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"La console venga da noi, le spiegheremo quanto si aspetta per un tampone"

L'Associazione dominicani organizzati alla Spezia polemica dopo la visita istituzionale. Peralta: "Tanti di noi hanno dovuto pagarselo su richiesta dei datori di lavoro perché siamo stati additati come untori".

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"La console venga da noi, le spiegheremo quanto si aspetta per un tampone"

La Spezia - "Se la signora Brito Veras Mercedes Altagracia avesse avuto piacere di conoscere il comportamento della sua comunità alla Spezia avrebbe dovuto venire ad incontrare la gente invece di sedere negli uffici di amministratori che hanno additato i suoi connazionali come 'untori'". La risposta è durissima. L'Associazione dominicani organizzati alla Spezia, che rappresenta una fetta importante dei cittadini caraibici in città, ha indirizzato una lettera aperta alla console generale della Repubblica Dominicana a Genova ieri in visita in città.
Una visita che ha riguardato le istituzioni ma ha trascurato la stessa comunità, questa l'accusa dell'associazione che "da trent'anni si fa promotrice tra le famiglie dominicane del rispetto della città che ci ospita e dei suoi valori", come sottolinea Maria Peralta, presidente ADOSP."Avrebbe potuto sapere di quanti dominicani hanno dovuto aspettare per settimane i tamponi, nonostante le continue chiamate all'Asl, e di quanti hanno dovuto pagarlo, perché i datori di lavoro hanno seguito le parole del sindaco e hanno voluto prova della negatività al virus. Avrebbe dovuto sapere che il sindaco ha messo un camper dei tamponi in Piazza Brin", un gesto che per l'associazione faceva ricadere simbolicamente su di loro "tutte le positività dell'intera provincia, mentre i nostri volontari sono andati a contare le persone in fila, ed i dominicani erano meno della metà". E ancora, la console avrebbe potuto "sapere che gente in quarantena avrebbe aspettato chissà quanto un aiuto anche solo per buttare la spazzatura, e i volontari di ADOSP hanno provveduto alle catene alimentari, a fornire farmaci, a buttare la immondizia".
"Se avesse a cuore i suoi concittadini della Spezia, avrebbe chiesto al sindaco perché ha dichiarato divieto di assembramento nella piazza dove solitamente sin incontrano i dominicani, quando il divieto di assembramento era necessario ovunque, a causa dell'emergenza sanitaria. Se pensasse veramente ai dominicani della Spezia avrebbe saputo che ADOSP continuamente spiega cosa e come fare, per la civile convivenza col virus". Infine "avrebbe dovuto scrivere quel documento e quelle brutte parole almeno in spagnolo".

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