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Ubriachi a caccia di redbull e birra, e le ragazzine fanno il tifo

Incursioni di bande di adolescenti nell'estate lericina. Se ne è parlato ieri sera con Carabinieri e Comitato di frazione. La polemica della consigliera Orlandi: "Qua si fa propaganda politica".

Italiani e stranieri
Ubriachi a caccia di redbull e birra, e le ragazzine fanno il tifo

Golfo dei Poeti - Scorribande estive tutte alcol e senso di sfida, malefatte da collocare almeno un paio di palmi sopra l'asticella delle ragazzate. Se ne è parlato ieri sera a Lerici, guardando all'estate appena passata, in occasione dell'incontro tra cittadinanza e Carabinieri – presenti il comandante Censini e la vice Iodice – organizzato dal Comitato di frazione del paese capoluogo, guidato da Bernardo Ratti. Il problema, già manifestatosi nel 2018 – ma non è detto che i protagonisti siano gli stessi -, ha visto gruppi di adolescenti italiani e stranieri, magari dopo aver partecipato alle feste dell'estate lericina, darsi a folli raid tra stabilimenti balneari, piscine, campi da tennis e negozi. Con tanto di effrazioni e furtarelli: lattine di Red bull, bottiglie di birra, cose del genere. Come spiegato dall'Arma, questi giovanotti, tutti minorenni e non lericini ma principalmente spezzini – il più vicino sta a Pitelli –, sono spesso rimasti immortalati dalle telecamere di sorveglianza delle attività. Tra i comportamenti filmati dagli occhi elettronici, il 'tifo' e i festeggiamenti delle ragazze in relazione alle mattate dei maschi compiute nel cuore della notte.

Come detto, si tratta di giovanissimi che agiscono di norma intrisi di alcol. “Arrivano a Lerici con la vodka nello zainetto – ha spiegato il comandante Censini -. L'abuso di alcol ci preoccupa più delle droghe leggere”. Non sono mancate le identificazioni – spesso in seguito a sopralluoghi all'uscita delle scuole superiori del capoluogo -, né le denunce alla Procura dei minori. “Il tutto con la speranza che le famiglie prendano provvedimenti, contiamo su di loro”, ha spiegato il comandante, rimarcando il ruolo di mediazione che l'Arma cerca di interpretare e sottolineando “l'assoluta collaborazione degli istituti scolastici”. Meno preoccupante la situazione della gioventù lericina: ad esempio l'estate 2019 non ha visto ripetersi i casi di coma etilico del 2018. Nel complesso, hanno spiegato i militari, non sono stati rilevati particolari eccessi, tuttavia alcuni dei presenti all'incontro – una trentina di residenti – si sono lamentati per gli schiamazzi, inserendoli in un più ampio malumore per la rumorosità della notte estiva lericina, imputata anche al volume degli intrattenimenti musicali in alcuni pubblici esercizi. Ai giovanotti lericini sono inoltre state sequestrate in dieci occasioni modiche quantità di marijuana e hashish, con la conseguente segnalazione dei detentori alla Prefettura.

La riflessione sulle guasconate alcoliche estive ieri sera non ha mancato di creare un po' di polemica. E già, perché alla consigliera del comitato Raffaella Orlandi non sono andate giù alcune considerazioni emerse nel corso dell'assembla. In particolare non le è piaciuto quando l'ex assessore Alessandra Alessandri, anche lei del Comitato, ha puntato i fari sulla necessità di un lavoro di natura sociale sui giovani 'difficili', parlando di quel progetto dedicato agli adolescenti presentato a Palazzo civico dal consigliere di opposizione Fresco, ex sindaco, in seguito ai fattacci dell'estate 2018, dai casi di abuso di alcol ai piccoli furti passando per gli atti vandalici. Un progetto che parla della necessità dei contatti con le famiglie, di colloqui con i ragazzi, della costituzione di 'unità di strada' per incontrare i gruppi di cui fanno parte, del coinvolgimento delle associazioni, del tema dell'integrazione. “Se rifate propaganda pianto un casino”, ha sussurrato la Orlandi a Ratti nel corso del dibattito, per poi prendere la parola e, rivolta ai carabinieri, affermare: “Non è compito vostro infilarvi in certe cose di politica, mi dispiace che qualcuno vi ci abbia tirato dentro per la voglia di fare propaganda sulla pelle degli altri. Lerici è ancora una realtà tranquilla, ma Spezia no a causa dell'immigrazione incontrollata. Ora non facciamo sembrare che i giovani lericini siano tutti figli di gente poco per bene che si ubriacano da mattino a sera trascinando quelli con cui invece bisogna fare integrazione”. La consigliera ha concluso dicendo che “questa non è la sede per certi discorsi, io mi dissocio e chiedo scusa”. Non è mancata una spolverata di generalizzato imbarazzo. Basiti Ratti e Alessandri, in quanto ritenevano che la discussione fosse rimasta nei binari più consoni senza dar spazio a scintille polemiche. Che alla fine però ci sono state.

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Incontro tra Carabinieri e popolazione a Lerici, l'intervento di Raffaella Orlandi Archivio CdS


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