Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 04 Dicembre - ore 22.23

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

281 modi per dire calcio

(Spezia, vieni via che è l’ora)

281 modi per dire calcio

- Le parole sono ali, se non hanno ali che parole sono? L'uso e consumo delle parole dipende da tante
cose, anche dall'abitudine, dalla cultura, ed ognuno ha la sua. Un libro è destinato ad un uso e consumo quotidiano, i giornali lo sono. I padri latini che avevano tutti i vizi ma anche tutte le virtù, riassumevano in una parola un sacco di significati, anche nella poesia e molto prima di Ungaretti è vissuto Catullo che in questo era maestro. A volte le parole sono calci nel sedere, frustate, dolci carezze, epitaffi, tuffi di cuore, altre sono immagine. Sono appena tornato dal campo, stadio dei sogni, quello frequentato da un nugolo di pazzi che non ha ancora capito se la serie B sia un qualcosa di immaginario come Babbo Natale o una nuova pubblicità della Vodafone. E’ una vera e propria tribù, piena di fanatici, che sono tifosi da manicomio. La mania di negare l’evidenza ha finito per mandare a Picco (pardon al Picco) la ragione e tutto quello che somiglia a questa.
E’ tutta un’acqua bollente, sempre agitata da una furia. La parola. Che vola che rimbalza, che scorre come il vento, che rimpalla, che para. Le parole sono ali, altrimenti Rotoli non ne prenderebbe una. Ma le parole aiutano, anche se le dice uno come Maurizio Pellegrino, siciliano come Pisano, di Siracusa come lui, quartieri alti. “Oggi la mia squadra , il Padova, ha fatto calcio, ma non è bastato perché l’altra, lo Spezia, ha fatto un ‘altra cosa. Solo che per vincere i campionati ci vuole quello che ha fatto lo Spezia”. Cosa mister, gli faccio:”Lei che dice”. “Non importa quello che dico io- rispondo- mi dica lei”.”Diciamo che ci hanno messo gli attributi”.
La parole quando non sono ali sono attributi? Questa mi mancava, ma Pellegrino esprime degnamente lo stato d’animo di quelli da manicomio che annotavo prima, di quelli cioè che arrivano allo stadio avvolti nella bandiera, la faccia dipinta e già lungo la strada ancor prima di entrare sono nella partita. Hanno già iniziato a dar fuori di parola. Il Picco ribolle di parole, tutto è parola, l’onnipotenza della domenica, e pensare che Domineiddio l’ha inventata per riposarsi. Riposarsi? Ma che parola è per il tifoso? Fusco picca e ammicca, lui non dice una parola, ma non distrae il fanatico che è lì che grida. Bedin, e chi è Bedin? E Grieco? Spacca e picchia anche lui, una furia, un ardore. Lo guardo e ripenso quando la mattina lo vedo a Lerici accompagnare con i suoi riccioli ed occhialetti i bambini a scuola. Sembra un docente universitario, non dice una parola. In campo? Il male lo obbliga, con le buone o con le cattive. Che squadra che abbiamo! Piena di parola, che volano, di gente che si guarda negli occhi. So che non piace ma a me ricorda quella di Carpanesi, di Spalletti che parlava e parlava, di Pillon, di Brilli che faceva il comizio in mezzo all’area, di Ferretti che parlava a Telesio, di Carpanesi che non parlava. La parola era il nerbo, ma il fanatico era sempre lì, avvolto nella sua bandiera, perché il fanatico non può distrarsi, il nemico è sempre pronto. Quanti modi ci sono per fare calcio? Tanti, e per dire calcio? Secondo me 281. Me lo dice la parola, quella di Alessandro Del Piero. Il 21 luglio del 2003 Del Piero, durante l’udienza per il processo doping alla Juventus dichiarò davanti ai giudici?: “Io avevo l’abitudine di prendere tendenzialmente la creatina una volta al giorno, poi è capitato due volte, ma negli ultimi giorni di quelle dieci pastiglie che ci davano due non si dovevano prendere..”. Un pomeriggio di dicembre le accuse di un processo per doping alla squadra più forte del mondo sono sparite, inghiottite in una sentenza di appello che non lascia ombre. Ma le medicine restano. Ed anche le parole. Quei 281 tipi di farmaci trovati nei magazzini della Juventus non sono stati cancellati dal tribunale di appello torinese. Secondo la difesa, ha scritto il Corriere, sembrano la dotazione di un piccolo e medio ospedale. Un calcio in cui è normale avere 281 tipi di medicinali nell’armadietto mi preoccupa un po’. Come le parole, di Del Piero. Ho così telefonato al fanatico, quelle delle parole A Picco nello stadio. Era sempre lì, perché il fanatico, libero dal lavoro per un giorno, ha tante cose da liberare la domenica. Ha detto una sola parola, irripetibile, poi ha sentenziato:”Ho visto Grieco, che senza una aspirina lottava come un leone”. Poi, prima di tirare giù il telefono mi ha detto:”Arma, diglielo tu, è l’ora di venir via dalla C, ammesso che la B esista davvero”. Parole, parole, parole.
ARMANDO NAPOLETANO

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News