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Per chi vorrei votare

di Giorgio Pagano

Per chi vorrei votare

- Ho sempre dichiarato, a ogni elezione, a chi sarebbe andato il mio voto. Non per chiedere ad altri di votare allo stesso modo, ma perché, pur non avendo alcun incarico né istituzionale né di partito da dodici anni, ero e sono comunque un personaggio pubblico. Fare quella dichiarazione, quindi, mi è sempre sembrato un atto di trasparenza, quasi dovuto.
Dal 2007 non ho mai dato il mio voto con entusiasmo, però ho votato. Questa volta non so ancora che fare, e credo di non essere il solo. Dedicherò i prossimi giorni a riflettere ancora.

VORREI VOTARE PER GRETA THUNBERG
Vorrei votare per Greta Thunberg, contro i brutali effetti del surriscaldamento globale, i ghiacci che si sciolgono, l’ecosistema che muore. Ma alla vigilia del voto il tema non è al centro dell’attenzione dei governanti, siano essi italiani o europei. Eppure l’emergenza climatica è un cappio al collo anche per l’Europa e per l’Italia: anche noi rischiamo, nei prossimi decenni, un disastro da cui non ci sarà ritorno. Vale anche per Spezia: eppure sta passando quasi in silenzio la scelta di sostituire la centrale a carbone con una centrale a gas. Eravamo certi della dismissione, anche se non erano state conquistate le garanzie ambientali per il periodo da qui alla chiusura. E invece… Stupisce il silenzio del Sindaco e della Giunta: ma non avevano vinto le elezioni con ben altro programma? Io ero e sono contrario alla boutade di Spezialand, ho proposto industrie green e una darsena interna… Ma ora? Vogliamo davvero un’altra centrale in pieno centro urbano, anche se meno inquinante di quella a carbone? Era una scelta che (forse) si poteva capire venti-venticinque anni fa, quando non c’erano ancora tutte le possibilità offerte dalle energie rinnovabili… Ma ora sarebbe un tragico errore.

VORREI VOTARE PER MIMMO LUCANO
Vorrei votare per Mimmo Lucano, perché ha fatto solo cose semplici credendo in un sogno di umanità. Vorrei votarlo perché l’attività di solidarietà sociale non è mai stata così oggetto di delegittimazione da parte dei poteri dello Stato come oggi. Chi è solidale è un facinoroso che attenta alla sicurezza. Per molti lo è anche il Papa, che ieri ha detto: “Non dimenticate questo Mediterraneo che si sta convertendo in cimitero”. E che per questo è sempre più sotto attacco. Nel decreto sicurezza bis varato da Salvini ci sono pure le multe per chi soccorre in mare i migranti. Ma il diritto alla vita non è un diritto inviolabile? Forse la vita non ha prezzo. Se sì, vuol dire che stiamo tornando alla concezione che noi occidentali avevamo dei “negri” ai tempi della schiavitù.

VORREI VOTARE PER ABOUBAKAR SOUMAHORO
Vorrei votare per Aboubakar Soumahoro, un sindacalista che parla chiaro, che si interroga su come sia possibile aver dimenticato la lezione di umanità e giustizia di Giuseppe Di Vittorio, che spiega che se il lavoro è tutto, che se il lavoro è alla base di ogni vita che possa dirsi dignitosa, ci sono dei corollari che ne discendono. Primo: “uguale lavoro, uguale salario” per tutti, uomini e donne, qualunque sia la loro provenienza. Secondo: ogni uomo ha un diritto che è inalienabile ed è il diritto a essere felice. E’ un estremista? Ma no, sto studiando il 1968-1969 alla Spezia, Soumahoro sta solo dicendo le cose che dicevano gli operai delle nostre fabbriche cinquant’anni fa, quelli che salvarono il Muggiano, migliorarono le loro condizioni di vita e di lavoro e conquistarono diritti per tutta la società.

VORREI VOTARE PER DON FRANCESCO
Vorrei votare per don Francesco Vannini, che ieri mentre i fascisti infangavano una sala pubblica, ha fatto suonare a morto le campane della Chiesa di Nostra Signora della Salute in piazza Brin. Ho pensato a don Antonio Mori, anche lui parroco di piazza Brin, rastrellato e torturato dai fascisti nel novembre 1944, liberato solamente nel marzo 1945. E ho pensato a Sergio Fregoso, che con don Mori si formò. Per quella parrocchia Sergio faceva i burattini, il teatrino per i bambini. Poi divenne comunista rimanendo cristiano, e riconobbe sempre quella lezione. Sergio non chiese mai nulla, gli intitolammo la Mediateca perché l’aveva creata lui.

CHI NON VOTERO’
Non voterò chi ignora Greta. Mi dispiace che il Sindaco abbia scritto: “Greta o non Greta noi fino a domenica ci riscaldiamo! Ho firmato l’autorizzazione di proroga dell’accensione dei riscaldamenti per sei ore al giorno come richiesto da tanti cittadini". E che sotto il suo post qualcuno abbia scritto: “Bravo, non siamo tutti GRETINI”.
Non voterò chi è cattivo con i buoni.
Non voterò chi ha dimenticato Di Vittorio, ma anche Pastore e Carniti.
Non voterò chi sdogana la forza fascista, orgogliosamente fascista, presente nell’Italia di oggi.
Mi dispiace che il Sindaco abbia consentito ai fascisti di parlare in un luogo intitolato a Sergio Fregoso.
Mi dispiace questo far finta di niente, questo non vedere, questo non sentire, questo rifiutare di capire. Mi dispiace tutto questo negazionismo.
Non sono problemi di una parte, ma di tutti. Della democrazia, della cultura, dell’umanità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bruxelles,Place Ste-Catherine (2011) Giorgio Pagano


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