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"La provincia dimezzata doveva avere 45 comuni" | Foto

Interessante convegno ieri sul passato, il presente e il futuro dell'ente di Via Veneto. E il racconto di Eliana Bacchini sulla mai nata provincia di Luni in una giornata amarcord con gli ex presidenti tutti insieme.

un pezzo di storia
"La provincia dimezzata doveva avere 45 comuni"

La Spezia - Che cosa saranno le province fra cinquant'anni? Lecito chiederselo dopo oltre novant'anni dalla nascita della Provincia della Spezia, una delle più piccole istituzioni d'Italia. Lecito farla soprattutto alla luce della riforma Delrio che ha rivoluzionato compiti e "peso" degli enti distrettuali, oggi di secondo livello. Di questo e molto altreo si è parlato sabato pomeriggio nel Salone della Provincia in occasione, appunto, del convegno "La Provincia: ieri, oggi, domani" organizzato dalla Consulta Provinciale Femminile con lo scopo di far luce sulla normativa e sulle funzioni dell'ente provincia a seguito dei numerosi e mutamenti intervenuti nella recente legislazione.

Ha introdotto l'argomento Eliana Bacchini presidente della Consulta che ha proposto anche un rapido excursus storico sulla Provincia della Spezia, istituita, insieme a quella di Taranto, con Regio Decreto 2 settembre 1923. La Bachini parte da quello che poteva essere e alla fine non fu: "Si parlò di un'ipotetica Provincia di Luni, prima ancora di una Regione di Lunigiana: ciò che non è mai stato e di cui non si è mai smesso di parlare. La Provincia della Spezia doveva essere costituita in origine da 45 comuni, presi dalle province di Genova, Massa Carrara e Lucca. Alla fine però ci si è fermati a 32 tanto da essere definita la provincia dimezzata". Si dice che non è mai nata perché il fascismo non vedeva di buon occhio Sarzana (la città dei moti antifascisti del '21), preferendo un’entità più piccola e meno potente. La Bachini ricorda altri aneddoti interessanti: "La prima sede? In un non precisato edificio di Via Napoli prima della costruzione dell’attuale edificio progettato dall’impresa Ferrari, già proprietaria dell’area. L’architetto Oliva lavorò gratis. L'edificio attuale, il cosiddetto Palazzo del Governo, fu ultimato nel '38 e nei tanti locali trovano spazio tantissime attività: Provincia, Prefettura ma anche Questura, ufficio di leva, Comando Carabinieri, laboratorio igiene profilassi e altre servitù". Nella facciata su Via Vittorio Veneto i busti di Mussolini e Emanuele III poi rimossi e provincia che più tardi fu insignita della Medaglia d'oro per la lotta partigiana.

È 'stata quindi la volta del prof.Alfredo Fioritto ordinario di Diritto Amministrativo all'Universita' degli Studi di Pisa che ha trattato i tema"Nuovo ordinamento della Provincia dopo la Legge Delrio": il professore, al termine della sua ampia trattazione, ha individuato per la Provincia un nuovo importante futuro ruolo di collegamento tra i Comuni e la Regione. Il dott. Giuseppe Bongiovanni haillustrato ampiamente la tesi di laurea da lui recentemente discussa proprio con il professor Fioritto: "Una grande riforma in un cantiere aperto: nuova articolazione delle Province dopo la legge Delrio," evidenziando la progressiva ripresa di importanza della Provincia a seguito dell'esito del referendum del 4 dicembre 2016 e tentando anche di individuare le battaglie e le prospettive di futuro della stessa.

Il dott Mauro Lubatti, già Prefetto della Spezia ha effettuato poi un approfondito della relazione tra Prefetto ed Ente Intermedio arricchendo la trattazione anche con sue esperienze dirette (quale Prefetto di Cuneo e della Spezia). Ha tratto le conclusioni il Presidente in carica Giorgio Cozzani che, dopo i ringraziamenti agli intervenuti ed agli illustri relatori, ha dedicato un pensiero particolare ai Presidenti che lo hanno preceduto e che hanno risposto con disponibilità ed entusiasmo all'invito al convegno. Presenti per l'on. Angelo Landi la figlia Franca, Ferdinando Pastina, Sauro Baruzzo, Giuseppe Ricciardi, Marino Fiasella e Massimo Federici- A ciascuno è stato consegnato un "Attestato di Riconoscenza per il rilevante sevizio offerto alla comunità provinciale nella veste di Amministratore pubblico". La Consulta ha poi voluto ringraziare i relatori ed il Presidente Cozzani per la disponibilità e la vicinanza omaggiandoli di una litografia del Maestro Vaccarone, amico e collaboratore della consulta fin dalla sua istituzione.

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