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Statue di Luni in 3D grazie alla collaborazione con Università di Genova

Intervento che ha coinvolto il Dipartimento di ingegneria civile per l'applicazione di tecniche e tecnologie avanzate.

rilievo "structure from motion"
Visitatori a Luni

Sarzana - Val di Magra - Grazie all'intervento realizzato nell'ambito dell'accordo fra la Direzione regionale musei Liguria e il Dipartimento di ingegneria civile, chimica e ambientale (Dicca) dell'Università di Genova quattro opere del Museo archeologico di Luni, si potranno ammirare anche in 3D. Negli scorsi mesi infatti è stata eseguita l'acquisizione tramite strumentazione no-contact delle superfici di quattro statue lapidee di grandi dimensioni, prima della rimozione dei piedistalli e dopo le operazioni di smontaggio per la registrazione delle aree nascoste. Questo, ha permesso la restituzione dei rilievi tridimensionali finalizzati allo studio e alla progettazione di nuovi sistemi espositivi per la corretta fruizione e valorizzazione delle opere in attesa che venga ricostruito il nuovo museo.

Il progetto è stato realizzato a seguito della convenzione tra la Direzione regionale Musei Liguria e il Dicca per applicare tecniche e tecnologie avanzate su alcuni beni archeologici.
Ha previsto la realizzazione del rilievo fotogrammetrico "Structure from Motion" di alcune sculture di grandi dimensioni, utile per ottenere i modelli delle sole superfici lapidee in vista della progettazione di nuove e più idonee strutture di sostegno.

Sulla pagina Facebook dell'area archeologica di Luni è stata presentata la “Statua femminile con cornucopiia”, “scultura, in marmo lunense, è stata rinvenuta durante gli scavi Promis del 1837 vicino alla fontana che circonda il “Capitolium” ed è databile alla prima metà del I secolo d.C. (età tiberiano-claudia)”.

“Si tratta – si legge - di un personaggio femminile che regge, con il braccio sinistro, una doppia cornucopia traboccante di frutti e pampini. La scultura si ispira alle rappresentazioni della dea Fortuna di età classica riprese quando i personaggi femminili della casa imperiale si fanno ritrarre in veste di dee o personificazioni. La statua, infatti, era predisposta per l’inserimento di una testa-ritratto lavorata a parte, come ben indica l’incavo del collo preparato per accoglierla, secondo un uso proprio dell’età romana. In questo caso si può pensare ad una principessa della famiglia imperiale giulio-claudia. L’abbigliamento della figura si compone di “stola” e della “palla”, al cui capo è applicata una mappina. La “stola” è un indumento derivato dal chitone greco; è una veste ampia e pieghettata con maniche chiuse lungo la parte esterna del braccio da una serie di piccoli fermagli. La “palla” era il lungo drappo che copriva il capo, scendeva sulle spalle e, raccolto lungo il fianco come un mantello, avvolgeva completamente la figura. Era costume delle donne uscire sempre con il capo coperto dalla palla a simboleggiare la pudicizia e la rispettabilità. Dall’orlo della “stola” escono le punte dei piedi calzati nudi entro sandali (“soleae”) dall’alta suola”.

L'animazione 3D si può vedere QUI


(immagine di archivio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Donna con cornucopia


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