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"Ingiusto demonizzare Iacopi, è uno dei tanti leghisti della seconda ora"

- La concentrica demonizzazione individuale di queste ore del capogruppo leghista Iacopi è veramente ingiusta. Sembra che il brigadiere salviniano sia una specie di 'mostro politico', di Leghista 'deviante' che si aggira ululando per la brughiera come il mastino dei Baskerville di Conan Doyle.
In realtà Iacopi è un esemplare come tanti di una delle categorie in cui sono catalogabili dirigenti e militanti (non si badi gli elettori) della Lega: non dei fondatori settentrionali della prima ora, a cui le tasse fanno venire l'orticaria e che guardavano dall'alto in basso i terroni finché non è stato ordinato loro di puntare il mirino sui migranti. Non dei nuovi acquisti dell'ultima ora, quelli di 'Noi con Salvini', reclutati nel sottobosco della politica del Mezzogiorno, fra seguaci di Totò Cuffaro, ex missini ed altri incalliti trasformisti, necessari (con le loro clientele) per diventare un partito nazionale (illuminante al riguardo una recente inchiesta di Report).
No. Iacopi è esponente dei cosiddetti Leghisti della Terra di Mezzo; quegli strani personaggi che in Emilia, in Liguria, in Toscana, nelle Marche, hanno aderito alla Lega Nord quando ancora gli abitanti di quelle regioni erano considerati  in via Bellerio dei mezzi terroni, e comunque guardati con malcelata sufficienza, come figli di un dio minore, come se il Nord padano si degnasse - di malavoglia - di emancipare i mezzosangue delle terre desolate immediatamente al di sotto del dio Po.
Iacopi fa parte di questa categoria, quella dei Leghisti della seconda ora, che per contare - a causa di quel loro 'vizio di origine' - devono spararle più grosse, ma che la valanga salviniana ha trasformato d'un tratto da pittoreschi bastian contrario, da malpancisti da operetta, da leoni della tastiera, in classe dirigente di un partito di massa e poi anche in amministratori di città e addirittura in parlamentari nazionali.
Ma perché prendersela in particolare con Iacopi se
1) la consigliera di Padova Dolores Valandro, nel giugno del 2013, si doleva del fatto che nessuno stuprasse la ministra Keyenge;
2) se Bossi nel 2003 si lamentava "per le case concesse ai bingo bongo";
3) se il sindaco di Treviso Gentilini nel 2008 propose di "vestire gli extacomunitari da leprotti per fare pim pim pim col fucile";
4) se l'onorevole Borghezio nel 2012 commentò l'elezione di Obama dicendo "ormai l'America è meticcia, ha vinto l'America multirazziale, che mi sta sul cazzo";
5) se due consiglieri provinciali trentini proposero vagoni appositi per gli extracomunitari;
6) se alla festa di Pontida del 2009 Salvini cantava "Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i Napoletani" e proponeva vagoni della metro riservati ai Milanesi;
7) se Calderoli ha detto che "la civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni".
8) se due anni fa i Giovani Padani di Busto Arsizio hanno appiccato il fuoco a un fantoccio con le sembianze della Boldrini?

Ma non c'è bisogno di andare tanto lontano nello spazio e nel tempo per aver conferma che Iacopi è il normotipo del Leghista ligure dei giorni nostri.
Basta considerare le frequenti performances della senatrice Pucciarelli, esponente di punta del Leghismo della 'Terra di Mezzo'.
Quest'ultima, nel giro di un paio d'anni,
a) nel 2017 ha messo 'mi piace' a un commento che suggeriva di assegnare un forno crematorio anziché una casa popolare agli stranieri che ne avevano diritto;
b) nello stesso anno ha censurato la Caritas per aver organizzato un corso di pugilato per migranti, prevedendo che "certi sacerdoti" avrebbero presto organizzato per loro anche lezioni di tiro con fucili e pistole;
c) si è presentata in Consiglio Regionale indossando un burka;
d) ha affermato, nel novembre 2018, che l'ANPI e le femministe, "scendendo in piazza insieme ai migranti contro il razzismo, avevano ucciso una seconda volta Desiree Mariottini";
e) ha minacciato di chiudere in Festival della Mente perché troppo di sinistra;
f) ha elogiato le illegali ronde notturne di Casa Pound definendone patrioti i militanti;
g) ha raccontato sconvolta di essersi trovata sul vagone di un treno e di essersi accorta di essere - orribile a dirsi - l'unica Italiana.
E poi c'è il caso dell' (allora) leghista consigliere regionale De Paoli che qualche anno fa avrebbe affermato che se avesse avuto un figlio omosessuale lo avrebbe buttato in una caldaia.
Infine la consigliera comunale Avidano ha sostenuto che l'aumento delle 'spaccate' notturne delle vetrine del centro storico dipende dal fatto che qualcuno ingaggia o sobilla i teppisti affinché risulti in tal modo screditata la nuova amministrazione di centrodestra...
Insomma, Iacopi non è un 'energumeno politico', secondo una pur spiritosa definizione circolata in queste ore: è semplicemente un militante/dirigente/amministratore della Lega. Uno come tanti altri, dei quali sarà bene di aver cura di evitare che entrino nella stanza dei bottoni, della quale - se tanto mi da tanto - butterebbero la chiave...

Paolo Bufano
Pd Sarzana

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