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Veschi e Caratozzolo: "Stop al carbone nel 2021? Si sapeva da un pezzo, Peracchini non ha nessun merito"

La Spezia - "Stop al carbone nel 2021 nella centrale della Spezia è un’ottima notizia per la città. Il merito va alle politiche nazionali, che puntano al superamento delle centrali a carbone, proposte da governi in cui il centrodestra “non ha voce in capitolo: non c’entra niente il sindaco Peracchini". Così Moreno Veschi, coordinatore provinciale di Articolo Uno che dà merito "anche ai numerosi movimenti che lottano per superare l'emergenza ambientale, come quelli dei giovani seguaci della coraggiosa Greta Thunberg, troppo spesso disprezzata e bersaglio di sarcasmi da parte della destra. Movimenti che chiedono che una delle priorità sia il superamento del carbone, come da anni si chiede anche alla Spezia. Il dovere del sindaco della nostra città è uno solo: costringere il suo collega di partito Giovanni Toti, governatore della Liguria, a dire un fermo “no” all'intesa per la centrale a gas. Enel, infatti, vuole sostituire la centrale a carbone con una centrale a turbogas. Ebbene, sempre di combustibili fossili si tratta. La città deve riconfermare con forza questo: basta centrali alla Spezia".

Sul medesimo argomento è intervenuto anche Massimo Caratozzolo: "Per il nostro sindaco non solo le risposte della curia ma anche la matematica pare una opinione. Peracchini di ritorno dalla sua trasferta romana avrebbe dichiarato che Enel potrebbe godere di un rinnovo delle autorizzazioni di altri 16 anni arrivando al 2037 e dobbiamo sostanzialmente a
lui se questo non avverrà e Spezia riuscirà a far cessare a Enel di bruciare carbone entro il 2021. Allora cominciamo con la matematica: l’AIA è stata rilasciata nel 2013 e dunque 2013 più 16 fa 2029. Non si capisce quindi la data del 2037 da dove venga. Il pasticcio delle date riguardante le autorizzazioni di cui potrebbe ancora godere la centrale sarebbe comprensibile se lo avesse fatto la mia povera nonna Carmela, ma diviene ancora una volta tragicomico se a farlo è il primo cittadino di una città di quasi 100.000 abitanti che registra nella centrale a carbone Enel uno dei suoi problemi ambientali più grandi. Non il solo purtroppo". Continua Caratozzolo: "In ogni caso il suo annuncio della chiusura della centrale a carbone non ha proprio nulla di epocale intanto perchè dato per scontato che tutti auspichiamo, che la centrale chiuda nel 2021 bisogna vedere cosa accadrà in base alla questione della transizione energetica alle fonti rinnovabili
ricordando comunque che l’uscita dal carbone decisa dalla UE è nel 2025. Nel comunicato del sindaco però non si dice (e questo è grave) che, secondo la vigente normativa, alle scadenze dell’AIA non è che la centrale chiude ma in base al nuovo testo unico ambientale si avvia il riesame, quindi le date sulle autorizzazioni ormai sono relative, e rimangono
aperte molte ipotesi: nulla di trionfale insomma. Nell’annuncio del Sindaco non c’è proprio nulla che già non fosse noto oltre che logico".

Continua il consigliere di minoranza: "La centrale di Spezia è tra le altre cose superata cioè obsoleta e richiederebbe grossi investimenti per poter continuare a produrre energia utilizzando il carbone rimanendo nei nuovi parametri di emissione previsti dalla legge. Ciò rende credibile e anzi conveniente proprio per l’azienda l’uscita dal carbone prima possibile. Ovviamente tutto questo però Peracchini non lo dice, come non dice che proprio la data dell’uscita ormai così prossima ci avvicina sempre più al momento della riconversione al turbogas, visto che non sarà certo la ridicola variante al Puc votata recentemente in consiglio a scongiurare questa soluzione. La centrale a carbone sta morendo di morte naturale. Peracchini è innocente, anche se da anni sta facendo di tutto per assumersi il merito del suo trapasso e rischia per le sue affermazioni su Enel come su Escrivà di ritrovarsi davvero tanto carbone… ma sotto l’albero di Natale".

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