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"Stop al carbone è certo, non tiratemi la giacca"

Il sindaco sulla riaccensione del gruppo a carbone da parte di Enel: "Né un sindaco né un presidente della Regione hanno la bacchetta magica. Nell'aria profumo di campagna elettorale".

"rispettermo l'odg"

La Spezia - "Lo stop all’utilizzo del carbone entro il 2021 per la centrale elettrica 'E. Montale' della Spezia è scritto nero su bianco, e non sussistono altre notizie che smentiscano quanto affermato nella conferenza dei servizi dello scorso ottobre dal Ministero dell’Ambiente per il riesame dell’AIA. Quello che trascorrerà fra oggi e il 2021 è il tempo necessario che dovrà essere utilizzato dal gestore perché trovi una soluzione per far fronte alla produzione di energia elettrica mancante al Paese". Questa la nota del sindaco Pierluigi Peracchini che dalla Cina segue gli sviluppi della questione della centrale elettrica di Enel, ieri di nuovo in azione per bruciare carbone per sopperire al minor flusso in arrivo dalla Francia (qui l'articolo). "Sono fermamente contrario ad ogni tipo di strumentalizzazione da parte delle opposizioni e alla faciloneria con cui si affrontano temi seri e complessi, quali il fabbisogno energetico nazionale che comprende anche i rapporti con gli altri paesi europei, pur di cavalcare le paure e i timori degli spezzini. Né un sindaco né un presidente della Regione hanno la bacchetta magica per chiudere una centrale, sopperire al fabbisogno energetico nazionale o governare eventi del tutto imprevedibili come i terremoti".

"Se ci fosse un problema di fabbisogno nazionale - continua Peracchini dall'estremo oriente - per quanto riguarda la produzione di energia elettrica a causa del terremoto che ha colpito la Francia nei pressi della centrale di Cruas-Meysse, sarebbe una decisione di Terna e del Ministero dello Sviluppo economico utilizzare in quel particolare momento di emergenza la centrale spezzina. Invece che tirare la giacca a destra e a manca e far la gara a chi strumentalizza di più, bussiamo alla porta del governo giallorosso: è a Roma che si prendono le decisioni sul futuro energetico del Paese.
Non facciamo venir meno la coesione trovata in consiglio comunale su un tema così cruciale soltanto perché nell’aria c’è il profumo della campagna elettorale per le Regionali. Da parte dell’amministrazione c’è piena volontà di rispettare alla lettera l’ordine del giorno congiunto sul tema della centrale Enel”.

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