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"Una sceneggiata reazionaria e anche stupida per la sua inconcludenza"

Lettere a CDS
"Una sceneggiata reazionaria e anche stupida per la sua inconcludenza"

- Ho letto sulle cronache locali la vicenda delle contestazioni ad un intervento pubblico reso da un'insegnate, la professoressa Catia Castellani, nel contesto della Giornata della Memoria.
La Signora è oggetto di critiche per aver detto una frase che turba una certa fazione politica. E allora? Si arriva persino ad ipotizzare una convocazione illegittima della nostra concittadina perché “E' giunto il tempo di ascoltare l'insegnante in commissione perché spieghi e chiarisca. “
Sarebbe cosa utile e democratica che almeno i consiglieri comunali ricordino, assieme alle tante tragedie ed aberrazioni del XX° Secolo, anche i valori democratici che poi hanno riscattato quei periodi infausti. A cominciare da quegli articoli della nostra Costituzione che parlano esplicitamente del caso in questione:
Art.21 “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Art. 29 “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”
Questi ed altri diritti inalienabili del cittadino si dovrebbero almeno ricordare.
Ma anche un altro articolo della Costituzione vorrei ricordare a consiglieri comunali qualora volessero coinvolgere il Comune in una rischiosa avventura di limitazione dei diritti del cittadino o dell'individuo. Mi riferisco all'Art.28, sempre della Parte I , della Costituzione:
Art.28. “I funzionari e i dipendenti dello stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.”
Vi è chiaro, almeno in vostra ed altrui autotutela, il senso ed il disposto di quest'ultimo articolo?
Ho letto infine che cittadini convenuti sotto il porticato di Palazzo Civico, a sostegno dei diritti dell'insegnante hanno cantato “Bella ciao”. Giustissimo. Ma avrebbero potuto benissimo cantare anche l'Inno di Mameli.
Se non altro perché anche nella gloriosa Costituzione della Repubblica Romana, approvata il 3 Luglio del 1849, quei diritti che ho citato erano già previsti (Art.7- La manifestazione del pensiero è libera; Art.8- L'insegnamento è libero.). La Repubblica Romana segna uno dei punti più alti e dolorosi del nostro Risorgimento. Alla sua Costituzione lavorarono, oltre al deputato Cesare Agostini che ne propose la prima versione, Goffredo Mameli (che morì per le ferite riportare difendendo Roma e la sua breve Repubblica) ma anche Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Aurelio Saffi e Carlo Armellini.
So bene che in qualche anfratto della nostra variegata politica deve essere ancora pienamente compresa la grandezza della nostra Carta Costituzionale, ma almeno la Costituzione del Risorgimento, a 170 anni dalla sua approvazione, dovrebbe essere patrimonio comune. O no?

SANDRO BERTAGNA
Ex sindaco della Spezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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