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Oss in sciopero mercoledì. Le sigle: "La politica faccia fronte comune"

All'orizzonte non si scorgono soluzioni condivise da parte della politica locale e le richieste di incontro con l'assessore Viale e il commissario Troiano cadono nel vuoto.

"Una piccola Ilva"

La Spezia - E' sempre meno il tempo a disposizione per trovare una soluzione per i 158 Operatori socio sanitari di Coopservice che rischiano di perdere il lavoro a causa della reainternalizzazione del servizio da parte di Asl 5. Le occasioni di confronto si susseguono febbrilmente nelle ultime settimane, ma non si intravedono conigli pronti a saltare fuori dal cilindro. Almeno sino a quando la politica non deciderà di unirsi, seguendo l'esempio delle sigle sindacali che si sono ricompattate dopo mesi di trattative aziendali in cui Fials ballava da sola, in contrasto con Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. Una decisione dettata anche dalla necessità di stringere i tempi, visto che l'eventuale bando sarà lanciato entro la fine del 2019 a causa dell'entrata in vigore di nuove norme sullo scorrimento delle graduatorie di concorso a partire dal 1° gennaio prossimo.

Lo "spettacolo" andato in scena venerdì scorso a Palazzo civico e quello in corso in queste ore in consiglio regionale non sembrano portare in quella direzione e così lavoratrici e lavoratori, come promesso, saranno in sciopero nella giornata di mercoledì 4 dicembre.
"Andremo tutti insieme sotto la sede della Regione - ha spiegato Luca Comiti, segretario provinciale di Fp Cgil - perché non abbiamo ricevuto nessuna risposta concreta: non c'è stata una reale attenzione al tema e siamo riusciti a firmare faticosamente un verbale al termine di un incontro, ottenendo di inserire nell'eventuale bando di concorso i paletti della territorialità e dell'esperienza pregressa in strutture ospedaliere o convenzionate. Siamo aperti a qualsivoglia opzione differente, ma nel mentre abbiamo cercato di migliorare la situazione: per esempio prima si parlava di un solo concorso per tutte le Asl liguri...". Comiti lancia un messaggio al sindaco Pierluigi Peracchini che venerdì sera aveva sostenuto che stesse ai sindacati raggiungere un accordo per salvaguardare i 158 Oss spezzini: "Noi gli accordi li troviamo ma su soluzioni certe, condivise e fattibili. La sanità è una competenza regionale, sono Alisa e i vertici della Regione che devono renderle tali. Anche perché nel frattempo il Tavvolo annunciato con i parlamentari spezzini è sparito dai radar. Il commissario della Asl 5 Daniela Troiano in un incontro recente ha detto incredibilmente che dell'argomento si parlerà dopo l'emanazione del bando".

Marco Furletti, segretario provinciale di Uiltrasporti, ha ricordato che nell'incontro che si era svolto con l'assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, "erano stati sanciti i criteri possibili per il riconoscimento della specificità di operatori che svolgono da 14 anni funzioni che spetterebbero al Servizio sanitario nazionale". Ma il motivo principale che ha portato alla proclamazione dello sciopero è il silenzio da parte della Asl: "Non abbiamo ricevuto risposta alla richiesta di un incontro territoriale comunicata due settimane fa. Domattina saremo invece accolti dalla conferenza dei capigruppo del consiglio regionale insieme all'assessore al Lavoro, Gianni Berrino, per illustrare le motivazioni della protesta e aprire un tavolo di confronto. La soluzione politica deve essere legislativa e non ci devono essere divisioni. Sarebbe brutto se questi lavoratori venissero usati per altri scopi - ha proseguito sarcasticamente Furletti -. Lavoriamo tutti insieme per una soluzione, tenendo presente che a oggi sul piatto c'è solo l'ipotesi del concorso. Il sindaco Peracchini può e deve tenere la regia di questa vertenza, si faccia promotore di un tavolo con tutti soggetti. Invece era presente all'incontro con il commissario Troiano e non ha obbiettato nulla quando ci ha detto che ci saremmo visti dopo il lancio del bando: una cosa mai vista".

Vincenzo Muratore, di Fials, ha parlato di "inutile scarica barile della politica sui sindacati". "E' la politica che può decidere: chiediamo ascolto da destra a sinistra. I lavoratori sono aperti a tutto: Alisa e la Regione coinvolgano sindacati nel percorso che può portare a risolvere questa situazione".

"La proclamazione dello sciopero è stata una scelta difficile perché causerò disagi agli utenti, ma è stata doverosa perché non abbiamo ritorni positivi da nessuna parte. La protesta non è contro qualcuno, ma a sostegno della ricerca di soluzioni - ha proseguito Mirko Talamone, segretario provinciale di Fisascat Cisl -. L'accordo siglato in Regione mette un minimo al riparo queste lavoratrici e questi lavoratori, ma la verità è che questo problema è stato lasciato a marcire per anni. Nel 2012 avevamo raggiunto un'intesa con l'allora assessore Montaldo, di centrosinistra, per risolvere il problema, ma non è stato fatto niente. E oggi la situazione è grave". Talamone ha evidenziato che i paletti che sono stati richiesti per il bando vanno in danno ad altri Oss che sono rappresentati dagli stessi sindacati: "Abbiamo chiesto di inserire il vincolo dell'esperienza e di bloccare la mobilità in entrata in Asl 5, ma ci assumiamo responsabilità di questa decisione. Cosa che non fa la politica, che si era presa l'impegno di muoversi unitariamente e che nel giro di 24 ore ha mandato tutto all'aria. Ma sono vicende che ci appassionano poco. Chiediamo il massimo impegno all'assessore Viale, non vogliamo risposte tecniche ma politiche. E serve un tavolo anche perché abbiamo una legge vergognosa sugli Oss. Questa vertenza è una piccola Ilva, rischia di diventare un tema di carattere sociale che non possiamo affrontare a cuor leggero".

Anche Alessandra Guazzetti, di Fp Cgil, ha preso la parola per commentare una vicenda sempre più intricata.
"Abbiamo iniziato a trattare prima di Pasqua e nonostante tutti i proclami il problema resta. Il sindaco deve affrontare la vicenda, altrimenti molte di queste famiglie si dovranno rivolgere ai Servizi sociali. Non riuscire ad avere risposte la dice lunga su quanto interessi il servizio di assistenza alla Asl e alla politica locale. Il problema è stato trascinato per 17 anni perché si sapeva che sarebbero emerse le problematiche attuali. E pensiamo a quale sarebbe lo scenario peggiore, quello che vede l'ingresso di 158 nuovi Oss in una azienda in cui l'assistenza è completamente improvvisata e non organizzata...".

Mercoledì sarà dunque il momento dello sciopero. "Sarà il primo. Se non avremo risposte ne seguiranno altri. Fra tre giorni potremmo proclamarne un secondo, questa volta di due giorni. Siamo determinati insieme ai lavoratori ad alzare l'asticella", concludono i sindacalisti all'unisono.

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