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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Giugno - ore 12.35

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I sindacati: "Si faccia presto ad approvare il piano Atc, servono nuovi mezzi quanto prima"

In commissione consiliare

La Spezia - I sindacati di Atc Esercizio accolgono in maniera positiva l'intenzione dell'azienda di centrare l'obiettivo dell'affidamento in house, ma non è tutto oro quello che luccica all'interno del piano industriale presentato nelle scorse settimane a Provincia e Comune da parte del presidente Gianfranco Bianchi e dell'amministratore delegato Francesco Masinelli.
E' quanto emerso ieri nel corso della seduta della terza commissione, presieduta da Maria Grazia Frijia, ad alcuni giorni di distanza dall'audizione durante la quale il management aveva illustrato i punti salienti del piano (leggi qui).

"Da una parte siamo contenti per l'indirizzo dell'affidamento in house che si vuole centrare, ma abbiamo qualche dubbio perché il piano si basa su una serie di dati variabili - ha dichiarato in apertura Alessandro Greco, di Filt Cgil -. Per esempio si parla di 42 dipendenti in prepensionamento volontario, ma nel giro di questi anni potrebbero autisti ma potrebbero essere di più o di meno. Anche per il personale e per il carburante si tiene conto di cosi medi che potrebbero non trovare conferme, e non ci risulta alcun passaggio con le banche per il momento. D'altro canto speriamo arrivino i 20 milioni dal Mit e che si possa recuperare il milione e mezzo di Iva, ma è anche vero che i trasferimenti statali potrebbero subire ulteriori tagli nel corso dei prossimi anni. E inoltre c'è un punto che non condividiamo, quello che prevede l'aumento dei subappalti: così si tolgono posti di lavoro di un certo tipo in azienda e si amplia la platea di dipendenti di società in appalto, dove i contratti sono certamente meno garantiti. E ancora di più ci preoccupa l'evenienza di una gara per questo affidamento in subappalto: nonostante criteri e paletti vediamo spesso come vanno a finire queste vicende".
"Questo piano - ha aggiunto Luca Simoni, segretario Cobas - è stato steso in fretta e furia, non per colpa nostra. E non ci pare sia venuto proprio bene. Per quel che riguarda i lavoratori in subappalto, mi viene da far notare che forse sarebbe stato meglio affidare il servizio con gara anche nei quindici anni precedenti. Sulla riduzione dell'età del parco mezzi non possiamo che essere d'accordo, meno sul fatto che i nuovi mezzi corti in arrivo andranno destinati alle linee in subappalto. Ci sembra che alcune previsioni siano un po' troppo rosee: chi ci assicura che in futuro i Comuni metteranno sul piatto sempre la stessa cifra?".
Non si discosta molto la posizione di Gianni Venturini, delegato Uiltrasporti: "Abbiamo sempre sperato che si potesse centrare l'obiettivo dell'affidamento in house per quella che è l'azienda di Tpl più in salute in Liguria. Ma ricordiamo che per questa possibilità devono essere ringraziati gli autisti, impiegati e gli stessi sindacati, anche se ci hanno definito 'privilegiati'. Il piano industriale è ambizioso, con investimenti per 38 milioni in 10 anni e oltre 70 mezzi nuovi. L'eventualità della gara ci faceva tremare per i ricorsi che caratterizzano queste modalità (aspettiamo ancora l'arrivo di alcune vetture a cinque anni dalla gara...). Senza addentrarsi in questioni contabili, bisogna vedere bene alcuni aspetti in ottica futura".
Anche per Marco Moretti, segretario provinciale di Fit Cisl, il bicchiere è mezzo pieno. "Siamo soddisfatti per questo orizzonte che potrebbe consentire l'affidamento in house per dieci anni più cinque, ma siamo anche perplessi sul percorso per quel che riguarda i tempi: se sottoscrivono Provincia e Comune si parta subito coi mezzi nuovi perché la situazione è disperata. Non ci convince nemmeno il fatto che aumenti il ricorso al subappalto, ma è positivo che non siano previsti esuberi".
"Atc ha bisogno di investimenti e quindi di stabilità. I contributi dagli enti calano continuamente - ha affermato Mario Bonafiglia, di Faisa Cisal - e dovremo camminare sempre di più con nostre gambe. Servono piani seri e ritengo che si debbano sfruttare maggiormente le opportunità che vengono dall'aumento dell'utenza turistica, anche quella potenziale del comparto crocieristico. Abbiamo bisogno di partire il prima possibile con l'attuazione del piano e degli investimento. Il subappalto non è il massimo, ma la legge lo consente. E se serve per mettere in sicurezza tutti, anche grazie all'acquisto di nuovi mezzi, ben venga".
Secondo Paolo Carrodano, portavoce di Ugl, il piano industriale presentato da Atc è coraggioso e va a toccare il problema principale dell'azienda, quello dei mezzi. "Se fosse stato presentato prima non dovremmo affrontare con preoccupazione un'estate che si preannuncia difficile. La possibilità del premio incentivante è ancora una casella bianca della quale dovremo parlare con l'azienda, così come della concessione dei nuovi mezzi in arrivo alle linee in subappalto. Più volte ho chiesto un maggiore interesse per le crociere ed è sempre stato risposto che ci sono pochi mezzi a disposizione, ma credo sia utile ragionare sulla possibilità di creare una linea che faccia capolinea nei pressi del terminal e porti a Lerici e Porto Venere".

Nel botta e risposta con i commissari è emerso che i tagli previsti per l'officina potrebbero non essere compensati dall'arrivo di vetture in full service, anche considerando i tempi lunghi che spesso richiede questo tipo di contratto manutentivo. Dubbi anche sulla reale possibilità di svolgere il servizio scolastico alle condizioni con le quali le società private lo stanno realizzando per molti Comuni della Provincia.
In chiusura dall'assessore alle Partecipate, Manuela Gagliardi, è venuto un appello a lavorare con disponibilità e ottimismo per migliorare alcuni aspetti che vengono ritenuti insufficienti, ma anche di prendere atto delle buone intenzioni dell'azienda.

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