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Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Febbraio - ore 17.23

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"Attività del centro storico sono identità di Sarzana, vanno tutelate"

CdS incontra le associazioni di categoria. Lombardi (Confesercenti): "Grande distribuzione pesa sull'economia dei negozi di vicinato. Marinella? Asset strategico fondamentale per il territorio".

idee per il 2020
"Attività del centro storico sono identità di Sarzana, vanno tutelate"

Sarzana - Val di Magra - “La vera scommessa che il territorio deve porsi è quella di comunicare al meglio le sue ricchezze, intercettando nuovi mercati e proporsi come un'opportunità e non come una terra di vacanzieri”. Così Fabio Lombardi, responsabile di Confesercenti Sarzana Val di Magra, che interviene a CdS illustrando idee e proposte per il 2020 della sua associazione categoria. Prosegue così il nostro dialogo con i responsabili territoriali (QUI le risposte di CNA) per delineare il quadro della situazione economica e commerciale.

Per Sarzana il 2020 si è aperto sulla falsariga di come si era chiuso il 2019 ovvero con nuovi punti vendita della grande distribuzione. Inaugurato l'Ekom di via Gori, i prossimi market saranno quelli di via Pecorina, via Landinelli e via XXV Aprile. Che impatto avranno sui piccoli negozi?
“Ben vengano le nuove aperture se arricchiscono e completano l’offerta commerciale del Centro Storico. Diversamente, no grazie! Non c’è dubbio che l’apertura scriteriata di punti vendita appartenenti alla Grande Distribuzione Organizzata abbia gravato notevolmente sull’economia dei negozi di vicinato, tant’è che proprio in campagna elettorale avevamo chiesto ai candidati Sindaco di considerare le attività commerciali del centro storico quale parte integrante dell’identità della Città, della sua attrazione, del suo ambiente urbano e della sua vivibilità. Questo perché, come più volte sottolineato, il commercio deve essere inserito nel più ampio contesto dello sviluppo del territorio comunale in cui ricadono tematiche che vanno di pari passo con il commercio stesso come la promozione del turismo, le manifestazioni culturali, il decoro urbano e dell’accoglienza nel suo insieme. E’ recente la sentenza del Consiglio di Stato che ha completamente ribaltato quanto stabilito dal TAR Liguria in riferimento all’apertura di una media superficie di vendita alimentare (250 mq) in Via Landinelli. Non conoscendo le motivazioni che hanno spinto il Consiglio di Stato a pronunciarsi a favore dell’apertura non sono in grado di esprimermi in merito ma ritengo che l’Amministrazione abbia ancora margini di manovra per impedirne l’apertura. Su questo argomento ho già richiesto un intervento del Presidente Nazionale Fiesa, (Federazione Italiana Esercenti Specialisti dell’Alimentazione) e ci rendiamo, sin da subito, pronti ad un confronto, già messo in calendario, con il Sindaco per collaborare al fine di tutelare i negozi di vicinato che rappresentiamo. Da un’indagine condotta da Confesercenti a livello nazionale emerge che senza un’inversione di rotta tra qualche anno degli 8.000 comuni che compongono il nostro tessuto socio-economico circa 5.000 rimarranno senza servizi primari”.

Per quanto riguarda il centro storico invece nonostante le iniziative sempre numerose, la partecipazione dei negozianti e in ultimo la nascita della Pro Loco, la crisi del commercio sembra inarrestabile. Cosa si può fare per fermare per arginare questo problema?
“Il tessuto economico del centro storico è caratterizzato dalla presenza di microimprese che non riescono a fare politiche di lungo termine. Tuttavia il fatto che il commercio sia qualificato da un sistema diffuso e che queste imprese abbiano una visione di breve termine non deve essere preso come una critica ma come una caratteristica che deve essere in qualche modo valorizzata attraverso delle modalità di intervento e di progettazione che stimoli la visione di medio termine. In quest’ottica la creazione dei CIV (Centri Integrati di Via) serviva proprio per cercare da un lato di creare dei progetti su cui le singole realtà economiche potessero inserirsi e contribuire con la propria funzione positiva e propositiva e, dall’altro lato, servivano per dare una visione di medio termine stimolando progetti di valorizzazione commerciale con il contributo e la partecipazione dei soggetti pubblici (Regione e Comune)”.

