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Il poliziotto, il tecnico e il portafoto: racconto di un furto in abitazione

Un modus operandi spiegato dai Carabinieri di Lerici alla popolazione. E purtroppo ha funzionato.

Accolti in casa
Il poliziotto, il tecnico e il portafoto: racconto di un furto in abitazione

Golfo dei Poeti - Ricorda vagamente Tango, affollato capolavoro della videoarte firmato quarant'anni fa Zbigniew Rybczynski, il furto in appartamento della zona raccontato ieri sera dai Carabinieri di Lerici alla popolazione in occasione dell'incontro pubblico organizzato dal Comitato di frazione. Il comandante Censini ha illustrato il fattaccio concentrandosi sul modus operandi dei malfattori, tanto per dare l'idea di quanto studio possa esserci dietro ai colpi. Tutto comincia con una vellutata effrazione compiuta dai due ladri quando la casa, abitata da un'anziana coppia, è vuota. Una volta tra le pareti domestiche, cosa fanno? Manbassa di tutto quel che c'è? Una bella borsata di gioielli e argenteria e poi via di corsa? Nossignore. Portano via un portafoto contenente uno scatto che ritrae i padroni di casa. Afferrato l'oggetto, i topi d'appartamento se ne vanno così come sono arrivati. Successivamente, quando i signori sono rientrati, uno dei due malfattori suona alla porta qualificandosi come tecnico dell'acqua e chiedendo, con modi da attore navigato, di poter gironzolare per l'abitazione controllando i rubinetti. Dopo un po', mentre l'inside man armeggia tra cucina e bagno, prendendo ulteriore confidenza con l'abitazione, ecco che suona di nuovo il campanello.

Manco a dirlo, si presenta alla porta il 'collega' di scorribande, che si qualifica come un esponente delle forze dell'ordine. Per dimostrarlo ai padroni di casa tira fuori dal cilindro qualcosa che pesa più di ogni divisa o tesserino. Estrae infatti il portafoto sgraffignato in precedenza e spiega: “Ci sono in giro delle bande di albanesi che stanno rubando, questo deve essere vostro”. Di qui i ringraziamenti e naturalmente porta aperta, apertissima, spalancata. Raccomandazioni e chiacchiere varie tra anziani e tutore della legge fake consentono così al ragazzo dell'acqua, molto semplicemente, di portare via tutti gli ori a portata di zampa, e poi di levare il disturbo avvolto nel suo mantello di insospettabilità, lo stesso ovviamente in dotazione al finto uomo in divisa. “Ma non potevano rubare la prima volta che sono entrati, quando non c'era gente?”, hanno chiesto dalla platea. “Meglio farlo con calma, avendo tutta la fiducia dei padroni di casa”, la risposta dell'Arma. Quindi, occhi aperti e qualche dritta ai nonni. E, a latere, dai militari arriva un consiglio: basta con la cassaforte dietro il quadro. “La trovano sempre, dietro i quadri è il primo posto dove guardano”.

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