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Candidato a bomba sul Parco: "Prendono soldi e non fanno niente"

Maurizio Gatti, alfiere del centrodestra ad Arcola, non usa mezzi termini: "L'ente non funziona". Paganini, centrosinistra: "No alla chiusura, pronta a sdraiarmi in strada".

Confronto elettorale

Sarzana - Val di Magra - I candidati a sindaco di Arcola si sono confrontati oggi pomeriggio in Piazza 2 Giugno di fronte a oltre centoventi persone. L'iniziativa, promossa da Sos Sanità e Cittadinanza Attiva (che tra i suoi animatori ha l'avvocato Rino Tortorelli, moderatore di giornata), ha preso le mosse da ambiente e salute per poi allargarsi ad altri temi. Uno su tutti ha provocato le prese di posizione più 'calde': il futuro del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, per il quale, com'è noto, il consigliere regionale Andrea Costa, non senza trovare consenso, ha lanciato una proposta di legge finalizzata alla soppressione dell'ente.

La grana Parco è stata messa sul tavolo nell'ambito delle domande del pubblico, lanciata da Maria Borzillo, candidata tra le file di 'Alternativa per Arcola', che si è rivolta ai candidati di centrodestra, Maurizio Gatti, e centrosinistra, Monica Paganini – esentando il 'suo' rappresentante Alessio Binetti – per sapere come si comporteranno nel caso la battaglia politica per la chiusura prendesse corpo. La Paganini ha assicurato la sua contrarietà alla soppressione, dicendosi pronta alle dimissioni - “Mi dimetterei e mi sdraierei sulla strada” - in caso di ordini dall'alto di segno contrario. Ordini di tal sorta allo stato delle cose suonano alquanto improbabili, visto che da mesi il centrosinistra ha cavalcato con forza la battaglia pro Parco: ma la domanda spingeva forte sulla questione di eventuali comandamenti dei partiti. Paganini ha quindi sancito il suo impegno per “un Contratto di fiume, che tra i suoi attori dovrà avere appunto il Parco, in grado di rimettere in ordine tutto l'ambito fluviale del Magra”.

Parola poi al candidato del centrodestra, che, premettendo che l'idea della chiusura “arriva dall'alto, non da noi”, ha poi imbracciato la spada tenendo nella guaina il fioretto. “Credo che il Parco – ha affermato l'esponente della Lega – andrebbe gestito meglio, oggi non funziona in modo ottimale, non ne vedo uno sviluppo decente. Il governo del Parco è una lotta di potere interna tra una carica e l'altra. Ognuno cerca di portare acqua al suo mulino, cioè cerca di rimanere là e prendere i loro soldi, i loro stipendi, senza fare niente. Se diventerò sindaco sarà mio compito cercare di dare i giusti indirizzi all'attività di questo ente”. E se venisse chiuso? “Verrebbe sostituito da qualcosa di simile e sarà ancora peggiorativo rispetto all'oggi”, ha concluso senza peli sulla lingua il candidato del centrodestra.

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