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"Scioperiamo per un servizio più puntuale e migliore per tutti"

I sindacati di Atc Esercizio rispediscono al mittente le accuse di confondere i piani di discussione e le vertenze: "Appoggiamo l'affidamento in house, ma non sia un cappio al collo dei lavoratori".

Martedì dalle 11 alle 15

La Spezia - "Non chiediamo soldi per i lavoratori, ma vogliamo difenderne i diritti". I sindacati di Atc Esercizio prendono la parola alla vigilia dello sciopero di 4 ore di domani, martedì 12 novembre, dalle 11 alle 15, per spiegare come la vertenza in questione sia spinta dalla necessità di adeguare i tempi di percorrenza delle corse alle condizioni di traffico attuali e all'alto numero di passeggeri trasportati, così da garantire un servizio puntuale ma anche un lavoro meno stressante per gli autisti.

"Nei suoi comunicati e nelle dichiarazioni della dirigenza l'azienda confonde i piani della protesta sindacale. In tutta Italia è in corso la vertenza sulle ferie, ed è normale che ci sia un confronto sul premio di risultato. Questo non ha nulla a che vedere con l'affidamento in house, che è un provvedimento che vogliamo fortemente e che non è collegato ad alcuni temi del dibattito in corso. La questione dei rapporti tra l'azienda e le sigle, d'altronde è piuttosto chiara - spiega Alessandro Negro, delegato Filt Cgil -: a parte la transazione perfezionata con gli iscritti di Faisa Cisal tre giorni dopo l'insediamento del management in un anno e mezzo non è stato portato avanti nessun accordo sindacale, le relazioni industriali sono inesistenti".
A ribadire che il problema prioritario è quello delle percorrenze è stato Giuseppe Ponzanelli, delegato Uiltrasporti. "Il tema è sentito e reale, per i lavoratori e per l'utenza. In una riunione fu lo stesso presidente Gianfranco Bianchi a proporre di affrontare l'argomento, ma non c'è stato modo di arrivare a un'intesa. La discussione sul premio di risultato è tutt'altra cosa, e non è strumentale: si tratta di un provvedimento inserito nel piano industriale, lo stesso sulla base del quale Atc Esercizio ha sancito di dare in sub concessione ben 120mila chilometri quattro mesi prima dell'approvazione del piano stesso. Eppure non abbiamo fatto barricate. Si poteva andare a una transazione unica, si sarebbero potuti trovare compromessi. Ma i vertici hanno fatto saltare tutto. Sulle percorrenze, però, non accettiamo rinvii, devono essere cambiate sopratutto per le corse urbane, dove ci sono maggiori ritardi e maggiore stress per i conducenti. È invitiamo anche il Comune a mettere in campo qualche misura per agevolare il Tpl: i tavoli avviati sino a oggi non hanno dato i risultati sperati".

Fausto Bruni, delegato di Fit Cisl, ha posto l'accento sull'importanza di un servizio di trasporto pubblico efficiente. "Il Tpl - ha detto - è il biglietto da visita di una città, è importante che sia di qualità, tanto per i cittadini, quanto per i turisti. Per riuscire a offrire un servizio valido occorre una sinergia di tutte le componenti ed è questo l'obiettivo verso il quale guardiamo".
Da Luca Simoni, delegato Cobas Lp, è giunto un ennesimo invito a non utilizzare l'orizzonte dell'affidamento in house "come un cappio al collo dei lavoratori". "Non può avere un prezzo troppo alto da pagare e ancora una volta a carico dei lavoratori. Il piano industriale traballa alla prima occasione, e questo ci preoccupa. E non poco... Cosa accadrà al primo aumento del prezzo del gasolio? A confronto le somme che riguardano il premio di risultato sono irrisorie. E non dimentichiamoci che se il bilancio di esercizio si chiude in passivo non c'è nessun premio per i dipendenti...".
"Abbiamo sempre appoggiato l'ipotesi dell'affidamento in house - ha rimarcato Paolo Carrodano, delegato Ugl - e continuiamo a farlo: il nostro intento è migliorare il servizio rivedendo i tempi di percorrenza. Siamo disponibili a proporre soluzioni per far fronte a un traffico che è cambiato molto negli ultimi anni. Le linee che vanno da Migliarina verso Via Chiodo, ma anche quelle che toccano Via Fiume, sono fortemente penalizzate dall'aumento del traffico e dai mezzi turistici. Il tempo necessario per andare da una fermata all'altra è più lungo rispetto a prima. Dobbiamo adeguarci a questa nuova realtà, ma dall'azienda è arrivato un sostanziale no. Serve uno sforzo da parte di Atc Esercizio, magari allungando la durata del piano industriale".
Stefano Viani, delegato Faisa Cisal, ha ricordato la disponibilità delle sigle a cercare soluzioni nel corso del dialogo con l'amministratore delegato Francesco Masinelli, senza che si riuscisse a trovare la quadra. "Dobbiamo tamponare il problema dei tempi di percorrenza almeno negli orari critici, con corsie dedicate e una migliore gestione del traffico. La speranza è che lo sciopero porti a una apertura".

I sindacati domani mattina svolgeranno un presidio di fronte al deposito di Mazzetta proprio con l'intento di riaprire la discussione. E intanto lanciano una proposta: "I dipendenti di Atc Esercizio sono in Liguria quelli con lo stipendio più basso e con contratti integrativi meno consistenti: il 2019 si dovrebbe chiudere con 146mila euro di utile, si utilizzino per mitigare il problema dei tempi di percorrenza".

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