Quali punti fermi dovranno invece essere tenuti in considerazione per il settore nella stesura del nuovo Puc? Potrebbe essere utile rispolverare il Piano di marketing del commercio, realizzato nel 2016 anche con l'obiettivo di fermare questa emorragia?
“Il Piano di marketing conteneva alcuni indirizzi strategici importanti che dovrebbero affiancarsi ad una pianificazione equilibrata delle diverse attività produttive che abbia come obiettivo quello di tutelare l’identità di un luogo così particolare e unico come il centro storico di Sarzana, la cui peculiarità è rappresentata non solo dai monumenti e dal patrimonio artistico presente, ma anche da quel tessuto economico e sociale rappresentato dal commercio tradizionale, dal commercio di artigianato e dagli esercizi storici. Un patrimonio la cui identità è messa a repentaglio da un’eccessiva crescita della grande distribuzione da una parte e da internet dall’altra. E’, quindi, fondamentale preservare il centro storico quale presidio di un’identità cittadina in grado di far vivere ai visitatori emozioni uniche in un’atmosfera accogliente, ospitale, che affonda le proprie radici commerciali nel corso dei secoli passati e che ha nel proprio DNA una vocazione millenaria quale crocevia commercialmente e politicamente importante lungo la Via Francigena. Ed è proprio sulle “emozioni” che tutti insieme saremo in grado di suscitare e far vivere non solo ai residenti ma anche ai consumatori e ai turisti, che la Città di Sarzana, considerata come Brand (per riprendere un punto fondamentale del citato piano del marketing), giocherà la partita volta alla creazione e valorizzazione della identità commerciale, turistica, culturale ed enogastronomica. Infine è necessario adottare misure per il decoro attraverso la definizione di linee guida che riguardano l’utilizzo di insegne e dehors consoni alla tradizione storica del centro Città sino ad arrivare alla pulizia e all’adozione di norme per la sicurezza urbana intesa come un bene pubblico relativo alla tutela della vivibilità dei residenti e dell’intera comunità”.

Allargando lo sguardo alla piana di Marinella il recente via libera al piano spiagge apre una partita molto importante per il rilancio di tutto il litorale, della Colonia Olivetti e, si auspica, per la Tenuta. Anche se i tempi non saranno brevi che aspettative avete?
“Tutti noi auspichiamo e sogniamo da decenni lo sviluppo della piana di Marinella che rappresenta sicuramente un asset strategico fondamentale per l’intero territorio. Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del nostro territorio e della nostra offerta è, invece, stato per molto tempo abbandonato a se stesso. Nella sua visione originale il piano aveva come obiettivo quello di rendere il litorale di Marinella fruibile tutto l’anno grazie anche alla presenza di attività commerciali che fossero messe nelle condizioni di potere rimanere aperte 365 giorni l’anno. Accogliendo le prescrizioni imposte dalla Regione si è deciso di seguire una linea ben precisa che probabilmente non tiene conto delle necessità delle attività presenti sul litorale le quali diversamente non avrebbero fatto ricorso al TAR. Senza dimenticare il vuoto lasciato dai chioschi che erano presenti nel tratto di spiagge libere. L’assenza di un seppur minimo presidio che era garantito dai gestori storici dei chioschi ha rappresentato una grande macchia per l’accoglienza dei turisti sul nostro litorale che ha arrecato un grave danno agli stabilimenti balneari presenti. Il turismo, in particolar modo quello balneare, è il futuro del nostro territorio: in questa ottica, crediamo che le istituzioni debbano operare per creare condizioni favorevoli affinché le imprese possano operare e crescere. Come Confesercenti siamo pronti a collaborare con le Amministrazioni del territorio per condividere un percorso di riqualificazione del litorale che tenga conto delle esigenze del settore balneare tutelando le imprese a conduzione famigliare presenti sul nostro litorale e favorendone lo sviluppo e l’innovazione turistico-ricreativa, nel rispetto della salvaguardia dell’ambiente”.

Anche nella vicina Ameglia il percorso di riqualificazione degli arenili ha subito rallentamenti. Questa situazione di stallo quanto ha pesato nell'economia del settore balneare? Quali sono le prospettive per l'estate 2020
“Oltre a quanto già evidenziato per Marinella non dobbiamo dimenticarci della Direttiva Europea sulla liberalizzazione dei servizi, recepita nel 2010 dall’Italia, che aggrava ulteriormente la situazione di incertezza dell’intero comparto influendo negativamente su possibili investimenti tanto sul territorio di Ameglia tanto su quello della vicina Sarzana. E’ necessario che le istituzioni, in questo caso il Governo, diversamente da quanto fatto in passato, intervengano in maniera chiara e risolutiva dando certezza agli operatori turistici del settore balneare. L’estensione delle concessioni sino al 2033, nonostante resti una legge dello Stato in vigore, viene disattesa dalle Amministrazioni Comunali in quanto manca una circolare applicativa, più volte richiesta dalle Associazioni di Categoria, al fine di obbligare i Comuni a estendere le concessioni stesse. Non dimentichiamo che a livello nazionale stiamo parlando di 30.000 aziende che danno lavoro a 100.000 persone”.

