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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Settembre - ore 21.06

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SPIETATO E VINCENTE: GRAN "GALA" SPEZIA

Al "Tombolato" l'ennesimo film di Cittadella-Spezia va agli aquilotti: che reggono botta ad un buon primo tempo dei veneti e sono spietati al rientro dagli spogliatoi. Galabinov decisivo: un gol, un assist, una traversa.

esordio vincente dopo otto anni
SPIETATO E VINCENTE: GRAN "GALA" SPEZIA

La Spezia - CITTADELLA-SPEZIA 0-3
Marcatori: 3'st Federico Ricci, 6'st Galabinov, 16'st Mora

CITTADELLA (4-3-1-2): Paleari; Ghiringhelli, Drudi, Adorni, Benedetti; Vita, Iori (35'st Pavan), Branca; Gargiulo (10'st Celar); Panico (35'st Vrioni), Diaw. A disp. Maniero, Mora, Camigliano, Bussaglia, Rosagia, De Marchi. All. Roberto Venturato.

SPEZIA (4-3-3): Krapikas; Vignali, Capradossi (36'st Marchizza), Terzi, Ramos; Bartolomei, M. Ricci, Mora (32'st Maggiore); F. Ricci, Galabinov, Gyasi (26'st Buffonge). A disp. Scuffet, Barone, Marchizza, Delano, Aqua, Gudjohnsen, Bastoni, Salva Ferrer, Benedetti, Erlic. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Juan Luca Sacchi di Macerata
Assistenti: Salvatore Affatato e Alessio Saccenti
Iv Uomo: Maggio di Lodi.
Ammoniti: Adorni, Gyasi, Vita
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA.
20.20 - Si riparte proprio da dove si era lasciato. Cambia solo il campo di gioco rispetto all'amaro 17 maggio, giorno in cui lo Spezia abbandonava il sogno playoff proprio per mano di un Cittadella per lo più esemplare nel giocare una partita di grande qualità e sostanza. Veneti che la serie A l'hanno accarezzata davvero, non fosse per l'ultimo atto che premiava il Verona di Pazzini. Ancora Venturato come allenatore e tanti giovani emergenti, tra cui il cannoniere della Primavera della Roma Celar. In questa partita non ci sarà lo squalificato Proia, uno degli ex, mentre mancheranno per infortunio Frare, D’Urso e Rizzo.

20.30 - Prima in campionato, prima in serie B per Vincenzo Italiano che vuole stupire tutti come fece lo scorso anno alla guida del Trapani. Come da copione porta affidata al lituano Krapikas perché Scuffet è qui da tre giorni. In attacco fiducia a Federico Ricci da una parte e Gyasi dall'altra ma la vera novità rispetto a ciò che si pensava alla vigilia è l'impiego dal primo minuto di Andrej Galabinov. Spezia con un 4-3-3, Cittadella che risponde con un modulo che prevede il rifinitore, dietro le punte: occhio dunque a Gargiulo, giocatore di categoria capace di fare la differenza.

PRIMO TEMPO
Dai match degli anni 0 nel girone A della vecchia serie C1 alle sfide sempre più fitte della serie cadetta in questi anni '10, culminati con il preliminare playoff di maggio, vinto di ragazzi di Venturato con 1-2 che i tifosi dello Spezia non hanno certo dimenticato. Partenza all'insegna del grande ritmo con squadre corte ed aggressive sui portatori di palla e qualche errore di misura che ne è conseguenza diretta. Se Italiano, che vive la partita in modo fisico ed emotivo, ha chiesto allo Spezia di partire forte, non si può dire che il messaggio di Venturato ai suoi sia meno gagliardo. Il Cittadella cerca di giocare palla a terra, sfruttando la velocità dei suoi interpreti, decisamente più veloci di primo passo rispetto ai centrali aquilotti: la puntata di Diaw che si libera con facilità di Capradossi cade al 6': è il primo tiro in porta della gara con Krapikas ha un'incertezza e non riesce a bloccare. A liberare definitivamente ci vuole capitan Terzi. Il Cittadella pressa forte e questo incide sulla capacità di giocare secondo le proprio caratteristiche per Mora e compagni. Dal 10' in poi lo Spezia prende campo e coraggio e s'inizia a vedere la ragnatela di passaggi e i relativi movimenti senza palla su cui Italiano insiste fin dal ritiro: l'idea di un calcio totale sarà il caposaldo principale della filosofia calcistica dell'ex tecnico del Trapani.

Più possesso per il Cittadella, lo Spezia regge i ritmi.
Panico ha movimenti repentini, Vignali lo deve inseguire anche al 17' quando il taglio dentro non è sfruttato a dovere dai suoi compagni con Gargiulo che si impossessa di una palla che se fosse finita a Benedetti poteva aver un'altra pericolosità. La prima scorribanda di Ramos al 22' mostra qualcosa in più del difensore di proprietà del Parma che dovrà lavorare parecchio sulla fase difensiva: buono il dialogo con Gyasi, così come le finte e pure il passante finale che l'attaccante, ormai dentro l'area di rigore, forse non si aspetta di ricevere. Di certo la morsa dei veneti sembra essersi allentata. I bianchi faticano a ripartire velocemente anche perché sugli esterni il Cittadella sembra maggiormente registrato in entrambe le catene: Bartolomei e Mora vengono braccati tanto quanto il regista Matteo Ricci ma sull'errore dell'avversario, compatto ma non impenetrabile, si può costruire qualcosa di concreto.

