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Il nuovo ospedale, quanta follia

di Giorgio Pagano

Il nuovo ospedale, quanta follia

- La vicenda dell’ospedale del Felettino è giunta a un punto folle. Bisogna che qui si fermi prima che tutto precipiti.
Tre anni fa la Provincia approvò il progetto del nuovo ospedale, ma proponendo una variante riguardante le fondazioni. La Provincia, in sostanza, considerato il fatto che l’ospedale sorge in zona sismica, osservò la natura del terreno della collina del Felettino e si preoccupò della tecnica delle fondazioni: da qui la raccomandazione all’impresa che aveva vinto la gara di appalto di variare e migliorare il progetto su questo specifico punto. L’impresa fece la variante al progetto e la presentò. Da allora è passato molto tempo. Capisco bene che si tratta di questioni complesse, che non si risolvono in un batter d’occhio. Ma troppo tempo è andato perduto. Comunque: in tutto questo tempo la Provincia ha approvato la variante, così il Comune. IRE, braccio operativo della Regione per le infrastrutture e stazione appaltante del nuovo ospedale, ha chiesto spiegazioni ed integrazioni. Era ovvio e giusto. Ma non è ovvio e giusto che dopo tre anni si bocci tutto. Qualcuno può spiegare il perché?
In un’intervista Alberto Pozzo, amministratore unico di IRE, il no l’ha motivato così: “perplessità di natura tecnica e giuridica” e “rischio di finire indagati”. Che la magistratura indaghi su questa vicenda a questo punto è un bene. Per il resto, se uno ha delle perplessità cerca di chiarirle approfondendo le cose, non boccia. Se ogni volta che uno è perplesso si mettesse a bocciare, il mondo starebbe fermo.
Ma la follia è un’altra. La variante presentata dall’impresa, dopo la raccomandazione della Provincia, è stata, come detto, approvata dalla Provincia e dal Comune ma non dalla Regione. E che cosa fa la Regione? Dice all’impresa che deve ricominciare a lavorare all’ospedale sulla base del vecchio progetto, quello previsto dall’appalto originario, la cui tecnica sulle fondazioni aveva preoccupato la Provincia!
Il presidente della Regione Giovanni Toti ha dichiarato: “Sul cantiere del Felettino si è avuta troppa pazienza”. In realtà si è avuta troppa follia. Ma come: si intima all’impresa di lavorare sulla base di un progetto che non andava bene? La si spinge a realizzare un ospedale senza seguire i più recenti ed elevati standard di sicurezza antisismica? Capisco che uno si preoccupi del rischio di finire indagato, ma non è ben più preoccupante il rischio di costruire un edificio in zona sismica senza la tecnica giusta? Tre anni fa la Provincia, quando prescrisse la variante, riteneva che non fosse “irragionevole aspettarsi cedimenti strutturali”. Tre anni dopo, fatta la variante, è irragionevole non solo che la Regione la bocci ma soprattutto che la Regione, e sulla sua scia il Comune, imponga di lavorare a un progetto con quel rischio.
Il sindaco Peracchini ha fatto un appello all’unità: “Serve una posizione condivisa”. Ce n’è una sola: fermiamo questa follia.

GIORGIO PAGANO

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“Cadimare nascosta”, presentazione fotografica multimediale a cura del Gruppo Fotografico Obiettivo Spezia, Cadimare - Sagra dell’anciua - 13 agosto 2013 (2013) Giorgio Pagano


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