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Pisa e La Spezia, gemmellaggio teatrale: "Così si può fare qualità con i giovani"

Dalla città della torre pendente l'esperienza FAcT arriva in riva al Golfo. Peracchini: "Si apre una nuova fase per il Teatro Civico, non più solo contenitore di spettacolo ma punto d'incontro per ricerca e nuove produzioni".

l'intesa
Pisa e La Spezia, gemmellaggio teatrale: "Così si può fare qualità con i giovani"

La Spezia - Un Teatro Civico che sia cuore pulsante e motore propulsivo, per dare nuova energia alla cultura spezzina e diventare un prestigioso punto di riferimento per la drammaturgia in Italia. Non più un contenitore di spettacoli ma un generatore di idee ed iniziative che nasceranno e saranno prodotte all'interno del teatro stesso. É questo il risultato finale di una collaborazione, che è stata deliberata dalla giunta Peracchini, con il Gruppo Teatrale della Scuola Normale e l'associazione degli allievi FAcT Ente di terzo settore che hanno proposto il progetto STePS (Scuola di Teatro Pisa-Spezia) che verte sui due assi fondamentali della formazione e della produzione e prevede la costituzione di un laboratorio permanente per giovani, professionisti e non professionisti, con l'obiettivo finale di portare in scena una o più nuove drammaturgie, completamente auto-prodotte.

La produzione sarebbe l'ultimo anello di una lunga filiera formativa, seguita e curata da specialisti dei rispettivi campi: scrittura drammatica, propedeutica attoriale, regia, ma anche musica, reparti artistici e attrezzeria, etc. Verrebbe così a costituirsi un centro in grado di coinvolgere le nuove generazioni, sviluppando la creatività di coloro che muovono i primi passi nel mondo del teatro e coinvolgendoli direttamente in ogni fase della produzione teatrale, ponendoli però in un contesto protetto di formazione continua, sotto la costante supervisione - educativa e artistica - di alcuni professionisti. Ciò consentirebbe ai partecipanti di sviluppare e affinare le proprie capacità in piena libertà, arrivando a portare in scena uno spettacolo creato completamente in autonomia, e, al tempo stesso, permetterebbe Teatro Civico della Spezia di avere un materiale di qualità comprovata, che possa valere non tanto come saggio finale di un percorso laboratoriale, ma come spettacolo a tutti gli effetti, da presentare a un pubblico generalista. Si può fare teatro di qualità e si può fare teatro con i giovani: non sempre si ricorda però che si può fare teatro di qualità con i giovani. L'idea è quella di partire da un progetto pilota della durata complessiva di due anni, con l'obiettivo di arrivare a portare in scena due spettacoli teatrali, a conclusione di due percorsi creativi di durata e portata differenti: un primo progetto (più avanti, "progetto A") di durata annuale e un secondo progetto di durata biennale (più avanti, "progetto B"), comprendente anche la fase di scrittura e un laboratorio attoriale più ampio. Gli spettacoli sarebbero prodotti e debutterebbero presso Teatro Civico della Spezia.

"Per il teatro - parola del sindaco Pierluigi Peracchini - si apre un'epoca nuova grazie ad una naturale sinergia fra la commissione tecnico scientifica e l'amministrazione comunale. Così è stato possibile concretizzare un progetto che richiedeva tanta passione e tanto coraggio. STePs è una collaborazione con il Gruppo Teatrale della Scuola Normale di Pisa grazie alla quale il Civico non sarà più soltanto un contenitore di pregevoli spettacoli ma diventerà, finalmente, un teatro di produzione vera e propria. Due produzioni inedite, infatti, verranno qui alla Spezia pensate, scritte e interpretate per poi calcare le scene di tutta Italia. Una svolta epocale che riscrive il destino del Civico il cui futuro impegno sarà anche di diventare una fucina di nuove generazioni di artisti nel più ampio significato del termine e di tutta la filiera tecnica e artigiana che si nasconde dietro le quinte ma che senza la quale non sarebbe possibile accendere la magia sulla scena. La Scuola Normale non ha bisogno di presentazioni: è eccellenza per antonomasia e siamo particolarmente orgogliosi di questo gemellaggio artistico che siamo riusciti a stringere grazie a Alessandro Maggi a cui va il mio più sentito ringraziamento, come a tutta la commissione tecnica che, lo voglio ricordare, del tutto gratuitamente si presta anima e corpo per accompagnare il Civico a un rilancio inedito sulla scena nazionale. Una nuova epoca e un nuovo destino per un Teatro Civico come non lo si era mai immaginato".