Sprazzi di Spezia, ma siamo davvero all'inizio.
Poco servito, e perennemente raddoppiato, Andrej Galabinov, difficile trovare gli spazi contro un avversario robusto e consapevole come il Cittadella che ha un Panico con una marcia in più, abile a svariare su tutto il fronte dell'attacco. Per Terzi e Capradossi non c'è praticamente mai la possibilità di costruzioni ragionate, si chiede ai centrocampisti di accendere la luce, magari con qualche cambio di gioco che tolga un po' di scontatezza. Al 41' guarda caso una verticalizzazione varia un po' il tema: Galabinov ha uno stop di petto controllato e, spalle alla porta, serve Ramos a rimorchio che non ha proprio un bell'impatto con la sfera. Di fatto però nell'ultimo quarto d'ora lo Spezia alleggerisce ulteriormente la pressione portando lo 0-0 all'intervallo.

SECONDO TEMPO
Anche il fattore fiato e gamba faranno parte del differenziale di questo match che si gioca in una serata calda. Ma per pensare alla fatica c'è tempo e di fatto la trama del match trova il suo primo grassetto della serata dopo appena 3': lo Spezia passa in vantaggio nella prima giocata della ripresa con un invenzione di Galabinov che protegge alla sua maniera una palla con le spalle alla porta e trova con una magia il colpo sotto che sorpassa la linea difensiva e trova in posizione regolare un Federico Ricci che non userà il fioretto davanti a Paleari, trafitto con una bordata che si infila sotto la trasversale. Il '10' aquilotto prima di volare a festeggiare sotto la curva ospite, deve ringraziare il gigante bulgaro che in quella giocata cieca, gli consegna una biglia di platino. Ma ogni volta che vede granata Andrej si prende la scena e appena 3' più tardi lo Spezia chiude un break micidiale: questa volta su una palla vagante portata per vie centrali da Gyasi è proprio Galabinov a trovare gli spazi per liberarsi dalle marcature ed usare un sinistro chirurgico, piazzato alla destra di un Paleari preso in evidente contro-tempo.

Tre gol in 17 minuti: what else?
Due gol che anestetizzerebbero chiunque ma Venturato cerca di infondere calma ai suoi cui chiede di non perdere le misure. Cambia anche qualcosa, togliendo un Gargiulo ben presto ammaestrato per gettare nella mischia l'interessantissimo Celar, un talento che promette grandi cose. Il Citta è una squadra di categoria, abituato a non mollare mai e dopo aver rischiato la terza capitolazione con il destro complicato dell'insistente ex Bartolomei, si ripropone davanti con la generosa falcata di Diaw che schiaccia troppo il suo diagonale. Il match sembra però saldamente nelle mani dei bianchi che quando attaccano creano sempre imbarazzi anche nelle situazioni meno clamorose: e così al 17' sarà Luca Mora ad andare ad esultare sotto la curva per un tris tanto piacevole quanto fortunato, perché la palla che finisce in rete scaturisce da un rinvio di un difensore che rimpalla sulla spalla dell'ex capitano della Spal e finisce alle spalle di Paleari. Celar prova a svegliare i suoi con una girata meravigliosa che Krapikas fa sua ma al 22' al gol ci va più vicino lo Spezia con un'incurisone di Gyasi che trova il triangolo con Mora che lo mette davanti al portiere ma giunto fino all'area piccola invece di calciare prova a servire un Galabinov che finisce murato e con le mani nei capelli per cotanta malriposta generosità.

Lo Spezia gestisce gli ultimi tentativi. Italiano invece non molla mai.
L'estro e l'imprevedibilità di Buffonge per gli ultimi 20' della partita in cui lo Spezia deve soltanto spegnere gli eventuali focolai d'orgoglio dei ragazzi di Venturato. Con un passivo così importante e con la preparazione ancora in corso per il Cittadella è durissima, anche perché Capradossi e Terzi non sono più costantemente pressati come nella prima frazione. Cosa è successo ai veneti? Dopo un primo tempo in cui ai punti avevano probabilmente fatto vedere qualcosa di più degli aquilotti, hanno preso due gol in 180'' e non si sono più ripresi. Ci saranno anche minuti per Marchizza, che sostituisce Capradossi, e Maggiore, ma la costante di un Italiano che si sgola fino all'ultimo respiro, a dare consigli ai suoi, danzando ai limiti dell'area tecnica pare già un'immagine a cui dovremo abituarci. L'arbitro Sacchi concede un recupero di 5' nei quali il Cittadella potrebbe quanto meno segnare il gol della bandiera se Diaw, comunque sempre vivissimo, fosse un po' più preciso nella staffilata. La traversa invece fermerà la testata di Galabinov che poteva regalarsi la doppietta personale. Un 3-0 che lo Spezia matura in poco più di 15', quelli d'inizio ripresa e il "Tombolato" torna ad essere violato per la terza volta consecutiva dopo anni di tabù. Buona, anzi splendida la prima, soprattutto per il risultato (la vittoria all'esordio mancava da otto anni) seconda prova si chiama Crotone, fra sette giorni per l'esordio casalingo al "Picco", al centesimo anno di storia.

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