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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Luglio - ore 16.39

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"Toti punta a lasciare la Liguria, avremo sorprese per le Regionali"

Intervista al consigliere comunale Luca Erba. Sul Pd: "L'errore è stato mostrare i dati di crescita non considerando che una parte del Paese si sentiva dimenticata". E ancora: "Le Politiche sono più vicine di quanto si pensi".

Nuovo lavoro
"Toti punta a lasciare la Liguria, avremo sorprese per le Regionali"

La Spezia - Da qualche settimana Luca Erba si presenta agli appuntamenti pomeridiani o serali in Comune con un gilet rosso che riporta il marchio "Cantieri Valdettaro". Segno che sino a poco prima era al lavoro: da qualche tempo è infatti il direttore ufficio marketing e comunicazione di Valdettaro Group.
Dopo aver svolto l'incarico di assessore nel corso dell'ultimo anno del secondo mandato Federici è stato rieletto in consiglio comunale e ha mantenuto la solita verve per qualche mese, poi, rispetto al ritmo al quale aveva abituato tutti, è un po' sparito dai radar.

Preparazione degli ultimi esami per la laurea e nuovo lavoro, sono queste, come si dice in giro, le motivazioni della riduzione dei ritmi della sua attività politica?
"Questi sono alcuni elementi che hanno indubbiamente inciso sulla riduzione dei ritmi. Di fondo c’è una motivazione più profonda. Il mio impegno istituzionale non è mai venuto meno in questi due anni all’opposizione, la percentuale delle presenze in aula e in commissione, circa il 99%, lo possono testimoniare.
Dopo la sconfitta alle elezioni amministrative del 2017 ho potuto affrontare con maggiore intensità un momento di riflessione personale e di studio. Analisi impossibile quando si è coinvolti in prima persona nella gestione della cosa pubblica che ti assorbe nella sua totalità.
Cambiare il modo di fare la politica è necessario quanto vitale se vogliamo concorrere a riconquistare il governo della città. Il percorso deve passare quindi da una forte consapevolezza, e la consapevolezza passa dallo studio e dall’approfondimento dei temi. La velocità e la semplificazione sono i veri nemici della buona politica, per questo mi sono imposto di invertire la rotta: riflessione, approfondimento e studio... In questi mesi mi sono anche dedicato alla scrittura, per diletto sto scrivendo un romanzo, chissà cosa verrà fuori... È una fase molto intensa e stimolante della mia vita".

Non appena sarà tornato, per così dire, a regime quali saranno gli argomenti sui quali si spenderà maggiormente?
"Per rispondere a questa domanda devo fare una premessa necessaria. Sono stato eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 2012, non avevo ancora compiuto 21 anni e mi ritrovai letteralmente catapultato in una realtà politica e istituzionale non semplice. A maggior ragione dato che quella elezione mi vedeva inaspettato protagonista essendo il più votato della lista del mio partito e il secondo più votato in città. Da lì in poi ho affrontato una “prima linea” di impegno e militanza politica che mi ha portato ad essere il segretario cittadino del Pd durante la preparazione della campagna elettorale delle regionali, il capogruppo del Pd in consiglio comunale durante la crisi di giunta, Assessore al Turismo e al Lavoro durante l’ultima fase di legislatura. Un periodo non semplice. Le elezioni del 2017, nonostante la sconfitta, mi hanno visto gratificato dell’impegno e delle fatiche di questi anni. Sono stato rieletto in consiglio comunale raccogliendo più consenso rispetto alle elezioni del 2012, 457 preferenze, una conferma importante per chi amministra, il giudizio popolare sull’operato che si porta avanti è fondamentale. Da quella sconfitta ho imparato molto. Mi verrebbe da dire: non tutto il male vien per nuocere, guardiamo avanti con umiltà.
Le questioni che voglio affrontare nei prossimi mesi sono: il nuovo ospedale, l’Enel, le opere infrastrutturali (in primis la variante Aurelia) e le politiche sul turismo. Sono questioni che ritengo fondamentali se vogliamo parlare di futuro".

