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Quando i buoni ideali tornano in piazza

di Giorgio Pagano

Luci della città
Quando i buoni ideali tornano in piazza

- In tutti gli angoli del mondo le piazze si riempiono di giovani, di donne e di uomini che manifestano per buoni ideali. E’ un’ottima notizia.
Succede in Africa: Sudan e Algeria. Ed in Medio Oriente: Libano ed Iraq. Sono le “primavere arabe” che risorgono nel nome dei diritti dell’uomo. Vuol dire che non è vero che Islam e democrazia sono incompatibili, che dobbiamo avere fiducia nelle forze vitali del mondo arabo.
Succede a Santiago del Cile, contro il neoliberismo e l’economia che privatizza tutto, alla Reagan-Thatcher.
Succede a Hong Kong, per la libertà. Qualcosa si muove, contro le dittature o le “democrature” dei Presidenti a vita, anche a Mosca, a Budapest, ad Ankara.
Succede anche da noi, in Italia e a Spezia. Sono le “sardine”: gli anticorpi al partito dell’odio e delle ruspe. Un farmaco contro il razzismo, l’intolleranza, la violenza. Si uniscono idealmente ai giovanissimi di Friday for Future, anche se parlano poco di clima. Parlano più di “clima politico e morale” del Paese: un clima di paura, a cui contrappongono la speranza. Direi che la speranza è per ora la loro identità più chiara.
Sono giovani ma non giovanissimi come i ragazzi di Greta Thunberg. Un poco più grandi. E poi attraggono gli ultrasessantenni, cioè la generazione portatrice di una memoria storica. Che ha saputo dai padri che cosa sono state la Resistenza e la Costituzione ed è stata protagonista delle lotte e delle speranze degli anni Sessanta e Settanta, dal Sessantotto all’Autunno caldo.
Credo che le “sardine” siano di sinistra, ma non della sinistra dei partiti. Il loro sguardo non è rivolto lì. Non so se hanno l’ambizione di cambiare e riformare i partiti, come fu per altri movimenti del passato. Che però fallirono: il che potrebbe far pensare che in realtà i partiti sono irriformabili, e che oggi la sinistra può vivere solo nella società civile. A dir la verità è esattamente quel che penso da tempo, augurandomi sempre di essere smentito.
Dureranno, le “sardine”? Spero di sì, ma forse se si doteranno di strutture rigide come gabbie perderebbero la libertà. Per durare c’è più bisogno che gli ideali si tramutino in pensiero politico. E’ molto facile fare un partito, lo è molto di meno avere una meta ed una visione politica, che sia alternativa alla dominante religione del mercato. E che sia quindi fondata sulla Costituzione e su programmi politici conseguenti.
Con l’augurio che ciò accada, nel frattempo è bene che le “sardine” continuino a stare in piazza, sempre più numerose, senza vaffa, senza troppe parole, senza bandiere. Mettendo in scena un popolo che sta da un’altra parte rispetto al Papeete. E rispetto alla politica così com’è.

Post scriptum: le due opere d’arte della rubrica di oggi sono di Vasilij Kandisnskij. In alto “Mosca. Piazza Rossa” del 1916; in basso “Tratti neri II”, del 1913. Le due opere, provenienti da Musei di Mosca e di Tblisi, sono state fotografate durante la loro esposizione al MUDEC di Milano nella mostra “Il cavaliere errante. In viaggio verso l’astrazione” (15 marzo-9 luglio 2017).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vasilij Kandinskij, Tratti neri II (2017) Giorgio Pagano


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