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"Molo Pagliari violato, è quello il vero luogo della memoria di Exodus"

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"Molo Pagliari violato, è quello il vero luogo della memoria di Exodus"

- Allora avevo 6 anni, vivevo a Fossamastra e con mio padre ed altri della zona eravamo presenti all’evento, avevamo portato delle cose da dare agli ebrei che erano su quel molo da tempo in attesa che le due navi Fede e Fenice (il cui Capitano di macchina era di Pagliari e ricevette il primo premio exodus) fossero pronte a partire. Tra i fossamastrini ve ne era anche uno doc ed esattamente Giulio Negroni che fu il primo a raccontare nel suo libro "Il Borgo di Fossamastra” edito nel 1990, la vicenda della "Porta di Sion" ovvero del Molo Pagliari e della solidarietà che i cittadini del levante avevano dimostrato nei confronti di questi ebrei che dovettero sostare a lungo sul molo e che furono aiutati dagli abitanti dei tre quartieri che si trovavano vicini al molo.

Come presidente della V circoscrizione dal 1996 affiancammo il comune nell’indire manifestazioni per il molo della memoria ed insieme all’associazione “Italia Nostra” ci prodigammo affinchè lo stesso fosse tutelato come bene storico culturale e finalmente nel 2012 arrivò il vincolo con procedura di legge. Ma ecco che oggi ci troviamo di fronte ad un molo Pagliari violato dall’ambiguità di uno sviluppo portuale che ha fatto si che sul molo venisse costruita una baraccopoli, una vera schifezza, che fa parte del progetto della nuova marina del levante.

Avrebbero potuto modificarlo subito ma il suo ideatore (l’allora presidente dell’autorità portuale Lorenzo Forcieri) con la complicità delle istituzioni di allora fece in modo che restasse tale e, a dire il vero, la comunità ebraica che non sollevò una se pur minima protesta. Nonostante l’imposizione della per accelerare il progetto dal 2013 ,anno in cui si tenne la Conferenza dei Servizi, i lavori sono ancora in corso con lievitazione dei costi e presunte irregolarità.
La nostra città non ha saputo difendere la porta di Sion ed il suo valore storico anche se le manifestazioni continuano
positivamente per cercare di mantenere vivo il ricordo nelle nuove generazioni. Quello che ci rammarica è vedere l’ipocrisia e l’ambiguità politica e sociale da parte delle istituzioni che hanno accettato di ridurre lo storico molo ad un contenitore di prefabbricati, un molo che ha fruttato alla città una medaglia d’oro al valor civile.

Franco Arbasetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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