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"Il revisionismo dell'amministrazione e la Decima Mas cara all'assessore"

"Il revisionismo dell'amministrazione e la Decima Mas cara all'assessore"

Golfo dei Poeti - "Nel consiglio comunale di Porto Venere di ieri sera, 7 ottobre, è stata bocciata, con la solita arroganza della maggioranza, la proposta della minoranza di cui faccio parte, di ricollocazione della targa PCI / Bastreri insieme all'apposizione di un nuovo pannello integrativo proposto con l'intento di contestualizzare e mantenere una testimonianza storica che dall'ambito locale si lega alla storia d'Italia dell'ultimo secolo". Lo afferma il consigliere comunale Fabio Carassale, esponente comunista, parlando del 'caso' della targa rimossa dalla Sala Mantero, di proprietà comunale. "Nel mio intervento - prosegue - ho ripercorso il filo della storia, dall'avvento della violenza fascista nel 1921, all'approvazione della Costituzione dell'Italia Libera e Repubblicana oltre al ricordo dell'attività politica e democratica svolta in quella sala sino a pochi anni fa. A mio giudizio l'Amministrazione ha perso l'occasione per onorare uno dei primi caduti sotto la violenza fascista (se non addirittura il primo), non prendendo nemmeno in considerazione la mia ulteriore proposta, in aggiunta al testo dell'Ordine del Giorno depositato, riguardante l'elevazione a monumento pubblico della tomba di Bastreri Giacomo, presente nel cimitero di Portovenere; lastra tombale di elevata fattura e di forte impatto espressivo, realizzata dallo scultore locale Ugo Canese nel 1923".

"L'Amministrazione Cozzani inoltre, per voce dell'Assessore Di Pelino (colui che ha fisicamente rimosso la targa) - continua Carassale -, sposa in pieno il revisionismo storico recentemente avvallato dalla risoluzione del parlamento europeo con l'equiparazione nazismo - comunismo, risoluzione che in questi giorni risulta invece oggetto di richiesta di ridiscussione per la sua infondatezza da parte di molte associazioni, comunità, partiti e cittadini. In questo contesto, allora, ricordando che il comunismo in Italia non è reato mentre lo è il fascismo, ho chiesto conto all'Assessore Di Pelino, quale rappresentante di un'Istituzione democratica, della sua dichiarazione apparsa tempo addietro sulla stampa relativa al fatto 'di andare fiero di portare sulla giacca il simbolo della decima mas' ed anche del fatto che sul suo profilo pubblico di whatsapp campeggi ancora oggi quel simbolo di morte (simbolo della decima mas della Repubblica Sociale Italiana), chiedendo al Sindaco e a tutti i Consiglieri sinceramente democratici di condividere la richiesta di un passo indietro dell'Assessore Di Pelino rispetto a queste posizioni... richiesta caduta nel vuoto".

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