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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Settembre - ore 19.04

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La proposta di Sat: "Collocate il biodigestore dopo Battifollo"

La società che gestisce all'ingorsso l'Ato idrico della Spezia ha segnalato le sue perplessità sull'ubicazione dell'impianto a Saliceti. I comitati e le associazioni salutano il documento con soddisfazione e annunciano altri fronti di lotta.

L'intervento nell'inchiesta pubblica

Sarzana - Val di Magra - L'inchiesta pubblica sul progetto del biodigestore proposto da Recos a Saliceti ha riservato nell'ultima seduta il primo vero colpo di scena, con la proposta di spostare le mire su aree a valle dei pozzi di Fornola da parte della società Sat, gestita dalla famiglia Antonelli, e quella del professor Giovanni Raggi di prendere in considerazione le aree dei Bozi di Saudino o dell'area Silea, in quanto lo strato sotterraneo di argilla metterebbe al riparo da qualsiasi rischio di contaminazione delle falde idriche. Proposte che sono state messe agli atti e che hanno destato l'attenzione di moltissime persone, che ora si sentono maggiormente coinvolte nella vicenda. Tra queste ci sono certamente gli abitanti del quartiere sarzanese di Crociata, già in fermento nei confronti dell'amministrazione comunale e autori di una raccolta firme per il mancato ascolto su temi quali furti nelle case, traffico e degrado in generale.
Le perplessità sulla realizzazione dell'impianto a Saliceti manifestate dai comitati e da Sat potrebbero essere motivo di frenata per il progetto? Quel che è certo è che nei documenti di Regione e Provincia le località prese in considerazione erano solamente Boscalino e Saliceti. Quindi, a quanto pare, sarebbe necessario rivedere radicalmente la pianificazione. Impossibile, o forse no? Questioni tecniche e politiche si mescolano, come era prevedibile, e solo tra un mese sarà chiaro quali saranno le conclusioni dell'inchiesta pubblica presieduta da Valerio Marroni, che consegnerà le considerazioni del comitato alla Regione, in vista della conferenza dei servizi.

"Egregio presidente, in relazione all'inchiesta pubblica in oggetto, ed in qualità dì gestori all'ingrosso dell'Ato idrico della Spezia - hanno scritto Arrigo ed Ettore Antonelli a Marroni -, segnaliamo che tre delle zone pozzi gestite dalla scrivente si trovano a valle, lungo l'alveo del fiume Magra, rispetto all'area nella quale è prevista la realizzazione del nuovo impianto biodigestore.
La distanza di circa quattro chilometri tra l'area prescelta e le zone pozzi potrebbe sembrare sufficiente a garantire la tutela delle falde, ma la stratigrafia del fiume e l'assetto geomorfologico testimoniano in realtà una vulnerabilità per eventuali pericoli a monte delle zone pozzi. L'area individuata per la realizzazione del nuovo impianto risulta infatti in posizione pericolosa per eventuali fuoriuscite di liquami che, confluendo naturalmente verso il mare nell'alveo e sub alveo del Magra, si troverebbero in breve tempo nelle zone pozzi che riforniscono parte predominante della provincia con conseguente interruzione immediata delle forniture di acqua potabile. L'individuazione dell'area per un nuovo impianto che tratti lavorazioni di rifiuti deve considerare la vulnerabilità delle falde ed il rischio di contaminazione delle stesse. In qualità di gestori del sistema idrico abbiamo sempre segnalato agli enti preposti eventuali scelte che potessero arrecare pericolo, cercando di mitigare la già fragile condizione del fiume, senza aggiungere altri potenziali - seppur remoti - pericoli. La prevenzione deve avere rilevanza prioritaria nelle programmazioni territoriali, soprattutto in presenza di falde prive di protezioni impermeabili agli inquinanti superficiali come nel caso della tratta finale del Fiume Magra dove sono posizionate le zone pozzi di Acam e della scrivente.
La quantità di acqua emunta dalle zone pozzi della scrivente e distribuita nella rete provinciale è di circa 4 milioni di metri cubi e rappresenta circa un quinto dell'acqua distribuita sul territorio. L'inquinamento della falda porterebbe all'interruzione del prelievo senza possibilità di sostituzione, non esistendo ad oggi alcun collegamento di emergenza che possa surrogare le zone pozzi lungo la tratta finale del Magra.
Dato che l'impianto deve essere ancora realizzato, la scrivente richiede, a tutela alle zone pozzi ed all'attività di pubblico servizio di fornitura di acqua idropotabile, di individuare un'area a valle delle zone pozzi distribuite lungo l'alveo del Fiume Magra (quindi dopo Battifollo, dove oltretutto sono presenti argille nel sottosuolo) o alternativamente in aree lontano dai corpi idrici che alimentano le falde del Magra, ritenendo inappropriata e pericolosa la localizzazione individuata dal progetto".

La mossa di Sat è stata accolta con favore dal comitato Sarzana, che Botta! e da Cittadinanza Attiva che assieme ai Comitati di Santo Stefano, di Ponzano, della Brina e di Sarzana e a Italia Nostra sono impegnati a contrastare il progetto e che per mano di Rino Tortorelli, Samuele Di Capua e Cristina Santorocco ha allegato la lettera di Sat alle osservazioni al progetto inviate alla Regione.
"I moniti di Sat non sono nuovissimi. Nel 2014 in sede di assemblea dell’Ato spezzina per programmare gli interventi sui pozzi per il triennio 2015/2018, Sat - scrive in una nota Sarzana, che Botta! - metteva in guardia per la pericolosità della risalita dal mare del cuneo salino (che può arrivare a minacciare i pozzi di Battifollo) e dal proliferare di attività potenzialmente pericolose per le falde. E ammoniva: “L’inquinamento di una zona pozzi ne decreta l’abbandono con un danno ambientale rilevantissimo”. Giovedì 29 terza puntata dell’inchiesta pubblica di Via. L’acqua, assieme ad altre criticità come il rischio esplosioni, sarà ancora di scena. In programma c’è anche l’analisi dei Piani provinciali e regionali, proposta dal comitato che intende portare nell’inchiesta la denuncia del danno ambientale complessivo che deriva al nostro territorio con il continuo incremento di tonnellate di rifiuti (previsioni aggiornate a 138 mila) in viaggio da Genova alla “colonia/pattumiera” spezzina".

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