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Acqua, quale sarebbe meglio bere?

di Erika Perini, biologa nutrizionista

Pillole di nutrizione
Acqua, quale sarebbe meglio bere?

- Mi rendo conto che spesso quando si parla di alimentazione, si ci riferisce sempre e solo agli alimenti come frutta, verdura, carne, pesce etc. Ciò è tuttavia limitativo e, ancor di più, sbagliato. Riferendosi all’alimentazione, infatti, non può omettersi un riferimento alle bevande comprendendo, ovviamente, l’acqua.
L’acqua rappresenta il costituente principale dell’organismo umano adulto (circa 60%) e pertanto è molto importante al pari di tutti gli altri alimenti.
Quotidianamente perdiamo una notevole quantità di liquidi tra urine, sudore, respirazione e feci e di conseguenza bisogna che questa quantità sia reintegrata.
Come? Parte della reintegrazione avviene attraverso il consumo di alimenti (frutta e verdure sono fonti d’acqua molto ricche). A ciò va aggiunta l’assunzione quotidiana di 1.5 – 2 litri d’acqua.
Una domanda che spesso mi viene fatta è “che tipo di acqua sarebbe meglio bere?”
Sembra banale ma in realtà è una domanda molto intelligente. Vediamo insieme che tipi di acque ci sono in commercio e quale è “la migliore”.
In generale, le acque per il consumo umano devono essere salubri e pulite cioè non devono contenere microrganismi, parassiti e sostanze tali da rappresentare un pericolo per la salute.
A questo punto possiamo differenziare l’acqua minerale naturale o più semplicemente “minerale” e l’acqua del rubinetto che più comunemente, e nel quotidiano, viene definita “potabile”.
Un elemento di importante distinzione è l’origine dell’acqua. Infatti le acque potabili provengono da laghi fiumi, falde sotterranee o superficiali e può, eventualmente, essere sottoposta a trattamenti di disinfezione antibatterica attraverso l’utilizzo di agenti come cloro gassoso, ipoclorito di sodio e biossido di cloro. Altri trattamenti possono, inoltre, rendersi necessari per eliminare forme di contaminazione chimica e altri elementi indesiderati.
Sono invece considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, proprietà favorevoli alla salute. Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituenti e per i loro effetti. Pertanto queste acque vengono imbottigliate all’origine e non vengono trattate.
A questi punti le acque possono essere distinte sulla base del tenore di sali minerali o residuo fisso ovvero la quantità di Sali minerali che rimangono sul fondo dopo completa evaporazione di un litro d’acqua a 180° C.
Ovviamente le caratteristiche delle acque potabili variano da comune a comune e nel caso della provincia della Spezia cito di seguito ciò riportato sul sito di Acam acque.
“Pressoché tutte le acque distribuite possono essere classificate, in base al loro residuo fisso, come oligominerali (Residuo fisso a 180° compreso tra 50 e 500 mg/l) con valori compresi tra minimi attorno a 100÷150 (acque di sorgente della Val di Vara e della Riviera) a valori di circa 300÷350 (acque dei pozzi della Val di Magra). Solo alcuni piccoli acquedotti dell’alta Val di Vara sono alimentati da acque minimamente mineralizzate (Residuo fisso minore di 50 mg/l)”.
Invece per le acque minerali sull’etichetta possiamo trovare alcune diciture come:
- Minimamente mineralizzate: residuo fisso < 50 mg/l
- Oligominerali o leggermente mineralizzata: residuo fisso compreso tra 50 mg/L e 500 mg/L
- Minerali o medio minerali: residuo fisso compreso tra 500 mg/L e 1500 mg/L
- Ricche di Sali minerali: residuo fisso > 1500mg/l

Infine le acque minerali possono anche essere classificate sulla base della composizione salina per esempio «magnesiaca», se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/L oppure «calcica», se il tenore di calcio è superiore a 150 mg/L.

A questi punti quale è l’acqua migliore?
Dipende dalle esigenze del consumatore e non c’è una regola fissa.
Per esempio è consigliabile ricorrere ad un’acqua più ricca di sali minerali e, quindi, con più alto residuo fisso, quando occorra ripristinare i minerali dopo una sudata da attività fisica o in estate. Oppure per contrastare la stipsi un’acqua fortemente mineralizzata ricche in magnesio.
In generale per una persona sana l’acqua migliore da bere è quella oligominerale (50-500 mg/L di residuo fisso). Ancor meglio quella compresa tra 200 e 300 mg/L
Quindi per la scelta del tipo di acqua è bene affidarsi al consiglio di un esperto, soprattutto quando si soffre di determinate patologie.

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Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
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