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Coronavirus e germi, mascherine "a ruba" nelle farmacie

Negli ultimi giorni due farmacie del centro hanno registrato il tutto esaurito e spiegano: "Turisti orientali e viaggiatori le acquistano in via precauzionale. Nessun allarmismo".

In via precauzionale...
Coronavirus e germi, mascherine "a ruba" nelle farmacie

La Spezia - In tre mesi potrebbe essere pronto il vaccino per il coronavirus, discendente della temutissima Sars. Ai tempi di quel contagio ci vollero quasi venti mesi per produrne uno efficace. Se il mondo è in trepidazione tra informazione e allarmismo nelle piccole e nelle grandi città c'è maggiore attenzione alla vendita di mascherine per proteggersi soprattutto per chi si ritroverà in zone particolarmente affollate e dovrà affrontare un viaggio intercontinentale.
E la Spezia non è esente da questo ragionamento. Negli ultimi giorni, infatti, in molte farmacie del centro storico nell'area che va dalla Stazione centrale, Piazza Saint Bon, fino a Via Prione allargandosi fino a Corso Cavour le mascherine stanno andando letteralmente a ruba.
In due delle cinque farmacie, interpellate da Città della Spezia, le mascherine basiche principalmente di carta, non rigide e senza filtri, sono esaurite.
"In pochi giorni abbiamo finito tutto - raccontano da Piazza Saint Bon -. Sono stati principalmente i turisti cinesi a chiederne in maggior numero, qualcuno ha comprato anche interi pacchi da 100, e alcuni residenti che consci del fatto di dover raggiungere un aeroporto internazionale le hanno acquistate per precauzione. Al momento anche i fornitori ne sono sprovvisti".
L'altra farmacia da "tutto esaurito" è in Via Fazio a pochi passi dal Civico: "E' vero le mascherine sono terminate ma non bisogna fare allarmismo".
Risalendo Via Prione un'altra farmacia racconta: "Abbiamo registrato un incremento delle vendite negli ultimi giorni. C'è da dire che si tratta di un articolo abbastanza richiesto per gli orientali. L'aumento delle vendite, anche se c'è stato è minimo".
Spostandosi in Via Mazzolani i farmacisti raccontano: "Noi siamo forniti al momento e abbiamo notato che i fornitori ne sono sprovvisti".
Infine, da Corso Cavour spiegano: "Abbiamo notato anche noi una richiesta maggiore rispetto al passato. Molte sono dovute al fatto che chi sa di dover intraprendere viaggi dal treno agli aeroporti internazionali. Lo fanno principalmente per precauzione".
Le vendite "record" dipendono molto anche dalla zona geografica. Chi si ritrova nelle vie adiacenti al maggior passaggio, ad esempio la stazione ferroviaria, può avere questo genere di richieste.

Al di là dell'emergenza che deve affrontare la Cina sui social e sulla stampa nazionale e internazionale si dibatte sulla costruzione a tempo record di un ospedale con una capienza di mille posti. In Italia si sono verificati due falsi allarmi e un caso, a Bari, che nulla aveva a che fare con il temutissimo virus cinese. Rimanendo in Oriente, la città dove è scoppiata l'epidemia conta 11 milioni di abitanti, il numero dei casi accertati è 830, i casi sospetti più di mille e le persone decedute 26 (alcune delle quali di età avanzata e con altre problematiche sanitarie). Per evitare il contagio 13 città cinesi sono state isolate.

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