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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Settembre - ore 20.45

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EDITTO BULGARO

Venturato prova il solito scherzo, ma Italiano gli serve una seconda portata al veleno.

Le pagelle
EDITTO BULGARO

La Spezia - Krapikas 6,5 - Non scende bene su quel tiro, peraltro molto da vicino. Poi tante prese alte e un'uscita da libero vecchia maniera che in quel momento ci stava nonostante il brivido. Finché non entra Celar le mani in ogni caso gli servono soprattutto a giustificare i guanti.

Vignali 6,5 - Venturato imposta il navigatore del Cittadella su di lui, con Benedetti che sale a ripetizione e almeno uno degli attaccanti sempre dalle sue parti. All'inizio sembra debba essere preso in mezzo, poi però tutta la squadra capisce che c'è da spostare lì un po' di peso e regge bene. Italiano gli chiede di provare a cambiare fascia con il lancio.

Terzi 7 - Cinque minuti e mette già una pezza grossa così alla mano morbida di Krapikas, sfilando il pallone dal piede di Diaw a mezzo metro dalla porta sguarnita. Pure a livello di struttura, il castello questa volta regge l'urto e lui che ne è il borgomastro fa tintinnare il mazzo di chiavi anche quando Venturato prova i cambi.

Capradossi 7 - Bellissima sfida con Diaw, che quando trova manforte e ci mette il fisico diventa davvero un treno difficile da fermare. L'imbarazzo dura poco e ha conseguenze potenzialmente gravi solo su quel tiro sporco nei primissimi minuti. Nella ripresa il Cittadella attacca con foga e allora è la lucidità dell'ex romanista a spiccare (dal 37'st Marchizza sv)

Ramos 6,5 - Più propositivo del suo omologo destro anche se, soprattutto nel primo tempo, anche lui appare piuttosto accorto nel farsi avanti. Gli spazi di fronte a lui si dilatano dopo il doppio vantaggio e si può avere un assaggio della sua corsa, anche se i cross sono ancora da venire.

Bartolomei 6,5 - Nella sua zona il Cittadella lavora tanto con Iori e Branca, perché quella è la testa di ponte per andare a mordere la fascia sinistra. Lui appare in tiro come fu già all'inizio dell'annata scorsa, si piazza a gambe larghe ed è fondamentale per passare la fase di maggiore sofferenza. Per poco Maggiore non gli permette di sfoderare il destro dal limite.

Ricci M. 6,5 - Gli avanti di Venturato non gli lasciano spazio proprio come a maggio scorso, tentando di soffocare il suo estro ogni volta che sta per arrivargli il pallone. Ci vuole pazienza, ma a quattro mesi da quella sera sarà lui a vincere il confronto a distanza con il “vecchio” Iori con cui condivide il ruolo.

Mora 7 - Si trova spesso a dover gestire il pallone con il destro entrando nel campo rispetto all'anno scorso. Ma quella fascia con Ramos e Gyasi promette bene. Poi gli audaci hanno anche fortuna, che a lui si localizza sulla spalla destra che beffa Paleari grazie alla cortese collaborazione di Iori (dal 23'st Maggiore 6 – Ha venti minuti, ma sono quelli in cui i ritmi crollano e lui non può esaltarsi come fa di solito)

Ricci F. 7 - Attesissimo, evidentemente anche dagli avversari che raramente permettono che un pallone lo raggiunga sulla fascia. La promessa si compie allora molto più avanti, in area di rigore dove il suo bolide è quasi sprecato. A lui il tempo del cambio campo, che quando sarà più immediato dà l'idea di poter essere foriero di nuove gioie.

Galabinov 8 - C'è una fascia di dieci metri a ridosso dell'area avversaria, in cui se lo servi scopri che la stazza da mediomassimo è sorretta da un piede sensibile. Quello che gli permette di servire educatamente, lui con il 9, un assist da dieci al numero 10. Doveva giocare uno scampolo, sta in campo per 95 minuti filati chiusi con il dong sulla traversa.

Gyasi 7 - Suggerisce il passaggio a Mora, poi rimedia da terra a uno stop così così e serve al bulgaro un gol che fa bene a lui a noi. La generosità è virtù sottovalutata di questi tempi, ma dall'area piccola non tirare in porta è il vero schiaffo alla miseria (dal 26'st Buffonge 6 - Quel passaggio indietro e in mezzo al campo, Italiano glielo farà notare di certo).


All. Vincenzo Italiano 7 - L'etichetta è accattivante, il secchiello pieno e gli amici al tavolo. Finché non apri il tappo però le bollicine sono solo una promessa. Il cavatappi questa sera si chiama Galabinov. Il suo tecnico lo ha nascosto alla vigilia, lo ha punzecchiato ed atteso e poi lo ha messo in campo subito calzandogli il fardello della responsabilità sulle spalle. Per 45 minuti lo Spezia rimane in ghiaccio, soffre un Cittadella che corre meglio per venti minuti, che è squadra da prima per ovvi motivi di continuità.
Nel secondo tempo le grida dall'area tecnica diventano calcio quando lo Spezia passa in vantaggio. A quel punto viene fuori la velenosità di questa squadra, che non pare poter concepire misericordia per chi gli si pari di fronte senza la giusta compostezza. Tre gol che arrivano tutti da tre sfondamenti centrali: un tocco di classe, uno di grinta e uno di prima mandano in gol tre giocatori diversi. Esordio migliore non poteva esserci.

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