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Una gamba per i mille chilometri della Francigena

Una gamba per i mille chilometri della Francigena

Sarzana - Val di Magra - Riparte mercoledì 12 settembre da Valpromaro, l’avventura dell’Atleta Paralimpico Andrea Devincenzi sulla Via Francigena. Partito il 14 marzo da Aosta, “un passo alla volta” (questo il motto ideato dalla sua squadra) sta percorrendo con la sua gamba e le sue stampelle i 1.000 chilometri dal Passo del Gran San Bernardo a Roma, stessa meta, quella di San Pietro, dello scorso, al termine del Cammino di San Francesco. Amputato di gamba a seguito di un incidente stradale all’età di 17 anni, Andrea ed il suo team percorre circa 25 chilometri al giorno, supportato da amici/che sempre al suo fianco e dai suoi sponsor storici quali Parmovo, Quixa, Dama Abbigliamento e Spas. “Un cammino nel segno della condivisione, perciò, chiunque può seguirci per il tempo che desidera e vivere così la propria ed unica esperienza”. Devicenzi per questo Step dovrà rinunciare al suo fedelissimo amico di cammino, Simone Pinzolo, “bloccato” per motivi lavorativi nella sua città. Potrà comunque contare su di un folto gruppo di amici/che che da tutta Italia si uniscono a lui. Attenzione sempre rivolta alla parte del suo corpo che “paga” maggiormente uno sforzo così prolungato sulle mani. Infatti Andrea, con il supporto di una nota azienda del settore, avrà con se alcuni materiali da testare per risolvere definitivamente questo disagio che colpisce praticamente ogni persona che si ritrova ad utilizzare le stampelle, non solo per lunghi chilometraggi ma anche per molto meno. Come promesso da lui; “Questo cammino come già dichiarato in precedenza, è l’occasione ed l’opportunità di unire attività fisica all’esperienza ed alla ricerca, nel trovare le soluzioni che potranno regalare nuove emozioni a tutte quelle persone che utilizzano le stampelle. Grazie alla collaborazione con l’azienda laDueDue (www.laduedue.it), daremo la possibilità di percorrere percorsi che mai prima era stato loro possibile. Nel lontano 2000 rinunciai alla protesi a causa dell’eccessivo dolore e da ciò che davanti a me vedevo nel mio futuro, così ho iniziato ad utilizzare le stampelle e tutto è cambiato, in meglio ovviamente, perciò ora è arrivato il momento di mettere a disposizione di tutti la mia esperienza.

Queste le tappe:
Giovedì 12 Settembre Valpromaro - Lucca
Venerdì 13 Settembre Lucca - Altopascio
Sabato 14 Settembre Altopascio – San Miniato Basso
Domenica 15 Settembre San Miniato Basso – Gambassi Terme
Lunedì 16 Settembre Gambassi Terme – San Gimignano

Brevemente la storia di Andrea. Corre l’anno 1990, ho 17 anni, ed in sella alla mia 125cc perdo per sempre la gamba sinistra in un incidente stradale. Coricato in un letto di ospedale e con una gamba in meno, nella mia vita prende il dominio la parola impossibile.
Ma pian plano con il passare degli anni sono riuscito a sgretolare quel muro grazie alle sfide vinte, alle sconfitte e aí traguardi raggiunti tramutando cosí la parola impossible in I'm possible... Pratico sport sin dall'età dí 5 anni: Judo, Calcio, Canoa, e nel 2007, entra nella mia vita la mia prima due ruote a pedale. Partecipo a gare Internazionali per acquisire i punti necessari per accedere alle Paralimpiadi dí Londra 2012 finche nel 2010 conquisto í 5.602 metri del "Kardlung La" ín India, sulla strada carrozzabile più alta del Mondo. Sí era accesa una nuova fiamma dentro dí me, una nuova passione, í lunghi víaggí ín cui scoprire se stessi, í1 silenzio, la condivisone, senza nessun avversario all'infuori dí me stesso. Nel 2016 ín Perù, percorro ín solitaria Fluita Trail per raggiungere il Machu Pícchu. Esperienza ín cui entro ín contatto per la prima volta con il Cammino e da cui colgo da subito valori e caratterístíche. Ed ecco che dopo soli due anni, arriva l'esperienza della Vía dí Francesco. Stravolgo completamente la preparazione e il mio allenamento abituale per prepararmi ad affrontare íl cammino con le mie due stampelle e la mia gamba. L'8 settembre sono quindi partito dal Santuario La Venia e sono arrivato dopo 22 giorni a San Pietro in Roma. Il cammino mí ha arricchito soprattutto grazie alla condívísíone e alla conoscenza dí altre storie con l'esito che ogni esistenza diventa un modello dí resilienza per superare le difficoltà che la vita stessa ci pone.

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