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"Numeri record per infermieristica. Occupati al 92 per cento"

Oggi la festa di laurea degli studenti del Polo universitario spezzino. Dalla facoltà: "Grande interesse anche da studenti della Lunigiana e altre regioni"

i dati
"Numeri record per infermieristica. Occupati al 92 per cento"

La Spezia - Tasso di occupazione al 92 per cento e 38 laureati per infermieristica. Sono i numeri della facoltà spezzina che oggi pomeriggio ha festeggiato i suoi laureati. Un momento di convivialità anche per fare il punto della situazione che conferma la grande attrattività del polo universitario spezzino. Le iscrizioni partono dalla sede primaria della facoltà, sotto l'università di Genova, che quest'anno ha avuto 900 richieste per 350 posti disponibili.

“Quest'anno - ha dichiarato Stefania Sannazzaro direttrice del corso di laurea di infermieristica alla Spezia - alla Spezia sono stati assegnati 45 posti. Siamo fortemente attrattivi per la Toscana, la Lunigiana, Massa Carrara e anche da altre regioni per l'effetto dello scorrimento della graduatoria. Abbiamo ragazzi siciliani, sardi e campani. Infermieristica in questi anni è cambiata radicalmente perché è applicazione di evidenze scientifiche ed è cambiata la risposta che dobbiamo dare a chi dobbiamo assistere. La nostra popolazione è invecchiata e l'assistenza infermieristica guarda al territorio. In merito abbiamo un progetto specifico che mira a costituire un curriculum europeo. E come polo siamo stati scelti per partecipare a un corso di formazione in Portogallo per costruirlo e diventare formatori”.

Per questo anno accademico i frequentatori del polo del secondo e del terzo anno sono 196. I laureati di quest'anno della sessione invernale sono 38. La maggior parte dei laureati sono donne, con una percentuale dell'ottanta per cento. Il tasso occupazionali, come detto, corrisponde al 92 per cento. In sedici lavorano alla Spezia, 19 fuori provincia e 3 sono in attesa di contratto.

“Una delle priorità – ha spiegato Francesco Falli vice presidente dell'Ordine professionale infermieri della Spezia e docente del polo - è iscriverli all'ordine il prima possibile in modo che possano partecipare ai concorsi. Lo step successivo è la formazione soprattutto per i colleghi che lavorano fuori dall'Asl. Il desiderio di molti, il 90 per cento, è entrare nell'apparato pubblico. In questo momento la fotografia dei nostri iscritti corrisponde al 50 per cento impiegati nel pubblico, il restante nel privato. Il 40 per cento è comunque nella sanità privata convenzionata, il restante dieci per cento è rappresentato da liberi professionisti e pensionati che rimangono iscritti per affetto e per interessi professionali”.
“Il dato dell'occupazione è confortante - ha commentato la direttrice dell'Asl 5 Antonietta Banchero - e questi ragazzi meritano questo momento cosi importante per loro. Già negli anni passati il tasso di occupazione superava il 90 per cento. La nostra Asl ha bisogno di nuovi infermieri e sicuramente attingeremo anche dalle nuove leve”.

La storia della formazione infermieristica spezzina risale sin dagli Anni Venti del XX Secolo, con l'apertura di una "Scuola convitto per infermiere" all'ospedale Sant'Andrea, secondo quanto regolato dal Regio Decreto-Legge 15 agosto 1925 n. 1832.
In quel tempo, la direzione della Scuola era affidata a personale religioso. Attorno alla metà degli Anni Sessanta, venne chiamata a dirigere la Scuola una delle prime direttrici laiche italiane di corso per infermieri, la spezzina Lucia Mastrosanti.
Alla fine degli Anni Sessanta la Mastrosanti avviò anche alcuni corsi per "infermiere generico", per poi guidare la rinnovata "Scuola regionale per Infermieri professionali" che entrava con i nuovi riferimenti normativi nell'era moderna.
Nel 1971 venne abolita la Scuola-convitto, provvedimento che consentì di accedere ai corsi anche agli uomini, che fino ad allora avrebbero potuto diventare solo 'infermieri generici'.
Dal 1973 le scuole per infermieri professionali diventarono triennali, in accordo con le indicazioni europee stabilite nel Rapporto di Strasburgo, legge 15 novembre 1973, n° 795.
Nel 1975 Lucia Mastrosanti organizzò il primo corso spezzino per infermieri caposala, e per circa quindici anni operò anche una sede nell'ospedale di Sarzana, diretta dalla dirigente Marisa Siccardi.
Nel 1981 alla guida della Scuola si insediò Fiorenza Guidotti, il cui percorso da direttore didattico coincise in parte con l'ingresso della formazione infermieristica nazionale nell'Università, dove approda alla fine del XX secolo dapprima con il corso di Diploma Universitario, quindi con la laurea in Infermieristica, che è inserita nella rinnovata riforma Moratti (percorso noto come 3+2). Dopo la dottoressa Guídotti, alla guida del corso universitario arrivò il dottor Gian Carlo Canese; dal 2010, il coordinamento del Corso di Laurea in Infermieristica del Polo Universitario dell'AsI5 Spezzino è assunto dalla dottoressa Stefania Sannazzaro.

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