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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Luglio - ore 20.10

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Mister Camplone: "Gala è un mio pallino da sempre"

Il tecnico abruzzese fu vicino allo Spezia nel 2016 quando arrivò Di Carlo: "Gran bella piazza, mi sarebbe piaciuto. Il bulgaro può fare tantissimo per voi. La promozione? Tante squadre sono attrezzate, i play-off saranno davvero imprevedibili".

grande conoscitore della B
Mister Camplone: "Gala è un mio pallino da sempre"

La Spezia - “Nel calcio di oggi, in cui ogni giorno per più volte al giorno ci sono partite che puoi vedere tranquillamente alla televisione, spesso, soprattutto quando fa freddo, la voglia di andare allo stadio viene meno. Per fortuna un po’ di appassionati ci sono ancora, anche se lo spettacolo di anno in anno sta andando calando. Purtroppo, conta solo il risultato, il bel gioco è un fattore secondario. In Serie A giusto il Napoli spicca un po’, ma per il resto non si vede un gran gioco. Sicuramente in B lo Spezia è una delle squadre che gioca meglio, se non erro Marino, signor allenatore, si ispira a Zeman, quindi lo spettacolo è garantito.”. Questo il commento di Andrea Camplone, che la categoria la conosce molto bene. L’allenatore pescarese, da grande amante del calcio oltre che da professionista, sta continuando a studiare ogni giorno il campionato cadetto.

Spesso avversario, ha parole d’elogio da parte sua nei confronti dello Spezia. “E’ una bella piazza, con uno stadio che si presta a rendere ogni partita particolarmente calorosa. Non nego il fatto che sarebbe potuto essere il mio fortino anni fa: si discusse con l’allora direttore Fusco, poi però non si concluse niente e se non erro arrivò Di Carlo. Mi dispiacque, perché Spezia è veramente una bella realtà calorosa, che sa come si vive il calcio. La promozione? Me lo auguro, hanno una società seria alle spalle, ma sinceramente penso che quest’anno sia molto dura. Il Brescia ha una marcia in più, il Palermo, nonostante la recente crisi societaria, è una signora squadra. Il Pescara è una squadra giovane che sta facendo il suo ottimo cammino. Il Lecce invece per me è stata una sorpresa, stanno facendo molto bene. Le deluse finora sono il Benevento e il Verona, che dovevano spaccare il campionato ma al momento sono ancora indietro. Lo Spezia, comunque, può tranquillamente raggiungere i play-off, dopodiché sarà tutta una lotteria”.

Un Palermo che per l’appunto è sulla bocca di tutti in questi giorni. Sperando in cuor nostro che tutto si possa risolvere per il meglio, a Camplone abbiamo chiesto come possa spiegarsi che possano esistere situazioni simili dopo i recenti trambusti societari che nel tempo hanno colpito altre importanti realtà calcistiche, come i vari Modena, Parma, Cesena e Bari. “Non conosco le loro dinamiche societarie – ammette l’allenatore - e non mi sento di parlarne. Dal canto mio, che ho vissuto in prima persona il fallimento col Cesena, dico che dovrebbero esserci più controlli. Se una squadra ha dei debiti non deve iscriversi. Troppo facile investire ulteriori soldi pensando di salire e risanare tutto, ma se poi la promozione non arriva? Nel mio caso, tra l’altro, fu del tutto inaspettato. C’erano, è vero, voci che circolavano nell’ambiente, ma quando pernotti nei migliori alberghi, quando appena manca qualcosa a livello materiale e il giorno dopo è già disponibile, non ti sembra vero che all’improvviso scoppi tutto quanto. Una cosa è certa, lavorare per mesi duramente e non ricevere 4-5 stipendi, oltre a rimanere a spasso dopo che in precedenza ci si era accordati con un biennale, non è giusto. Per niente. Comunque, mi sembra strano che una società così importante possa fallire, spero vivamente possano rimettere tutto apposto”.

Ritornando al calcio giocato e, in particolare, a quello dello Spezia, Camplone si è anche espresso sui giocatori che meglio hanno fatto fin qui e su chi al momento ha avuto qualche problema fisico che ne ha inficiato il rendimento, come Galabinov. “Non toccatemelo, è un mio pupillo – dice subito il tecnico - e proprio per questo dico che potrebbe fare molto, molto e ancora molto di più. Ho sempre provato a portarlo con me, come per esempio quando ero a Perugia, senza mai riuscirci. Ho avuto il piacere d’incontrarlo quando sono andato a vedere Salernitana-Spezia. È un giocatore forte e strutturato. L’attaccante, un po’ come il portiere, va ad annate, non è mai facile ripetersi. È sicuramente un attaccante di qualità, freddo sotto porta. I suoi gol li ha sempre fatti e continuerà a farli", dice alla vigilia di Cittadella-Spezia quindi senza sapere che il bulgaro sarebbe stato l'uomo partita al Tombolato. Un portafortuna insomma. "Augello e Okereke prossimi ad un futuro nella massima serie? Sono due bei giocatori che ogni settimana stanno dimostrando il loro valore. Personalmente non li conosco, ma a loro posso solo dire che ad n certo punto è tutta una questione di testa: arrivare è possibile, rimanerci è più difficile. E questo è un pensiero da ex giocatore quale sono”.

MARCO PASSALACQUA

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