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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Ottobre - ore 10.00

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Lockdown, le navi da crociera tengono su il biossido

NO2 in caduta libera alla Spezia nei mesi di clausura, un crollo che però non vale per la zona di Via San Cipriano. La lettura di Arpal.

Report sugli inquinanti
Lockdown, le navi da crociera tengono su il biossido

La Spezia - Che effetti ha avuto il lockdown sulla qualità dell'aria della Liguria? Se l'è domandato Arpal, realizzando un dettagliato report nel quale sono stati elaborati i dati relativi a ossidi di azoto e particolato (PM10 e PM2,5) nei primi sei mesi del 2020 e confrontati con gli analoghi periodi dei 5 anni precedenti (2015-2019) per alcune postazioni della rete di qualità dell'aria ritenute particolarmente significative. L'attenzione si è soffermata in primis sui valori medi mensili registrati per gli inquinanti sopra menzionati. Delle 14 stazioni prese in considerazione, quattro sono spezzine, in particolare si tratta dei rilevatori di: Via S. Cipriano (traffico), Viale Amendola (traffico), Piazza Saint Bon (traffico) e Maggiolina (fondo urbano).

Per quando concerne le PM10 , alla Spezia “non si osservano variazioni di rilievo dal confronto dei valori medi mensili registrati nel I semestre 2020 e i corrispettivi del quinquennio precedente”, spiegano da Arpal. Gli scostamenti in effetti non superano i 5 microgrammi per metro cubo sia a San Cipriano, sia alla Maggiolina, riferimenti scelti per questa misurazione. Uno scenario simile è quello savonese, mentre alcune centraline di Genova hanno registrato discrepanze ben più significative in termini di calo delle polveri. Situazione analoga guardando alle PM2.5.

Lo scenario muta nel caso del biossido di azoto, per il quale, spiega Arpal, “si osservano differenze significative quasi ovunque, in particolare nelle stazioni orientate al monitoraggio del traffico veicolare dove gli effetti del lockdown sono evidenti in maniera diretta”. Il rilevatore di Piazza Saint Bon racconta di distacchi importanti, in particolare da marzo a giugno. Facendo la media delle medie mensili gennaio 2020-giugno2020 (15.42 µg/m3), e raffrontandole con l'analogo valore del periodo 2015-2019 (30.02 µg/m3), si rileva un calo di quasi il 49 per cento, che diventa addirittura del 67.5 per cento considerando il monossido di azoto (la cui concentrazione è minore rispetto a quella del biossido). Se le discrepanze tra il recente passato e il periodo di clausura sono meno evidenti, ma presenti, in zona Maggiolina (NO2 giù di quasi il 33 per cento), lo scarto torna importante analizzando la raccolta dati di Viale Amendola: qui, per quanto riguarda il biossido di azoto, si nota che la media delle medie mensili gennaio 2020-giugno 2020 (13.17 µg/m3) è inferiore di oltre il 60 per cento rispetto all'analogo valore del periodo 2015-2019 (33.04 µg/m3). E se si guarda al monossido d'azoto il decremento è di quasi 72 punti percentuali.

Più contenuto il calo di biossido e monossido di azoto refertato dalle stazioni influenzate dalle emissioni delle navi passeggeri attraccate. “Si è infatti registrato durante il lockdown, lo stazionamento per buona parte del periodo di una o più navi in ciascun porto passeggeri: dai dati resi disponibili dalle compagnie è risultato che le stesse, pur prive di passeggeri presentavano un regime di funzionamento dei motori dell’ordine di circa l’80 per cento della potenza di piena operatività”, osservano da Arpal. Vedi, alla Spezia, la centralina di San Cipriano, che ha visto il biossido scendere del 17 per cento (valore medio lockdown 33 µg/m3; valore medio primo semestre 2015-19: 40.6 µg/m3) e il monossido del 31 (valore medio lockdown: 10.9 µg/m3; valore medio primo semestre 2015-19: 16 µg/m3). “Da notare i picchi rilevati durante la Fase1 in alcune situazioni associabili a giornate di sottovento più marcato rispetto al porto passeggeri”, segnala l'agenzia ambientale regionale. Picchi – parlando di biossido - come quello di fine giugno (con oltre 60 µg/m), o quelli attorno ai 50 µg/m tra a fine febbraio e ad aprile.

“Risulta ben evidente in tutte le postazioni la variazione nei valori degli ossidi di azoto – la lettura di Arpal -, fatto salvo per La Spezia-San Cipriano dove gli andamenti risultano solo lievemente differenti. Per quest’ultima postazione, infatti, si può notare una minore rilevanza delle rush hours (ore di punta, ndr) nel corso dell’aprile 2020 mentre è evidente il prevalere dell’impatto della nave da crociera (picco di biossido di azoto nelle ore centrali della giornata in concomitanza con l’instaurarsi della brezza di mare) permanentemente presente al vicino Molo Garibaldi”. Come a dire che gli effetti 'benefici' del lockdown sono stati arginati dal contributo fornito, in termini di emissioni, dalle navi da crociera.

N.RE

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