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Articolo uno: "Il punto debole della battaglia della città contro Enel è la posizione di Toti"

La Spezia - "Per vincere la battaglia sull'Enel bisogna far leva sulla specificità del sito spezzino. Andrebbe riconosciuto ai governi nazionali la scelta di chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2025. Per la centrale della Spezia già da tempo, ben prima dell'arrivo di Peracchini a sindaco, si era già prospettato il blocco dell'uso del carbone nel 2021. Ma queste sul passato sono polemiche che fa il sindaco senza costrutto". Lo afferma il coordinamento provinciale di Articolo uno, intervenendo sul tema del futuro della centrale e dell'area Enel.

"Infatti Peracchini - proseguono da Articolo uno - non ha certamente il coraggio della giunta di sinistra che negli anni '90 chiuse con decreto del sindaco la centrale e portò poi alla vertenza che ha portato al depotenziamento della centrale. Sino agli anni '90, infatti, c'erano quattro ciminiere oggi c'è ne una sola c’erano 1.840 MW oggi sono in uso max 600 MW alternati nell'uso tra gas e carbone. Questo risultato si è raggiunto proprio facendo leva sulle caratteristiche specifiche del sito spezzino. Pier Luigi Peracchini sembra che venga da Andromeda, forse non lo abbiamo mai visto come esponente della Cisl neppure nelle lotte contro l'Enel. Ma oggi dobbiamo unirci, uniamo tutta la città e provincia (lui peraltro le presiede entrambe) nel dire che dopo 60 anni di centrale, Spezia non può aver una nuova centrale, seppure a gas, ma si attende la chiusura, la bonifica dell'area che può essere strategica per la città e interventi produttivi innovativi anche nel settore energetico. Il punto debole della nostra battaglia è la posizione regionale di Giovanni Toti, che chiaramente contro il parere del consiglio comunale della Spezia, ha più volte fatto capire in politichese che lui è a favore della centrale a gas. Ma lui non è neppure ligure e noi speriamo che torni presto da dove e venuto. Ci sembra quasi banale poter pensare che a livello nazionale per tutte le centrali a carbone si pensi a sostituzioni con centrali a gas per problemi di funzionamento della rete. Per questo nell'incontro al ministero di lunedì 27 bisogna insistere sulla specificità del sito in un territorio orograficamente stretto tra mare e colline. Come hanno scritto Legambiente, molti movimenti ambientalisti e in un parere tecnico Grondacci si può chiedere una valutazione ambientale con verifica di alternative per capire davvero di quanti Mw c'è bisogno con le centrali a carbone chiuse ed eventualmente in una valutazione nazionale decidere dove collocarle, ma Spezia ha già dato. Soprattutto la Regione può negare l' intesa e la centrale a gas non si fa, sentenza della Corte n.6/ 2004. Per cui decisivo al tavolo del ministero di lunedì sarà cosa si diranno prima Peracchini e Toti perché chi può negare l' intesa sarà proprio la Regione. Da questo non si scappa. Il Sindaco lo deve dire a Toti che deve smetterla di dire che non cè possibilità di impedire la centrali a gas. Non vorremmo che Toti, essendo lui massese e assai lontano per mentalità dai nostri interessi, pensasse che alla Spezia le beviamo tutte".

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