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Quell'orrore impossibile da dimenticare a Vinca

Oggi l'anniversario dell'eccidio nazifascista avvenuto nel 1944: donne, anziani e tanti bambini torturati ed uccisi dagli occupanti tedeschi e dai loro alleati fascisti italiani.

aspettando mattarella
Quell'orrore impossibile da dimenticare a Vinca

Lunigiana - Questa mattina si è svolta a Vinca la celebrazione del 75° anniversario della strage nazifascista. Il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti è intervenuto alla cerimonia che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari insieme alla popolazione tutta. "Nostro dovere è quello di non dimenticare, ricordare e trasmettere alle generazioni future un messaggio di perdono e di pace affinchè questi efferati crimini non abbiano mai più a ripetersi" ha commentato il primo cittadino.
Quella della piccola vallata apuana è una delle stragi più crudeli ed efferate tra quelle compiute dagli occupanti tedeschi e dai loro sodali italiani nella Seconda Guerra Mondiale. Vinca visse uccisioni e torture "a ciclo continuo, dal maggio-giugno al settembre 1944, grazie alla vera e propria pianificazione di esse, legata fondamentalmente alla comparsa in zona, a partire dal 24 luglio, della 16° Divisione Reichführer-SS del generale Simon che fu responsabile, fra l’altro, anche della strage di Marzabotto, la più grave attuata in Italia", ricorda l'Istituto spezzino per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea.

L'orrore potè essere raccontato da pochi sopravvissuti, come Maria Stella Del Giudice Carli che nel 2012 ricordava: "Il primo giorno furono uccise tutte le persone che erano rimaste in paese. Pochi altri furono rastrellati e portati in cima al paese in località Mandrione (un posto che serviva al raduno delle greggi). Il nonno fu trucidato sulla porta di casa, rimanendo con i piedi fuori della porta, la nonna si salvò grazie a un provvidenziale bisogno fisiologico. Però da dove si trovava assistette, con orrore, all'uccisione del marito. Coloro che si salvarono lo debbono alla conoscenza del territorio cosi come la sottoscritta e sua cugina che si trovavano nascoste in un anfratto di una grotta o altri che avevano trovato rifugio nel cavo di castagni secolari.
Le vittime furono molto numerose e pochi furono gli scampati perché fascisti e tedeschi, erano guidati, nella feroce ricerca, da fascisti della zona che conoscevano bene il territorio. Molti furono riconosciuti, dai sopravvissuti dai loro dialetti. Fra le tante vittime dell'eccidio anche una giovane donna incinta di 9 mesi che fu sventrata e successivamente fu preso il feto facendone oggetto di bersaglio. Altri furono seviziati ed impalati. Il primo giorno fu eliminata ogni forma di vita esistente in paese, in un'orgia sanguinaria fu sparato ad animali e cose. Un vento inumano di follia inimmaginabile sembrava essere passato sopra al ridente paese delle Apuane. Dopo essersene andati, e avere aspettato che la gente uscisse dai nascondigli, ritornarono e fu di nuovo strage ed orrore.
I paesani superstiti, fatto tesoro della lezione precedente, aspettarono circa due giorni prima di ritornare in paese, il caldo dell'agosto aveva fatto ulteriore scempio di quei poveri corpi. Quello che più mi ha sorpreso, in tutti questi anni, è che ci sono verità diverse e soprattutto non è mai stata fatta piena luce su quei fatti lontani. Se qualcuno ha la chiave per aprire quegli armadi ben venga e speriamo che sia la volta buona. I Martiri di Vinca aspettano ancora".

Domani a Fivizzano saranno commemorate anche le altre stragi nazifasciste che hanno colpito il territorio lunense. Prevista la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica federale tedesca Frank-Walter Steinmeier

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