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A parte ciò

A parte ciò

- Una delle opere di Harold Pinter che mi ha lasciato di più, eppure è una semplice piece da cabaret, si chiama A Parte ciò. Due personaggi sono fondamentalmente impiegati in un infinito gioco del perchè. “A parte ciò come stai?”Bene, ma a parte ciò tu…” . ”Si, comprendo, ma a parte ciò”. Cinque minuti divertenti ed inquietanti. C’è un po’ di fotografia di Pinter in tutto questo: personaggi capaci di nascondersi dietro un dito, di poche parole e molti silenzi, che vanno stimolati per parlare.
C’è sempre tensione, tutti però lottano per il loro territorio, marcato e delimitato. Quando vado a penare a questo anno calcistico che si chiude così, nell’assoluto silenzio di una serie D che sembra tanto cantina di Palazzo, non mi viene in mente niente di più. Ed è come se al dialogo fossero impegnati due tifosi, seduti su una panchina, con davanti un enorme giardino e tanta gente che passa ignara. Il Calcio e la città, se vogliamo creare una metafora. Persone che sentono solo la parola amica e che provano a trovare un motivo.
”Siamo ancora lì, siamo sempre su quelle antiche scalee, al calcio ci crediamo ancora, pesa questa storia di oggi nonostante tutto”.
”Si, ma a parte ciò, come vedi il futuro?”.
”Nero, come la pece. Qui non riescono a capire che non si può spegnere la passione popolare, che uno stadio non si può svuotare e poi riempire magicamente. Spegnere un’aggregazione come il calcio è un peccato mortale. A parte ciò però vedo almeno la buona volontà, anche se le idee sono parecchio confuse. Ma mi chiedo come possa un presidente così lontano innamorarsi di una bella così nascosta. Non si sposeranno mai”.
”Passare dalla generazione dei Guidetti ai Bobo Nieto non è facile, a parte ciò ad ogni gol lo stadio trema ancora, e continua nella sua magia. Sembra pieno anche quando è vuoto. Non so come faccia, ma ci riesce perfettamente”
“Se mi aspettavo una caduta verticale della squadra e del club? Si, è andata anche bene secondo me, a parte ciò che è successo nel periodo nero, era logico che questa società fosse in un posto che forse non aveva ancora capacità di frequentare e con gli uomini sbagliati. Pensare ora ad una serie B per lo Spezia, negli anni, mi mette angoscia. Non so quando francamente ci potremmo arrivare”
”A parte ciò, quello che si è vissuto in questi anni meritava di essere vissuto. Emozioni uniche. La rete di Padoin a Torino, la vittoria la Ferraris, quel pomeriggio al San Paolo di Napoli, i voli di Santoni al Bentegodi di Verona, meritano da soli il prezzo da pagare alla storia. A parte ciò, il calcio ci ha insegnato che rincorrere quelle categorie e quei sogni merita davvero. La Spezia è una piccola città spesso senza sogno, il calcio ne ha regalati molti in questi anni”
”Il calcio, gioco non effimero. Nonostante le apparenze, sbaglia chi in questi ultimi mesi ha voluto quasi bearsi di una caduta. A parte ciò il pallone resta un fatto sociale senza precedenti in città, ha aperto menti e smosso montagne. Più che per Ospedali, Musei, e quant’altro? No, è un paragone che non regge. Ha solo una platea più vasta e sensibile, ma non c’entra nulla il discorso”
“A parte ciò tu come stai?”
”Le domeniche si va allo stadio con un senso di malinconia, le maglie della Sestrese erano così brutte che mi sembravano quelle di una squadra di seconda categoria. Ho visto un portiere con un maglione improponibile uscire e deviare la palla come giocasse a Pallavolo. Il mio vicino di posto in gradinata è cambiato, ma solo perché quello di tre file sopra si è spostato, visto tutto lo spazio che c’era.
Lungo il vialone che ci accompagna al Picco trovo sguardi abbassati, nessuno quasi volge il viso avanti. Poi il fischio dell’arbitro, del quale francamente non ricordo neanche il cognome. Almeno per 90’ riesco a pensare al calcio, a dimenticare i mie dolori e le mie amarezze, a pensare che quasi ci sia un domani eterno, che mi permetta di glossare la storia tutta. Mi sembra più un calcio che attinge dalla fatica: dei protagonisti, di chi non ce l’ha fatta a giocare in altre categorie, di arbitri che vorrebbero emergere ma che non ne hanno di stoffa, di gente come me, turista per caso in un calcio così poco passionale. E tu, a parte tutto ciò, come stai?”
”Sto in trincea, che devo fare?”.

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