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Lo studio Sentieri e la battaglia per la dismissione dell'Enel

di Giorgio Pagano

- Nei giorni scorsi è stato pubblicato il Quinto Rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), curato dall’Istituto Superiore di Sanità per conto del Ministero della Salute. In assenza di nuove indagini epidemiologiche -l’ultima fu quella del 2002-2005- per fortuna esiste questo studio, grazie all’inserimento dell’area del Levante cittadino nei SIN (Siti contaminati di interesse nazionale)voluto dal Comune nel 1998. L’area del Levante è stata poi declassificata a Sito di interesse regionale, ma continua ad essere oggetto di sorveglianza epidemiologica.
La metodologia di SENTIERI consente oggi di: 1. analizzare il profilo di salute con un approccio multi-esito basato su fonti di dati correnti accreditati per la mortalità, i ricoveri ospedalieri, l’incidenza dei tumori, le malformazioni congenite; 2. focalizzare le valutazioni in diversi sottogruppi di popolazione con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili, quali i bambini e gli adolescenti; 3. individuare a priori le principali patologie da sottoporre a sorveglianza grazie alla valutazione delle evidenze disponibili sulla loro relazione eziologica con i fattori di rischio ambientali che caratterizzano ciascun sito; 4. monitorare nel tempo l’evoluzione del profilo di salute delle popolazioni, permettendo di valutare l’implementazione di azioni preventive di risanamento ambientale; 5. offrire indicazioni di sanità pubblica.
A questo link chi è interessato può leggere lo studio nella sua interezza:
http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2019-43-2_3-Suppl1

LE CONCLUSIONI DELLO STUDIO
In questa sede mi limito a citare le principali conclusioni:
Nella popolazione residente nel sito, la mortalità generale e per le principali cause risulta in linea con la media regionale, tranne che per le malattie respiratorie, così come era già emerso nel precedente Studio SENTIERI sulla sola mortalità. L’analisi dei ricoveri evidenzia un tasso di ricoverati per tutte le principali cause maggiore rispetto al resto della regione.
Rispetto al precedente studio SENTIERI si conferma l’incidenza dei mesoteliomi maligni totali tra i residenti nel sito, in eccesso rispetto alla popolazione di riferimento (regioni del Nord-Ovest.) Per questo eccesso di patologie asbesto-correlate, è ipotizzabile un importante ruolo di esposizioni ad amianto in ambiente lavorativo.
Si raccomandano interventi tesi, in particolare, all’eliminazione di esposizioni ad amianto ed interventi di controllo della qualità dell’aria e delle sostanze rilasciate in atmosfera dagli impianti presenti nel sito, oltre che interventi di prevenzione e assistenziali rivolti in particolare a queste patologie.

LA BATTAGLIA VA FATTA IN NOME DELLA PECULIARITA’ DEL SITO
E’ evidente la relazione delle malattie respiratorie con le centrali elettriche.
La questione del futuro della centrale Enel è quindi fondamentale per la nostra salute.
Il quadro è molto preoccupante. L’obbiettivo della dismissione della centrale, che sembrava raggiunto, è oggi svanito. L’Enel ha presentato un progetto al Ministero dell’Ambiente già nel novembre 2018 per costruire una centrale a gas. E intanto può continuare a bruciare carbone fino al 2029. Possibile che nessuno sapesse, né in città né in Regione?
Certamente una centrale a gas inquina meno di una a carbone. Ma continua ad emettere, sia pure in maniera molto minore, anidride carbonica, ossido di azoto, metalli pesanti, polveri. Tutti inquinanti cancerogeni. In questa rubrica ho criticato, due settimane fa, il Piano nazionale per l’energia ed il clima (Pniec) del Governo nazionale, perché troppo timido sul punto delle fonti rinnovabili (“Anche i dinosauri pensavano di avere più tempo”, 26 maggio 2019). Nei giorni scorsi ho scritto che, comunque, capisco che da qui al momento in cui le rinnovabili forniranno tutta l’energia, servano, transitoriamente, centrali a gas. Ma ripeto quel che ho aggiunto subito dopo, perché è il punto fondamentale:
“Mi domando però: perché proprio a Spezia, che dal 1962 ha una centrale a carbone in pieno centro urbano? La proposta dell’Enel va combattuta non in nome della tesi “non nel mio giardino”, ma in nome della tesi della peculiarità del sito. L’ex Presidente dell’Enel Franco Corbellini disse negli anni Ottanta: “Oggi non costruiremmo certamente una centrale in un sito come quello spezzino, in mezzo alle case”. (“Enel ha cambiato idea sulla centrale… ma anche il gas inquina”, “Città della Spezia”, 6 giugno 2019).
Credo che su questa base si possa trovare un’ampia unità della città. Sbaglia chi pensa che questo sia il terreno per “riunire la sinistra”. Bisogna “riunire la città”, anche il M5S e la destra. Comprese dunque le forze che fanno parte del Governo nazionale. Non è una battaglia impossibile. Il Comune ha competenze in campo urbanistico e sanitario, che può e deve far valere. E soprattutto può e deve guidare la battaglia di una comunità coesa. Cinquant’anni fa la città unita impedì la chiusura del Cantiere Muggiano, già decisa dal Governo nazionale di centrosinistra: a “guidare la battaglia di una comunità coesa”, e a vincerla, fu proprio un Sindaco di centrosinistra, il democristiano Ezio Musiani. Speriamo che la storia sia, in questo caso, maestra di vita.

Su questo tema si veda, in questa rubrica, anche: “Enel, i quattro errori da evitare”, “Città della Spezia”, 7 ottobre 2018.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La Spezia, veduta dalla strada per Biassa (2016) (foto Giorgio Pagano)


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