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"Peracchini, mai una parola per incalzare Toti sulla bretella Santo Stefano-Ceparana"

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La Spezia - Ormai, con frequenza bisettimanale, il sindaco Peracchini, nella veste di Presidente della Provincia, continua ad esortare governo e Regione Toscana a rimuovere le macerie dei ponte di Albiano. Già martedì scorso, in uno nostro comunicato stampa, mettevano in risalto il fatto curioso che un amministratore pubblico ignorasse che ciò che resta del ponte sul Magra, giaccia ancora sul greto del fiume perché sotto sequestro giudiziario, e non per inerzia del Governo e degli amministratori di colore diverso dal suo, ma pare che i nostri consigli siano rimasti inascoltati.

Infatti qualche giorno fa, forse per non essere da meno della senatrice Pucciarelli, non ci ha fatto mancare la sua inutile e stucchevole dissertazione sulla mancanza di volontà del Governo e della Regione Toscana nel ricostruire il ponte di Albiano. Per non essere monotoni come i post scritti da Peracchini, questa volta ricorderemo al sindaco spezzino non la sua vergognosa e pilatesca inerzia nel non sollecitare Ire quando bloccó per quasi tre anni i lavori dell’ospedale Felettino, ma che il Mise nel dicembre 2016 finanzió con 10 mld di euro la costruzione del ponte Ceparana - Santo Stefano, già progettato dalla precedente giunta Burlando. Eppure dal 28 luglio 2019, giorno di insediamento di Peracchini alla presidenza della Provincia, non ci pare di averlo mai sentito incalzare l’amico Toti in merito alla necessità di dar rapidamente luogo alla realizzazione dell’infrastruttura. A noi non importa se l’opera fosse interamente già progettata e finanziata, come sostengono gli amici di Italia Viva, o se I finanziamenti stanziati fossero insufficienti, come sostiene la maggioranza; i rimpalli di responsabilità sono stucchevoli, ideologici e deleteri, e necessitano di approfondite indagini per arrivare alla ricerca della verità, mentre se avessimo visto il Presidente della Provincia sin dal suo insediamento incalzare Toti con lo stessa determinazione con cui oggi esorta Giani, forse oggi lo stato delle cose sarebbe diverso. Suggeriamo a Peracchini, ricordandogli che la campagna elettorale si è chiusa il 18 settembre, semmai di unire gli intenti e di lanciare un appello pubblico, anche assieme ai sindaci interessati e al Presidente della Regione Toscana, affinché la Magistratura termini al più presto i rilievi e metta in sicurezza il ponte prima che gli eventi atmosferici autunnali, come abbiamo visto, possano causare l’irreparabile. E se avesse voglia di chiedere a Toti, che è commissario straordinario della Via dell’amore, se veramente nell’estate 2021 inizieranno i lavori (finanziati per 7mln dal Ministero dell’Ambiente. per 3 dai Mibac, per 2 dalla Regione e per 1,2 mln dal Parco delle Cinque Terre), esortandolo a non perdere ancora tempo, farebbe un bel regalo a tutta la comunità. Se poi, dulcis in fundo, si interessasse anche del sentiero Corniglia - Manarola, chiuso dopo l’alluvione di nove anni fa, ci convincerebbe che sta veramente lavorando per il territorio.

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