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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio - ore 22.41

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Peracchini alza le mani sul libro di Altaforte. L'autore: "Ascoltate, vi sorprenderà"

Melley dall'opposizione chiama in causa il primo cittadino: "Un affronto alla città". Ma lui ribatte: "Calunnia!". Marco Mori: "Non gridate al fascismo se sarete allontanati".

la polemica è social

La Spezia - "Chiedo soprattutto a chi sputa odio, se è capace di ascoltare una conferenza educatamente e senza creare disturbo (altrimenti non gridate al fascismo se sarete allontanati), di venirmi ad ascoltare sabato. Il mio libro gli riserverà parecchie sorprese. Perché il tema centrale è la necessità di attuare il modello economico costituzionale a discapito di quello liberista e criminale dell’UE". Interviene lo stesso Marco Mori sulla pagina Facebook di Città della Spezia. Questa volta nei panni di lettore, lui che come autore è l'uomo più discusso in città da questo pomeriggio. Il suo "La morte della Repubblica" edito da Altaforte ha mosso un pezzo di opinione pubblica, pronta a contestarlo durante la presentazione prevista per sabato presso la Biblioteca Beghi.

Il motivo è noto: la casa editrice è vicina a Casapound, il suo creatore è il responsabile lombardo di un partito che non ha mai nascosto le simpatie per il fascismo. E per questo è stato messo fuori dal Salone di Torino negli scorsi giorni con una decisione di cui la sindaca Chiara Appendino si è presa la diretta responsabilità con un atto pubblico. Qualcosa che le opposizioni chiedono di fare anche al suo collega spezzino. "Il sindaco della Spezia ha concesso la biblioteca Beghi per la presentazione di un libro della casa editrice vicina a Casa Pound - Altoforte - quella stessa casa editrice esclusa dal Salone del Libro di Torino. Un vero affronto per la nostra città", il commento di Guido Melley di LeAli sui social. Gelida ma non risolutiva la risposta di Pierluigi Peracchini sotto al post: "Guido Melley pubblica il documento firmato da me o chiedi scusa per l’ennesima calunnia!". Insomma, il vertice di Palazzo Civico si smarca dalla paternità dell'invito alla casa editrice di estrema destra. Ma questo non sembra davvero poter bastare a sedare la polemica.

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