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Steward aggrediti al Picco, il questore: "I vigliacchi volevano vendicarsi"

Si sono concluse le indagini sui fatti del 27 febbraio. Il dirigente della Digos Cariola: "Le indagini mettono a tacere anche le polemiche nate immediatamente dopo il fischio finale". A finire nei guai 23 persone di età compresa tra 20 e 58 anni.

pioggia di daspati post Spezia-Livorno
Steward aggrediti al Picco, il questore: "I vigliacchi volevano vendicarsi"

La Spezia - "I vigliacchi non fecero nulla tranne che cercare di sfondare il primo controllo degli steward ed entrare allo stadio. I vigliacchi, poi, riconoscendo chi li aveva sottoposti alle regole basilari per l'accesso all'impianto sportivo si sono mossi costringendo gli steward ad arretrare sul campo. A quel punto la Polizia è entrata nel settore per ristabilire una situazione di ordine e sicurezza pubblica che altrimenti sarebbe stata fuori controllo". Non usa mezzi termini il questore della Spezia Francesco Di Ruberto nel ripercorrere gli episodi di violenza avvenuti allo stadio "Alberto Picco" durante il sempre elettizzante match Spezia-Livorno, disputatosi in Viale Fieschi il 27 febbraio scorso.
Dietro al violento episodio, dunque, c'è una vendetta. Le indagini della Polizia di Stato, con la Digos spezzina e altre questure compresa quella della città labronica, sono terminate dopo quasi cinque mesi. Ventitré le denunce, a vario titolo, a carico di altrettante persone. I responsabili delle aggressioni, raggiunti dal Daspo, risultano di età compresa tra i 20 e 58 anni e sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale per le violenze sia sui poliziotti che sugli steward (uno dei quali ha riportato una brutta ferita al piede), possesso di oggetti contundenti, violenza e minacce agli addetti ai controlli, lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato. In questo ultimo caso le parti lese sono il Comune della Spezia e lo Spezia Calcio. Dovranno rispondere anche alle accuse di travisamento, istigazione alla violenza e discriminazione razziale. E' emerso da questo punto di vista che uno degli steward era un ragazzo di colore insultato pesantemente.

Ritornando ai fatti di febbraio il questore della Spezia ha aggiunto alcuni altri dettagli: "In occasione della partita, un nutrito gruppo di tifosi livornesi aveva adottato un sistema particolare per non incorrere nei controlli. Sono arrivati in tempo utile per l'inizio della partita. Dalle notizie che arrivavano dal monitoraggio, che viene fatto a ridosso dell'incontro, si paventava l'arrivo di duecento persone senza biglietto. Nella realtà solo una ventina non erano muniti di tagliando d'ingresso e sono stati costretti a farlo. E questo è stato da interpretato come un affronto. L'immediato oggetto delle loro attenzioni sono stati gli steward in quanto addetti ai controlli. Ristabilire l'ordine prevedeva avere un contatto con gli aggressori che hanno considerato l'entrata della Polizia nel settore come 'un affronto'. Hanno cercato di impedire l'ingresso dei nostri uomini ma il Reparto mobile e le forze territoriali hanno respinto tutto quanto sul nascere, con cariche di allegerimento. Tutto è supportato dai video come anche che una volta ristabilito l'ordine la Polizia ha arretrato al limite del settore".

Una parte delle persone indagate era già stata colpita da Daspo e scontato il periodo di allontanamento sono tornati allo stadio. A ripercorrere la fase delle indagini è stato anche il dirigente della Digos spezzina, Gianluca Cariola. "Questi fatti sono la migliore riposta anche alla polemica della tifoseria livornese che sosteneva una gestione non adeguata da parte della Polizia. E' stata un'indagine particolarmente laboriosa. Le indagini si sono concluse in queste ore a dimostrazione che è stata acquisita una mole di documentazione, anche multimediale, per poi incrociarla per i riconoscimenti anche con altre questure. Abbiamo analizzato a 360 gradi quella che era tutta la tifoseria livornese, anche perché è questione inusitata che la Polizia di Stato faccia un ingresso all'interno della curva. In principio non era stato facile capire come mai i tifosi ospiti si fossero scagliati contro gli steward che, normalmente, non vengono additati come responsabili di atti particolari. Una volta analizzate tutte le immagini è emerso che la prima contrapposizione si era verificata ad inizio gara, quando i ragazzi addetti ai controlli hanno solo svolto il loro lavoro verificando doverosamente il riscontro tra la bigliettazione e la carta di identità. Dopodiché quando gli steward hanno raggiunto il settore distinti, i più facinorosi si sono scagliati contro di loro". "Siamo entrati nel settore - ha concluso Cariola - per prestare i primi soccorsi e un'altra parte degli ultras ha fronteggiato il Reparto mobile per ostacolarne il passaggio. Hanno utilizzato cinghie, aste di bandiera (consentite in ingresso) e molti si sono travisati. Il Reparto mobile ha respinto in maniera ottimale i tifosi livornesi, anche arretrando, senza dover esagerare. La situazione poteva diventare ancora più rischiosa".

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