La nascita del Distretto Turistico, pensato per raccordare tutte le parti in causa, non sembra ancora aver avuto sviluppi degni di nota. Non si sta perdendo tempo prezioso visto che la 'distanza' con La Spezia e le Cinque Terre è sempre molto evidente anche nei collegamenti?
“La nascita del Distretto Turistico è avvenuta per creare una regia unica che si occupasse dello sviluppo integrato della Val di Magra rappresentando lo strumento grazie al quale le amministrazione locali possano realizzare la promozione e la valorizzazione anche attraverso il gettito dell'imposta di soggiorno. Per quel che riguarda la gestione delle risorse, il Comune di Sarzana, così come quello di Ameglia, ha sottoscritto il patto per il turismo e si è, quindi, impegnato con le Associazioni di Categoria ad utilizzare il 60% del gettito dell’imposta di soggiorno proprio per le politiche di marketing territoriale. Fondamentale da ora in avanti sarà la capacità di fare sistema poiché il turista moderno richiede il soddisfacimento di una molteplicità di bisogni che non possono essere soddisfatti se non ricorrendo all’aggregazione, alle forme di partecipazione e partenariato pubblico-privato in grado di offrire esperienze e non solo beni e servizi. La vera scommessa che ci si pone davanti sarà quella di essere in grado di comunicare al meglio le ricchezze del nostro territorio intercettando nuovi potenziali mercati e proporre il nostro distretto come un’opportunità e non come una semplice terra per vacanzieri. Quella che per molti viene percepita come mera opportunità di reddito, per la nostra Associazione di Categoria rappresenta lavoro distribuito alle tantissime piccole e medie imprese del nostro territorio. Ne consegue che attraverso il mercato turistico possono trovare spazio altri settori collegati, vedi l’agricoltura, l’enogastronomica e l’artigianato di qualità. Detto questo a prescindere dalla terminologia utilizzata sia essa distretto turistico o DMO ciò che farà la differenza sarà esclusivamente le sinergie e il gioco di squadra che il nostro territorio nella sua globalità sarà in grado di proporre sui mercati di promozione turistica. Dobbiamo, tutti assieme, crescere sotto questo punto di vista e passare da una visione divisoria ad una di inclusione che tenga conto di tutte le eccellenze che il territorio della Lunigiana Storica ha da offrire”.

Le divisioni politiche fra i vari comuni della Val di Magra possono rappresentare un ostacolo al rilancio e alla valorizzazione di un territorio che avrebbe tutte le carte in regola per puntare con decisione sul turismo?
"Ritengo che laddove sia presente lungimiranza e condivisione di intenti la diversa appartenenza politica non rappresenti un ostacolo alla valorizzazione della Val di Magra. Ne è un esempio il progetto di riqualificazione della Via Francigena che vede coinvolte le Amministrazioni di Santo Stefano, Sarzana, Castelnuovo e Luni. Nello specifico sono già stati fatti diversi incontri istituzionali che hanno visto il coinvolgimento non solo dei sopracitati comuni liguri ma anche del polo museale, dell’associazione Europea Vie Franicigene e dei comuni tosco-emiliani interessati dal passaggio di questa antica via di comunicazione. L’obiettivo sarà quello di coniugare il turismo escursionistico con la valorizzazione delle attività commerciali presenti nei centri cittadini attraversati dal millenario percorso”.

Quali sono infine i principali progetti che la sua associazione intende attuare per Sarzana e la Val di Magra nel 2020?
“Proprio in questi giorni stiamo definendo gli appuntamenti per l'estate e siamo già al lavoro per la prossima edizione di “Tartufando”, la kermesse dedicata al tartufo che tanto successo ha riscosso durante la sua prima edizione lo scorso novembre e che ha visto impregnate attivamente una ventina di attività del centro storico. La nostra attività non riguarderà però solo Sarzana perché stiamo organizzando iniziative analoghe da realizzare negli altri Comuni della Val di Magra senza dimenticare l’impegno costante messo in campo dal Cescot, l’ente di formazione di Confesercenti, che sta predisponendo progetti di formazione aperti a tutti gli operatori in particolar modo a quelli del settore del turismo”.

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