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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Novembre - ore 13.23

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Bilancio, Caratozzolo esce dall'aula (e dalla maggioranza)

Duro scambio tra il consigliere ribelle e Cenerini. Anche Manucci ufficializza a parole la rottura, mentre Teja la prende con ironia. Le delibere passano quasi in secondo piano, ma vengono approvate in blocco.

Opposizione assente
Bilancio, Caratozzolo esce dall'aula (e dalla maggioranza)

La Spezia - L'assenza della minoranza avrebbe fatto presagire una seduta di discussione sul bilancio di previsione senza sorprese. Ma la presenza di Massimo Caratozzolo ha immancabilmente ravvivato la serata con l'ennesimo scontro con la maggioranza di cui, ormai, non fa più parte. I tappi per le orecchie e il nastro carta esibiti in sala consiglio poco prima dell'uscita dalla sala del consiglio hanno infatti catalizzato l'attenzione per alcuni minuti insieme allo scambio di scortesie con Fabio Cenerini e Sauro Manucci. A completare l'atmosfera surreale data da un'aula semi deserta e da un consigliere con i timpani tappati e la bocca chiusa dal nastro adesivo, così, ci si è messo anche il fatto che il bilancio di previsione sia passato in secondo piano per buona parte dell'assemblea.

A valle della presentazione della delibera andata in scena la sera precedente (leggi qui), Giacomo Peserico, presidente della commissione Bialncio, è intervenuto per primo.
"Con questa pratica si nota sempre di più la mano dell'amministrazione Peracchini, nonostante si tratti pur sempre di un bilancio ingessato per questioni di scarsità di risorse e per l'obbligo di accantonamento imposto dalla legge. In risposta a quello che è stato detto dall'opposizione sulla stampa - ha affermato Peserico - tengo a rilevare che non è vero che c'è un maggiore indebitamento: è una questione tecnica, si tratta di mutui flessibili e se per quest'anno la spesa non cala, il prossimo anno sarà di soli 187mila euro. E lo stesso vale per gli interessi. E non è vero nemmeno che aumentano le tasse. Solo l'aliquota Imu sugli immobili a canone concordato cresce, la Tari cala. Il prossimo anno sarà più elevata? Questo è perché stiamo facendo investimenti per ottenere un sensibile miglioramento della raccolta, indecorosa prima del nostro arrivo. Anche sul trasporto pubblico locale sono state dette inesattezze. Non è corretto dire che il centrodestra taglia le risorse perché la riduzione di 300mila euro va considerata in parallelo al fatto che nel 2017 il Comune intervenne per sostenere la Provincia con un aumento del suo contributo pari proprio a 300mila. Quindi stiamo solamente ritornando allo stanziamento originario, con quale, non dimentichiamolo, il Comune capoluogo paga anche servizi che si svolgono fuori dal suo territorio, come i collegamenti tra Sarzana e Carrara".
Peserico ha proseguito spiegando che il Piano delle opere "va incontro a bisogni primari, alle fasce più deboli. Buona parte consiste nell'adeguamento sismico delle scuole o nella ristrutturazione degli alloggi di Arte, poi ci sono i semafori per non vedenti e la sistemazione delle aree verdi".
"E' positiva - ha aggiunto Peserico - la raccolta di fondi esterni provenienti dalla Regione, come il Fondo strategico regionale, e dallo Stato. Ci sono state difficoltà sul Bando periferie, ma abbiamo superato l'impasse grazie a Iren che ha già messo sul piatto la sua parte di investimenti. C'è una forte necessità di manutenzioni in tutta la città e contiamo di poter dare risposte concrete con l'appalto quadro predisposto dall'amministrazione. Infine chiudo con un cavallo di battaglia: i problemi gestionali delle strutture dei Servizi culturali. E' chiaro che non abbiamo musei come gli Uffizzi, ma la stima di 643mila euro di ricavi a fronte di oltre 2 milioni di spesa, per una copertura pari solamente al 24 per cento, significa che bisogna ripensare qualcosa per capire come far rendere di più il sistema museale cittadino". Rivolto a una opposizione che non c'era Peserico ha sostenuto che il centrosinistra e il M5S abbiano "basato la loro protesta sull'ordine dei lavori. Abbiamo fatto tre sedute di commissione, ma solo Melley ha posto una serie di interrogativi e considerazioni, per il resto dalla minoranza non è arrivato nulla, solo richieste di dimissioni e polemiche pretestuose. Anche sulle date di convocazione del consiglio: sono usciti loro dalla conferenza dei capigruppo, salvo poi prendendosela con il presidente Guerri e con il segretario. Non sono mai entrati nel merito. La storia dice che andare sull'Aventino non porta fortuna, serve di più andare a fondo sui temi".