Da ex assessore al Turismo come valuta l'azione dell'amministrazione attuale in questo senso?
"Ho sempre mantenuto molta prudenza nel lanciarmi in giudizi in merito all’operato nel settore turismo da parte della amministrazione perché non voglio che si possa pensare che il mio giudizio sia viziato dal ruolo che ho avuto nella giunta precedente.
Ritengo un errore aver abbandonato il lavoro costruito in questi anni solo perché c’è stato un cambio di guardia al governo della città. La Dmo fatica a partire perché è un progetto vecchio. È uno strumento di programmazione che è stato utilizzato all’inizio degli anni novanta nel ponente ligure. Oggi è superato e il fatto che nel nostro territorio non sia mai decollato lo testimonia.
Un plauso invece va fatto al lavoro che stanno facendo le associazioni di categoria e gli operatori".

E sul fronte delle Politiche del lavoro che opinione si è fatto dell'attività messa in campo?
"Bisogna essere onesti. Gli strumenti degli enti locali in termini di politiche del lavoro sono limitati e poco incisivi. Il Comune dovrebbe giocare una funzione di coordinamento in merito alle politiche del lavoro. Un ruolo che fatica a svolgere perché mancano i soggetti con cui rapportarsi. Il governo nazionale in questo senso dovrebbe avere la forza e la lungimiranza di rimettere mano ai centri per l’impiego investendo risorse e ipotizzando un ciclo di programmazione che oggi non è stato nemmeno preso in considerazione. Il problema è che se si privilegiano gli slogan e il taglio dei nastri i problemi si faranno sempre più insostenibili...".

La sostanziale tenuta del centrosinistra alle amministrative spezzine l'ha stupita?
"Abbiamo tenuto nei comuni in cui il Pd si è dimostrato in grado di allargare i confini della propria colazione. Il Pd nasce come soggetto federatore, se si isola perde la propria funzione.
Abbiamo un gruppo dirigente di validi amministratori sparpagliati sul territorio e questo gli elettori lo sanno bene.
Le divisioni, uno smarrimento culturale e a livello nazionale la mancanza di risposte ai problemi del nostro tempo ci hanno giustamente penalizzato. Nonostante tutto sono cautamente ottimista. Sarà nostra la responsabilità di quella che verrà".

A livello nazionale, come dimostra l'esito delle Europee, il Pd si lecca ferite che si pensavano più profonde, ma non può certo gioire...
"Non si può gioire ma come dice lei però si pensava che le ferite fossero più profonde. Dobbiamo abbandonare la retorica della responsabilità e la logica dei numeri. Non si può governare solamente mostrando i dati della crescita se una parte del Paese si sente, nonostante la fase di ripresa, dimenticato e non ascoltato. Questo è stato l’errore dei governi Pd. Non si può neanche sottovalutare il tema della sicurezza. In politica la percezione è un problema reale, e non si può rispondere dicendo che i reati sono in calo, se c’è un problema di percezione bisogna farsene carico anche se i dati ti vengono in aiuto. Salvini non sta facendo nulla ma è percepito come colui che si fa carico dei problemi. Con questo non voglio dire che dobbiamo inseguire la lega sul suo terreno perché saremmo perdenti e le posizioni che hanno sono inaccettabili, è altrettanto vero però che un partito che ha l’ambizione di governare non possa continuare a balbettare su i temi che caratterizzeranno il dibattito del nostro tempo per un lungo periodo. La radicalità è l’opposto dell’estremismo, è questo quello che chiedo al mio partito, radicalità nelle posizioni".

Come si presenta il Pd alle prossime Regionali? Come crede che possiate sconfiggere Toti, pronto a lanciare il suo movimento e ad assurgere alle cronache nazionali?
"Il Pd alle prossime regionali si presenta forte dei dati di queste ultime elezioni europee, Genova ha dato un segnale che non si può sottovalutare. E poi ci presentiamo forti e consapevoli degli errori fatti la scorsa volta. La partita è alla nostra portata, c’è lo spazio per costruire una alternativa credibile. Avremo delle sorprese in questo senso. Stiamo lavorando alla ricerca di un candidato credibile con un programma serio e innovativo. Per rispondere all’altra domanda, le dico che Toti sta lavorando all’ipotesi di abbandonare la Liguria. È palese che il centro destra oggi stia dando segnali di rottura interna. Forza Italia e Lega non stanno più insieme. Il nuovo soggetto di politico immaginato da Toti lancia un messaggio inequivocabile: in questo momento la priorità non è la Liguria. Il presidente Toti sa di potersi spendere in uno scenario nazionale e coerentemente, dal suo punto di vista, lavora quotidianamente a questo. Le elezioni politiche sono più vicine di quanto si possa pensare".

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