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"Via della Seta? Toti pensa solo a Genova e Vado"

"Il porto spezzino, col vigente suo piano regolatore, può espandersi ulteriormente come può concludersi il completo raddoppio della linea Pontremolese. Sia per il porto come per la ferrovia occorrono adeguati investimenti".

"rimango basito..."
"Via della Seta? Toti pensa solo a Genova e Vado"

- Sono sorpreso ed anche preoccupato dal silenzio spezzino sui temi e sulle vicende inerenti la cosiddetta Via della Seta. Come se la cosa non ci riguardasse. Peggio ancora è come se ne parla, con toni ed argomentazioni di un incredibile provincialismo, al vertice della Regione Liguria, quasi fosse una minaccia da cui difendersi. Una sorta di rilancio,
cambiando popolo, dell'atavico allarme “Mamma li turchi!”. Salvo poi dover riconoscere che i cinesi a Genova e dintorni ci sono da tempo. Sono già associati imprenditorialmente in significativi ambiti dell'economia marittima e portuale ed anche in importanti settori della manifattura più qualificata ed avanzata. Contrariamente a questi timori e preoccupazioni io ritengo che la “Belt and Road Iniziative”, più nota come Via della Seta sia per l'Italia una notevole opportunità di sviluppo e di nuova occupazione.

Va da sé che un rapporto con una grande potenza, quale è la Cina, va condotto con accortezza, anche per evitare eventuali pretese egemoniche qualora si manifestassero. Ma l'Italia è parte dell'Europa ed in questo tipo di rapporti agisce d'intesa con l'Unione Europea che è in grado di confrontarsi con la Repubblica Cinese da pari a pari, con tutte le garanzie di poter cogliere da queste relazioni solo un reciproco vantaggio. Si tratta per noi di favorire notevoli investimenti cinesi in Italia che abbiano anche un ritorno economico per la Cina, dato che nessun Stato va in giro per il pianeta a far beneficenza. Si tratta altresì di stabilire, nel Mar Ligure e nella parte più a nord dell'Adriatico, i porti di arrivo di un flusso costante di merci da e per la Cina. A me pare particolarmente significativa l'entità di questo flusso mercantile: si valuta che nei prossimi anni questi traffici di merci cresceranno di ben dieci volte rispetto agli attuali volumi di interscambio.

E' così comprensibile che con tale sviluppo di traffici si sia già aperta una competizione con altri porti europei, del Mediterraneo ma anche del Mar del Nord, per avere parte di queste attività che portano sviluppo economico ed occupazione aggiuntiva. Certo è che l'Italia si trova geograficamente avvantaggiata e non a caso la Cina ha scelto i porti più settentrionali del Mediterraneo e più prossimi ai mercati del centro Europa. Certamente Trieste e Genova. Ma se
l'entità dei flussi è quella che si prospetta è facile comprendere che Genova e Trieste da sole non basteranno a far fronte ad un così massiccio incremento di movimentazione portuale. Entreranno forse in gioco altri porti di altre nazioni europee.

E' per questo che rimango stupito per le dichiarazioni riduttive e singolari del dott. Toti, presidente della Regione Liguria, che pensa solo a Genova e Vado come se lui rappresentasse solo la parte centrale del territorio regionale. Hanno parlato più volte, sia Toti che Rixi, ma sempre in modo contraddittorio e chiuso. Mai una volta si sono ricordati della portualità spezzina che può dare molto al successo della Via della Seta come occasione di grande sviluppo. E così ragionando non fanno né gli interessi della regione, né quelli nazionali. Vorrei solo ricordare che il porto spezzino, col
vigente suo piano regolatore, può espandersi ulteriormente come può concludersi il completo raddoppio della linea Pontremolese. Sia per il porto come per la ferrovia occorrono adeguati investimenti che col tempo si ripagano da soli.
Ricordo un vecchio proverbio tedesco che più o meno recita così: “Quando ti sfiora Dio, aggrappati al suo mantello perché non è detto che ripassi ancora vicino a te”. Vedo che vi è una rilevante opportunità che dobbiamo perseguire. Le forme e le modalità di una nostra iniziativa possono essere le più diverse. Sarebbe sciocco e perdente non attivarsi.

Sandro Bertagna
ex Sindaco della Spezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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