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"Alle Cinque Terre troppi problemi irrisolti, il nuovo presidente dovrà portare concretezza"

La lettera della Comunità Marinara delle Cinqueterre.

"nulla è cambiato"
"Alle Cinque Terre troppi problemi irrisolti, il nuovo presidente dovrà portare concretezza"

- Passano gli anni, cambiano le amministrazioni e le presidenze ma di fatto rimangono insolute tutte le problematiche che affliggono da tempo, da troppo tempo le Cinque Terre.
Apprendiamo che a giorni verrà nominato il nuovo presidente del Parco Nazionale 5 Terre, ribadiamo quanto già detto; a noi poco importa se il nuovo presidente del Parco Nazionale 5 Terre sia uomo o donna, poco importa il suo personale e legittimo orientamento politico, poco importa da chi è nominato o incaricato e forse poco importa anche la sua provenienza, riteniamo invece importantissimo il curriculum che pare abbiano i due principali candidati indicati.
Ma ciò che importa e ciò che costituirà per noi la sola e unica base di giudizio sarà quello che il nuovo presidente effettivamente e concretamene farà per risolvere alcuni dei molti problemi fissati dalla Comunità Marinara nel proprio report consegnato all’assessore regionale alle infrastrutture, al presidente del Parco e ai singoli sindaci dei nostri tre comuni, durante il sopralluogo via mare svoltosi nel mese di luglio del 2016.
A tutt’oggi, quanto contenuto nel report di fatto non ha trovato alcun riscontro nei fatti, nulla è cambiato per quanto attiene la qualità delle acque del nostro mare (avvio di studio e analisi costi/benefici conseguenti alla realizzazione di veri sistemi di depurazione), anzi la situazione è peggiorata a seguito della violenta mareggiata del 29 ottobre scorso, a riguardo sono stati inviati solleciti a comuni e Area Marina Protetta ed è stata anche promossa una petizione nel paese di Manarola di cui ad oggi non si hanno notizie; nulla è stato fatto per il recupero delle spiagge di Corniglia e Guvano; nulla è stato fatto per disinnescare la potenziale bomba ecologica rappresentata dall’ ex villaggio Europa a Corniglia; la rete sentieristica è largamente impraticabile (sentiero Azzurro tratto Manarola Corniglia chiuso, La Beccara chiusa per lavori, via dell’Amore in attesa di progetto preliminare chiusa) inoltre non si contano muri caduti e altri ostacoli sui restanti sentieri, anche per questi motivi appare fuori luogo l’ipotesi di pedaggio a pagamento relativa al sentiero Monterosso/Levanto; alcune aree e simboli del nostro territorio non sono ancora stati riconsegnati come promesso alle popolazioni residenti (punta Corone statua del Gigante); le dighe di protezione alle marine e ai centri abitati vengono puntualmente distrutte dalle violente e ormai ricorrenti mareggiate, forse sarebbe ora di pensare ad altre soluzioni (dighe sommerse) a protezione di quelle di superficie; alcuni luoghi per il ricovero imbarcazioni sono stati chiusi perché impraticabili (silos scafi a Riomaggiore); alcune opere di messa in sicurezza e accesso ai moli di imbarco non sono ancora stati realizzati; dopo tre anni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento AMP non sono ancora state cancellate alcune norme che di fatto appaiono ridicole (divieto di pesca da terra ai bimbi al di sotto dei 12 anni, equiparazione ai residenti dei nativi che per vari motivi hanno dovuto assumere altra residenza ecc.).
In ultimo nulla di concreto è stato realizzato per contenere, gestire, controllare il turismo cosiddetto “mordi e fuggi”, al di là dei buoni propositi tipo: “ci vuole una cabina unica di regia”, “tassa d’ingresso”, oppure dei luoghi comuni tipo “di troppo turismo si può morire”, “occorre salvaguardare i residenti e le nostre tradizioni”, “agricoltura eroica”, “valorizzazione dei nostri prodotti enogastronomici”.
Sentiamo spesso i nostri amministratori lamentarsi delle scarse risorse finanziarie, delle scarse dotazioni di personale, dello scarso potere contrattuale e peso istituzionale, del calo demografico, ma al di là della grande abnegazione e impegno profusi giornalmente dai nostri amministratori, sembra manchi loro il coraggio o la volontà di percorrere altre strade che pure esistono per promuovere una vera politica territoriale tramite unione comunale dei tre comuni delle sole Cinque Terre o indizione di referendum popolare per eventuale fusione comunale.
Ecco, riteniamo sia giunto il momento di cominciare ad analizzare i fatti e le scelte nella loro concretezza, quindi al momento auguriamo al nuovo presidente che verrà i migliori auguri di buon lavoro.

Comunità Marinara delle Cinqueterre

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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