Poi è venuto il momento della voce fuori dal coro, quella di Caratozzolo. "Mai - ha dichiarato - avrei voluto vedere la maggioranza che si vota il bilancio in un'aula semi deserta, un'amministrazione che se la canta e se la suona. Così come è già successo per la Dmo. Questo accade perché le opposizioni sono costituite da cattivoni o forse perché siamo arrivati alla mortificazione della democrazia? In altri Comuni il bilancio viene approvato all'unanimità. Forse ci sono sindaci più bravi nel non circondarsi di un fetore irrespirabile o che non vanno avanti a colpi di maggioranza? Stasera si sentono solo le voci di chi comanda, di chi forse avrebbe potuto fare qualcosa di più per non avere di fronte solo sedie vuote. Io sono qua per dire che così non va bene, non perché non condivida le loro ragioni. Avrei votato alcune delle delibere in discussione questa sera, ma non avrete pallini verdi da me. Mi imbavaglierò, in quanto mi sento prigioniero di questa maggioranza che ho contribuito a far eleggere, ma nella quale non mi riconosco più. E mi tapperò le orecchie per non sentire le ingiurie che mi rivolgerete. E infine andrò fuori, per respirare aria nuova".

"In quest'aula - ha esordito Manucci - ho visto l'allora maggioranza far mancare il numero legale e noi stessi, quando eravamo all'opposizione, siamo usciti diverse volte. Così fanno le opposizioni quando pensano di aver detto tutto e vogliono dare un segnale. Ma non ho mai visto chi fa parte della maggioranza non votare a favore del bilancio. Questo è un atto politico con cui ci si pone autonomamente fuori dalla maggioranza".
Spostando l'attenzione sul bilancio, Manucci ha spiegato come l'aumento dell'aliquota Imu sugli immobili a canone concordato sia dovuto al fatto che nel tempo questi contratti si sono avvicinati sempre di più a prezzi di mercato. "L'addizionale Irpef - ha concluso - resta allo 0,6 per cento, mentre quasi tutti i Comuni l'hanno portata allo 0,8. Sul tpl, infine, ricordiamo che noi consiglieri spezzini dobbiamo fare interessi degli abitanti del comune della Spezia: caricare un milione di euro di servizi di cui usufruiscono altri cittadini sarà una condizione da rivedere in futuro".

"Siamo passati da un'opposizione disorientata a un'opposizione che ci ha attaccato su tutto, anche cose fatte da loro, come il progetto per l'area ex Sio e il nuovo ospedale, i cui problemi derivano da un appalto costruito male. Per il resto nessuna proposta. Sul Pums non è stato proposto nessun emendamento e lo stesso vale per il bilancio. Noi - ha detto Cenerini nel suo intervento di stampo prettamente politico - studiavamo le pratiche, presentavamo decine di proposte, facevamo anche ostruzionismo, se si rendeva necessario. Ieri invece questa minoranza ha deciso di mettere in scena una piazzata, preferendo garantire un numero legale che altrimenti non ci sarebbe stato. Hanno chiesto a più riprese di avere più tempo per approfondire le delibere e presentare emendamenti: avrebbero potuto ottenerlo non entrando in aula. Questa opposizione è priva di idee, non hanno voglia di lavorare e sanno solo chiedere dimissioni. È incommentabile la definizione "fetore irrespirabile" riferito alla maggioranza attuale - ha aggiunto rivolto a Caratozzolo che nel frattempo calcava i tappi nelle orecchie e si preparava a tapparsi la bocca con il nastro -: si è posto da solo fuori dalla maggioranza. Non vogliamo prigionieri, se ne vadano persone del genere. Quando hai una malattia addosso la devi debellare prima che prenda tutto il corpo. Non possiamo prendere lezioni dall'ultimo arrivato e non abbiamo bisogno di queste pagliacciate", ha concluso Cenerini mentre Caratozzolo lasciava l'aula.

Federica Paita, dai banchi della Lega, ha fatto presente che avrebbe voluto sentire la risposta della minoranza alle parole del sindaco della sera prima, quando ricordò che nel 2015 e nel 2017 il bilancio era stato approvato con sedute di consiglio in giorni consecutivi. "Ma forse - ha sostenuto - per andare d'accordo dovremmo farli governare anche quando perdono. Non capiscono che c'è da correre, che non c'è tempo da perdere, visto che abbiamo ereditato un Comune con una situazione finanziaria non certo ideale".

Ultimo intervento da parte di Oscar Teja, che ha scherzato proponendo di organizzare sul palco del Civico un'opera in tre atti dal titolo "Prigionieri del consiglio comunale". Protagonista, va da sé, il consigliere Caratozzolo.
"Stasera - ha dichiarato - poteva svolgersi una discussione seria, ma le minoranze hanno scelto di disertare l'aula. Peccato perché così non si parla di una città che cerca di essere sempre di più a formato di famiglia, con la riduzione delle tariffe per l'istruzione e le politiche a sostegno della casa. Di una città che vuole essere sempre più pulita, incentivando chi produce meno rifiuti. Una città con progetti per il futuro, come i nuovi parcheggi al Canaletto, la riqualificazione del rifugio antiaereo di Scalinata Sella e dei giardini".

La serata è poi scivolata via con la votazione della lista di delibere all'ordine del giorno, votate in maniera compatta, eccezion fatta per il presidente Giulio Guerri che si è astenuto nella maggior parte dei casi, votando contro o a favore in un paio di occasioni.
Se Caratozzolo non fa più parte della maggioranza, Guerri ne è un elemento solamente a tratti.

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