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Italiano ha firmato, sarà presentato domattina

Ecco il nuovo allenatore dello Spezia, il 41enne rivelazione del campionato di serie C con il Trapani promosso. Amante del bel gioco, del 4-3-3 e del calcio offensivo.

tra i più giovani di sempre
Italiano ha firmato, sarà presentato domattina

La Spezia - E' Vincenzo Italiano il tecnico scelto da Guido Angelozzi per portare avanti il suo programma triennale cominciato dodici mesi fa. Un altro siciliano per lo Spezia dopo Pasquale Marino, un altro tecnico dal forte accento offensivista. Uno dei più giovani tecnici della storia recente per gli aquilotti: 41 anni e 6 mesi. Un mese in meno di Serena quando venne chiamato nel 2011 e meno dei quasi 43 anni di Bjelica al momento dell'investitura (2014), i 45 già compiuti di Stroppa (2013), i 46 e mezzo di Gallo (2017). Solo Devis Mangia, a 39 anni, si sedette su quella panchina ad un'età più verde.

Il dg Angelozzi, perso Marino che ha scelto di non rinnovare il contratto, ha atteso la fine dei playoff per uscire allo scoperto per Italiano. C'erano sul tavolo i giudizi lusinghieri sul gioco del Trapani, il club che il nuovo inquilino del Picco ha salutato ufficialmente nelle scorse ore con una lettera piena di pathos dopo averlo condotto alla promozione. C'è l'idea di portare avanti il gioco visto nella scorsa stagione da queste parti, quello che ha riportato il bel calcio in riva al Golfo dei Poeti. E di abbinarlo a un nuovo campionato di vertice. Il secondo del piano di tre anni stilato da Angelozzi insieme alla proprietà per provare il definitivo salto di qualità.

Idee chiare come quelle del nuovo tecnico. Da "l'importante oggi era onorare la maglia, di più non si poteva chiedere" dopo la primissima partita di Coppa Italia con il Trapani a "noi cerchiamo il risultato con la prestazione, senza la prestazione non si va da nessuna parte" delle ultime conferenze stampa, Italiano ha vissuto una stagione sopra ogni attesa. Arriva in un contesto molto diverso rispetto a quello lasciato a livello di organizzazione. "In questi due anni, tra Arzignano e Trapani, ho avuto calciatori che mi guardavano dritto negli occhi quando parlavo per assimilare ogni mia parola. E' qualcosa che ogni allenatore spera di trovare ogni anno. Mi reputo una persona fortunata".

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