelazione, aggiudicandosi il contratto a patto che pareggino l'offerta di chi l'ha spuntata.
Le due aste, bandite praticamente in contemporanea e con criteri equivalenti, hanno sollevato un gran polverone non solo per l'amarezza manifestata dai ristoratori che rischiano di dover lasciare le rispettive attività, ma anche per l'appartenenza politica dei titolari delle due società che hanno partecipato a entrambi gli incanti, tutti con un passato o un presente vicino ai vertici del centrodestra locale e regionale.
"Non è chiaro come sia stato valutato corretto il sopralluogo della dipendente di Marselli, visto che non è stata presentata copia di alcuna delega - aggiunge Franscesca Sacconi, consigliera comunale di Porto Venere bene comune, presente questa mattina all'apertura delle buste -, come ha fatto notare il legale del concessionario uscente. Ma quello che maggiormente preoccupa è la stranezza dello schema che si è ripetuto nelle due aste. Da tempo dicevamo che la vicenda del Bar Lamia avrebbe potuto verificarsi per altri beni municipali in concessione, e purtroppo così e accaduto per le Bocche e per la Torre di Venere, ma sono a rischio anche altri locali di Porto Venere. Presto sarà il turno del Castello e dei beni presenti in Palmaria. L'auspicio è che le cose vadano in maniera assai diversa e che, a differenza di quanto accaduto per la Torre capitolare, ci sia un reale ritorno economico per le casse comunali".

Intanto Beggi, contattato da CDS, sottolinea il fatto che si sta parlando di aggiudicazioni provvisorie. "I concessionari attuali possono ancora pareggiare l'offerta", dichiara, mentre per quello che concerne l'utilizzo che farebbe Ant dei locali nel caso in cui gli affidamenti andassero a buon fine mantiene il riserbo: "Nei bandi è scritto che si possono svolgere le attività conformi al Puc, che prevede un uso di tipo commerciale o di pubblico esercizio. Renderemo noto a tempo debito le scelte della società".

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