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"Invece di pensare alla Regione, Peracchini si metta ad un tavolo con le Forze Armate"

L'ex assessore Tartarini: "Dovrebbe sapere che per l'accordo sul Falcomatà ci sono voluti anni di lavoro: apra una trattativa sulla parte di Arsenale a ridosso delle mura storiche. E riprenda in mano la convenzione di Marola".

"Basta proclami su facebook"
"Invece di pensare alla Regione, Peracchini si metta ad un tavolo con le Forze Armate"

- Il sindaco della Spezia, maledetto dagli dèi come Narciso, impiegava quasi ogni sua giornata allo specchio per trovarsi e ritrovarsi sempre più bello. Da qualche giorno però, più precisamente da quando il Viceministro Edoardo Rixi ha messo in allarme il povero presidente Toti avvertendolo che dovrà correre per grazia ricevuta dalla Lega, il nostro sindaco non
si specchia più con grande soddisfazione. Come riecheggia nei corridoi di palazzo, probabilmente Toti spunterà la ricandidatura ma questo non può avvenire se non al prezzo contestuale della sindacatura di Spezia destinata a finire alla Lega, con un posto nel listino alle regionali per il nostro Narciso Peracchini.

Che fare nel frattempo? Probabilmente varrebbe la pena svolgere il proprio ruolo con molto riguardo del futuro e un occhio al passato. Prendiamo ad esempio la trattativa con le Forze Armate per le aree militari, trattativa che ad oggi risulta completamente abbandonata, salvo quando nei giorni ancora felici il sindaco si specchiava sorridente annunciando ad esempio i campionati italiani di atletica con un bel post sponsorizzato che li definiva “notizia storica”. Proprio questo mi ha fatto pensare: la trattativa per la convenzione sul campo Montagna ha richiesto alcuni
anni di lavoro e così è stato per l’accordo sull’ospedale Falcomatà e per le convenzioni relative a Cadimare e Marola, sono negoziazioni farraginose e non ci si può fare niente salvo preparare senza sosta i passi successivi.

La partita complessiva delle aree militari è ben lontana dall’essere terminata: ad esempio sarebbe notevole, anche in considerazione dei progetti di ristrutturazione e rilancio del Museo Navale, aprire una trattativa sulla parte di Arsenale a ridosso delle mura storiche, che ormai non contiene funzioni militari significative ed è probabilmente negoziabile per la futura necessità di rendere completamente accessibile al pubblico lo stesso Museo Navale. Marina Militare ha un approccio molto pratico e tutt’altro che ideologico, pone dei problemi e per accordarsi chiede che vengano risolti.

Un esempio ancora più evidente è la convenzione abbandonata su Marola, riferiscono diversi interlocutori che il sindaco la giudichi troppo onerosa per via del sovrappasso previsto, ma io non voglio credere che egli sia così malamente informato: Marina Militare ha concordato un periodo di sperimentazione, naturalmente dopo che il Comune avrà recintato né più né meno che come al Montagna l’area in concessione, al termine della qual considerato il numero degli accessi si sarebbe definitivamente deciso sul tema del sovrappasso. E’ sbagliato fermarsi a metà del guado perché la trattativa sullo sbocco a mare del borgo di Marola ha cambiato il punto di vista di tutti gli interlocutori che prima, in relazione a quella metà di costa, era confinato alla restituzione probabilmente impraticabile del cosiddetto “campo in ferro”.

Forse lo dico anche per fatto personale, siccome ho visto accadere durante il mio assessorato questo cambio di impostazione, ma soprattutto penso che perdere l’occasione di dimostrare possibile la coabitazione possibile tra civili e militari sia effettivamente buttare via la chiave di importantissime opportunità future. Rimango dell’idea che l’interesse della città non consista nel leggere tanti piccoli proclami postati dal proprio sindaco su Facebook, ma saperlo al lavoro per l’oggi e per il domani.

Jacopo Tartarini, segreteria regionale PD

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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