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Uno spettacolo di sfilata. Tutti in gioco tra colori, risate e consapevolezza | Foto

Ieri sera la sfilata delle borgate ha animato il centro storico offrendo uno scenario molto diverso rispetto agli anni scorsi.

un salto di qualità
Uno spettacolo di sfilata. Tutti in gioco tra colori, risate e consapevolezza

La Spezia - La sfilata del Palio del Golfo... vola su un altro pianeta. Uno pulito, consapevole, responsabile e divertente. E' stato evidente il salto di qualità che le borgate, anche quelle che per problemi di spazi durante l'anno e fondi ridotti che quindi hanno realizzato una sfilata più semplice, si sono messe in gioco regalando uno spettacolo che non si vedeva da tempo.
Almeno 2.500 i figuranti coinvolti, tutti compresi: da chi era in sella ai mezzi che hanno aperto la sfilata, a chi pazientemente trainava i carri anche a spinta e chi passeggiava in costume, le bande musicali, senza dimenticare chiaramente tutti gli equipaggi, i giudici e chi si impegna a rendere una festa per tutta la città la prima sera dedicata al palio del Golfo.
L'edizione 2019 ha regalato un'edizione un po' più lunga del suo corteo che comunque non ha avuto pause troppo lunghe tra una borgata e l'altra. Una questione di necessità con tutta probabilità dovuta ai quasi venti carri, alcuni anche meccanici, che hanno intrattenuto migliaia di spezzini che non sono voluti mancare al primo appuntamento dedicato al Palio del Golfo.
La sfilata, in sostanza, è stata davvero uno spettacolo per gli occhi. Tanti temi e maschere tutte rigorosamente "green" all'insegna del riutilizzo per abbattere lo spreco.
Ad aprire la sfilata è stato il detentore del Palio che al termine della serata ha riconsegnato il gonfalone. Esordio divertente del Fezzano che ha puntato alla semplicità, ai colori della borgata e al proprio simbolo: lo squalo. Muggiano ha fatto le cose in grande, è ricomparso l'orso (quest'anno però era un figurante travestito) e con tanta ironia ha sottolineato che i borgatari non hanno solo l'incrocio. Una simpatia graffiante quella del Muggiano che ha costruito anche una pensilina dell'autobus dove ne succedono di tutti i colori: con due signore che si agitano perché al mitico incrocio non passa il bus e per disperazione un signore ha deciso di accamparsi. Non si può dimenticare il povero vigile costretto a multare una ragazza in scooter che impenna vicino al semaforo. E qui si è visto il primo carro meccanico della sfilata. Si scherza tanto con il Muggiano che cita anche tutte le altre borgate in un calendario. Il messaggio del Muggiano è riuscitissimo: "Se tutte le altre hanno scorci meravigliosi, noi del nostro incrocio ne facciamo il punto di forza".
Il secondo carro meccanico si è visto con l'arrivo del Canaletto. La borgata ha puntato alla tavola, alla cucina povera spezzina. Piatti allegri e un centinaio di figuranti travestiti da ingredienti che si uniscono per diventare muscoli ripieni, cartocci di acchiughe oppure per uno spuntino veloce arrivano sgabei e triangoli di focaccia danzanti. Il culmine si raggiunge con le ore antecedenti al Palio quando uno Strina (meccanico) si riempie la pancia con tante leccornie.
Lerici punta alla tradizione e al mistero che solo le leggende possono creare: racconteranno quella del promontorio del Caprione. Trampolieri, fauni, farfalle. Per raccontare la magia del promontorio di Lerici con un particolarissimo e curatissimo carro dedicato alla farfalla dorata.
Ed è su un coloratissimo Trono di Remi che il Cadimare punta. Tutte le borgate sono diventate delle casate ognuna dettata dalla sua peculiarità. A chiudere la brillante sfilata è un vero e proprio trono realizzato con tutti i remi delle borgate. Molto più colorato e che nulla ha a che spartire con quello di ferro decisamente cupo e insanguinato.
E' stato poi il turno del Porto Venere Sarà che ha dedicato la sua sfilata ai cinquant'anni della fondazione dell'Unione sportiva Portovenere asd.Ed è stata davvero una grande e giocosa festa fatta di risate e tante musica.
Fossamastra che esce da un anno doloroso per la perdita di Susanna Oddi e Armandino Mazzoni ha un cuore grande e ha ricordato le persone che hanno reso una famiglia la borgata. I vecchi negozi di un tempo all'epoca della rivoluzione degli anni Settanta ma con il cuore che batte un po' più forte quando ricordano, in chiusura, Susanna Oddi.
San Terenzo racconta e ricostruisce nel dettaglio la favola di Cenentola e non trascura nessun dettaglio. E sarà difficile da dimenticare l'incanto della gigantesca carrozza trainata dai cavalli bianchi. Tocca poi al Crdd che punta alla tradizione con il racconto della pesca alla lampara, con un carro davvero elaborato.
Si punta tantissimo sul rispetto dell'ambiente con la borgata delle Grazie. E' un grido d'allarme quello lanciato dai borgatari che con tantissimi cartelloni spiegano i danni dell'inquinamento. Hanno mostrato il mare che vedono e quello che vorrebbero, animato da tante creature vive e colorate. Le Grazie dunque lancia l'appello al rispetto del mare e delle sue creature.

Tellaro racconta la forza della terra con un carro e del delicato rapporto con il vicino parco di Montemarcello Magra. Ma è nel racconto della natura che la borgata tira fuori il meglio di se mostrando un grande albero e tutte le creature che possono viverci attorno. Ci si diverte, tanto, anche con il Marola che ha creato una serie di biliardini dove le borgate si sfidano per arrivare alla sfida finale rappresentata da un grande carro trainato, questa volta a spinta, da i borgatarti.
Artistica e particolare la sfilata della Venere Azzurra che sceglie il tema dell'ambiente metaforicamente rappresentato in un'eterna lotta tra bene e male affidata all'eroica figura del Grande gabbiano globale. Ricercatissime le maschere, per le quali è stato coinvolto anche l'artista e scenografo Walter Tacchini, e particolare il passaggio.

Per Città della Spezia a immortalare la sfilata di ieri c'era il nostro Stefano Stradini. Con i suoi scatti potrete cogliere le emozioni più belle.

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