"Con STePS, l'esperienza di FAcT arriva alla Spezia - così commenta la commissione tecnico-scientifica del Teatro Civico della Spezia - e si inserisce nel disegno di rilancio del Civico fortemente voluto dalla commissione tecnico-scientifica composta da Matteo Taranto (coordinatore), Roberto di Maio e Alessandro Maggi, e dall'amministrazione, con la volontà di prepararsi a contaminare la città con nuovi esperimenti, e con un'onda nuova di giovani promesse e iniziative. Quella fra teatro e università è una sinergia antica, da rilanciare. È questo l'obiettivo strategico del nuovo progetto del Teatro Civico della Spezia, STePS (Scuola di Teatro Pisa-Spezia), in collaborazione con gli allievi e le allieve della Scuola Normale Superiore di Pisa. Una delle più prestigiose università d'Europa e il Civico uniscono le forze, per offrire a una nuova generazione di amanti dell'arte scenica (attori e attrici, creativi e creative) la possibilità di lavorare davvero in teatro, collaborando anche con professionisti, dando vita a due produzioni interamente originali, basate su drammaturgie interamente scritte da giovani autori. Il progetto nasce dallo sforzo di Alessandro Maggi, direttore artistico di FAcT, il festival di teatro accademico che la Normale organizza ogni anno a Pisa. L'intento è quello di riavvicinare due mondi da sempre fratelli, ma ultimamente sempre più distanti: la ricerca e la sperimentazione delle università (da cui provengono alcune delle imprese teatrali, italiane e straniere, più importanti degli ultimi decenni) e il teatro professionistico. Per farlo sarò messo a disposizione un budget significativo, da investire interamente in due nuove produzioni".

Così commenta Francesco Morosi del "Gruppo teatrale della Scuola Normale Superiore": “È un piacere per noi allievi e allieve della Normale poter avere una occasione come quella che il Comune della Spezia. Non soltanto per ovvie ragioni personali, ma almeno per due motivi più seri: intanto, oggi in questo Paese è quasi impossibile che dei giovani siano presi sul serio. Certo, tutti diventiamo maggiorenni a 18 anni, ma prima che qualcuno, nelle istituzioni e nel tessuto sociale, sia disposto a fidarsi di un’idea, occorre un miracolo. Sentiamo sempre dire “largo ai giovani”, ma questa è solo retorica: la verità è che nessuno è in grado di innovare nel profondo. E innovare significa avere coraggio di costruire insieme una visione nuova. L’amministrazione di Spezia e quella del Teatro Civico hanno dimostrato di avere il coraggio di credere a una visione nuova: gliene siamo riconoscenti e non li deluderemo. Poi, un motivo teatrale. Da anni in Italia il teatro non investe sugli errori. Chi programma una stagione sa bene che non può fare flop, sempre tutto esaurito o si chiude. Risultato? Nessuno sperimenta più, nessuno si assume il rischio di provare — e soprattutto di studiare. È questo il grande sogno che proveremo a realizzare tutti insieme: si può fare un teatro bello – che piaccia, che sia ben fatto, che comunichi idee – e anche intelligente, che parta da basi solide, che non dia nulla per scontato. Questa, per il teatro italiano oggi, sarebbe un rivoluzione. Ci proveremo insieme. La rivoluzione, stavolta, comincia a Spezia.”

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