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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Settembre - ore 19.04

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Biodigestore a Crociata? Botta e risposta Michelucci-Lazzoni

Il consigliere regionale: "Idea folle", l'esponente di opposizione a Santo Stefano: "L'acqua la bevete anche a Sarzana". I cittadini del quartiere pronti alla mobilitazione.

Sarzana - Val di Magra - “Spero davvero sia stata colpa del solleone perché pensare di realizzare il biodigestore a Crociata è un'idea folle. Un quartiere già oberato dal traffico, un'area dove la viabilità non è adeguata neppure agli attuali carichi di traffico, un'area, quella dei Bozi, oggetto di diversi progetti di recupero ambientale.  Ma il problema non è il dove. Saliceti, Boscalino, Crociata il problema resta quello di un progetto sovradimensionato che, ovunque venisse realizzato, destinerebbe la Val di Magra a diventare la pattumiera della Liguria”. Così il consigliere regionale Juri Michelucci in merito all'idea rimbalzata dall'inchiesta pubblica relativa all'impianto.

“Da tutto principio, anche in Consiglio Comunale a Santo Stefano di Magra, ho sostenuto l'utilità di un'inchiesta pubblica per entrare bel merito del progetto. Il fatto che oggi, dalla stessa, emergano criticità già sollevate più volte in altre sedi, come il problema legato alla falda acquifera, in merito alla realizzazione dell'impianto è senz'altro positivo. 
Ma vorrei ricordare la mancata discussione a tutti i livelli rispetto ad un cambiamento in corsa del piano dei rifiuti precedentemente approvato. Come ho già avuto modo di spiegare il Piano Regionale dei rifiuti 2015 e il più recente Piano d'Ambito dei rifiuti del 2018 presentano palesi incoerenze. In quest'ultimo sono infatti contenute variazioni sostanziali che lo rendono inconciliabile con quanto previsto tre anni prima. Mi riferisco, in particolare, alle previsioni sulla realizzazione dei biodegistori – tre anziché uno per provincia – e sulla loro capacità di trattamento aumentata da 20.000 a 60.000 tonnellate. Serve un nuovo passaggio in Consiglio regionale, serve una Vas su quello che è nei fatti un nuovo piano. Questo sarebbe stato e mi auguro diventi un percorso senza sottoporre i territori ad una roulette russa che nessuno merita”.

Esternazioni quelle di Michelucci che hanno stimolato anche un dibattito social con alcuni consiglieri comunali di Santo Stefano. “Se a Crociata non è fattibile – ha osservato Salvatore Stelitano – e quello che scrivono sulle falde acquifere è vero come credo, sarebbe che Saliceti venisse abbandonato, a meno che non si tratti di una illazione. Sarebbe un rischio anche per chi non ci vive a prescindere, il terreno viene classificato negli atti della Regione “liquefacente”, se fossimo in un paese del Nord credo che a quest'ora avrebbero già chiuso l'esistente che in vero credo non avrebbero nemmeno mai fatto lì”.

“Il solleone però vale solo per chi ha proposto l'intoccabile Sarzana – ha ribattuto Paola Lazzoni – quanto a Santo Stefano va bene tutto, ma le acque le bevete anche a Sarzana. Esiste un piano dei rifiuti votato anche grazie all'assenza dei consiglieri Pd e che Saliceti sia stata scelta da Recos. Il giochino di scaricare le colpe sulla parte politica che governa attualmente la Regione non funziona più – ha risposto a Michelucci - i disastri vengono da lontano e se le basi non fossero state messe prima oggi non ne discuteremmo neanche. Continua a difendere Sarzana, evidentemente il resto del mondo non è importante ma anche a Sarzana si rendono conto della debolezza della difesa”.

Intanto per il momento non si registrano prese di posizione ufficiali da parte dei residenti del quartiere sarzanese, pronti però a mobilitarsi nell'eventualità che l'ipotesi "Crociata" venga presa in seria considerazione.

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