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Una cooperativa di comunità per salvare gli oliveti lericini

Senza trascurare altri ambiti come visite turistiche, lotta al dissesto e servizi per le strutture ricettive: ecco cosa bolle in pentola. Paoletti: "Contattato Parco delle Cinque Terre per studiare la questione delle cremagliere".

tedeschi: "caprione da valorizzare"
Una cooperativa di comunità per salvare gli oliveti lericini

Golfo dei Poeti - Una cooperativa di comunità capace di salvare gli oliveti abbandonati del Lericino in grado di sconfinare anche in altri ambiti, quali ricettività e visite guidate nel territorio. Questo il progetto che bolle in pentola e di cui si è parlato ieri sera al centro polivalente di Pozzuolo. A introdurlo ci ha pensato Daniele Sigismondi, tra gli animatori del progetto di agricoltura sociale Evergreen, che intende essere al centro di questa idea di cooperativa. “Con Evergreen – ha detto – siamo attivi alla Serra da una decina d'anni, coinvolgendo ragazzi svantaggiati provenienti dal Centro Antares di San Terenzo (presente il presidente De Simone, ndr). Vorremmo allargare i confini del nostro operare. A questo fine è già nato un team di lavoro che ha elaborato un progetto per il recupero del territorio che sta partecipando a un bando di Legacoop, entro fine mese si saprà come è andata. Al netto di questo, l'importante è aver cominciato a fare aggregazione, anche con il coinvolgimento di esperti. Ora, per far nascere la cooperativa di comunità, è necessario parlarne e soprattutto trovare persone che concretamente vogliano farne arte, o perché hanno determinate esigenze o perché semplicemente vogliono dare il loro sostegno”. Tra i possibili campi d'azione, come detto, il recupero degli oliveti e in generale la rimessa in produzione dei terreni, la cura dei giardini, lo sfruttamento di immobili a fini turistici, la fornitura di personale e servizi per la ricettività extraalberghiera.

Il sindaco di Lerici Leonardo Paoletti, ricordando il ragionamento sulla cooperativa di comunità avviato nel Lericino anche da Fabrizio Dei, ha fatto fuoco sulla possibilità di “recuperare e tutelare gli oliveti, che cominciano a sparire. Abbiamo già preso contatto con il Parco delle Cinque Terre per studiare la questione delle cremagliere, visto che spesso è impossibile realizzare strade. E c'è da capire chi si occuperà del prodotto e come inserire questi spazi in proposte turistiche di qualità. È con idee come la cooperativa di comunità che si possono recuperare gli oliveti, farlo diversamente è un'impresa ciclopica, molto difficile”. Per il presidente del Parco del Magra Pietro Tedeschi “per recuperare gli oliveti occorre un business plan chiaro, e altrettanto chiaro deve essere che un oliveto abbandonato torna a produrre come minimo dopo tre anni, non subito. Necessario quindi, anche per questa ragione, che una cooperativa di comunità diversifichi i suoi interventi. Penso, ad esempio, ad accordi con le guide turistiche per una riscopera del territorio, magari 'spostando' una quota di crocierisiti dalle Cinque Terre sulla nostra zona. Il Caprione è unico al mondo ma non sappiamo ancora valorizzarlo al meglio”. Tedeschi ha voluto ricordare, a proposito di recupero di oliveti, l'operazione Portesone “che era al palo da quattordici anni e che invece con la grande partecipazione del Comune di Lerici siamo riusciti a concludere”. Parole serene dopo le divergenze di questi giorni – e non solo – tra Tedeschi e Paoletti, i quali tuttavia ieri, prima dell'incontro, hanno dato a intendere come il loro anche acceso dibattito resti all'insegna di una certa sportività.

“La cooperativa di comunità, strumento ancora non ben normato – ha esordito Enrico Casarino, funzionario di Legacoop Liguria -, può dare diverse risposte ed è positivo che ci sia la volontà di farlo partire da Evergreen, realtà forte di un'esperienza di agricoltura sociale. Tante le esigenze in ballo: recupero degli oliveti, lotta al dissesto, riutilizzo turistico degli immobili sfitti, servizi di pulizia o check in e check out per le strutture ricettive”. Roberto Pomo ha portato a Pozzuolo l'avviata esperienza della Cooperativa di comunità del Vara, ricordando che “il punto di forza di ogni coop di comunità è occuparsi di più ambiti insieme” e annunciando la prossima apertura di un desk al terminal crociere dedicato proprio ai comuni della vallata del Vara. Infine Gianni Torri della cooperativa di comunità amegliese Terre del Magra ha sottolineato che “il primo elemento per partire deve essere la passione. Si può dare occupazione, ma non si può immaginare di avere nell'immediato cinquanta posti di lavoro né risultati incredibili. Fondamentale, come sta accadendo qua, che ci sia l'interesse degli enti pubblici. Noi invece quando siamo nati abbiamo incontrato un po' di scetticismo”.

N.Re

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