Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Novembre - ore 21.40

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Alessandrini fa rima con Mandorlini.

Tutto cambiò quel giorno che Zanoli disse che voleva vendere…..)

Alessandrini fa rima con Mandorlini.

- Quando non vedi la B dal 1951, quando sei riuscito a perdere campionati già vinti, quando ti hanno detto bravo ma non ci hai guadagnato niente. Quando hai visto le vette ma non il cielo, quando hai avuto la possibilità di andare in b senza spareggi e l’hai buttata via in una partita come quella di Lucca contro una squadra alla quale non gliene fregava nulla. Quando hai perso per strada campioni, quando hai fatto diventare il centravanti più veloce del campionato un omino lento come il batacchio di un vecchio orologio, quando hai giocato a zona ed hai perso, hai fatto quella mista ed hai perso, hai beccheggiato tra fallimenti e grandi nomi e non hai vinto. Quando ti hanno ridato uno scudetto dopo 58 anni ma non te lo mettono sull’almanacco Panini.
Insomma quando sei lo Spezia, forse non riesci fino il fondo a godertela. Oggi però c’è qualcosa di nuovo, ed è nato soprattutto da quando questa società, che ricordiamo ha piazzato lo Spezia tra le maggiori realtà della C (un secondo, un quinto, un sesto posto, un campionato vinto in c2 imbattuti) ha fatto capire che era spremuta finanziariamente.
Il ritorno di alcuni giocatori fondamentali, la grande carica tornata dal pubblico, un po’ di buona sorte, hanno fatto il resto. Magari anche quel silenzio societario, con un presidente ( oggi in altre faccende affaccendato) che il lunedì delegittimava il suo mister (all’epoca Stringara) dando ai giocatori un’immagine non proprio costruttiva. Nel calcio però di errori se ne fanno parecchi. Se però gira bene, tutto va bene.
Capita così’ che lo Spezia di Pavia nel primo tempo non trovi le naturali sequenze e frequenze, ammesso che sia facile in un campo così, contro un’avversaria che ha l’acqua alla gola.
Brilla però la duttilità e secondo me il manico di Marco Alessandrini, che fa rima con Mandorlini molto di più di quanto non dicano i numeri puri.
Quando il ravennate centrò quel fior fiore di campionato del 2001-2002, aveva alle spalle quasi quante partite in C1 ha oggi Alessandrini. L’attuale mister dell’Atalanta veniva dalla gavetta, dalla Triestina e dallo Spezia in c2, ma nella C maggiore aveva solo un campionato ( perso ai play off con il Como) ed un girone di andata.
In quello di ritorno, in quell’anno storico, partì male, con due pareggi con Monza e Treviso, ma poi decollò più o meno dall’ottava, con quattro successi di fila e la lunga rimonta sul Livorno.
Chissà se a caso capitan Bordin in settimana ha accostato le due cose.
Alessandrini, prima di arrivare qui, in c1 aveva solo 60 gare alle spalle. La differenza, dicono i numeri, tra i due, era quindi minima. Cosa li accomuna? L’intelligentia calcistica, lo studio dell’avversario, quella convinzione che riescono a dare alla squadra.
Dicono i colleghi di Gubbio, Fermo e Rimini, anche la stessa difficoltà a metabolizzare le sconfitte con la stampa (ma questo non lo abbiamo ancora verificato, ma non è un male, anzi).
Nessun modulo champagne ( anche con Mandorlini qualche gare si vinceva all’ultimo strappo e non convincendo appieno, ma si vinceva). Sia l’uno che l’altro costruiscono sugli esterni il loro gioco, sul possesso di palla, sono metodici nell’interpretare la gara, meticolosi all’eccesso. Un giocatore in settimana ha detto:”La sera del sabato, in ritiro, passa fuori dalla camere per vedere se tutto è a posto e batte una mano contro al porta gridando “ domani si vince, dai ragazzi”. A me sembra un po’ di fare il militare”.
Dicono lo facesse anche Mandorlini, e chissà fino a che punto l’una leggenda si sposi con l’altra. Di certo il ravennate considerava il ritiro sacro, una sorta di meditazione, nulla doveva distrarre; un sabato, il segretario si senti dire alle cinque del pomeriggio, quando erano appena arrivati alle 3:”Si va via, non mi va di stare qui, c’è anche la Triestina, via via”.
E fecero i bagagli. Se non ricordo male si era a Varese. E poi le insistenze su schemi e giocatori; ricordate Mingazzini, o Coti o altri tenuti in campo anche mezzi morti?
A Pavia Coti e Matteassi erano di nuovo Coti e Matteassi eppure dopo le ultime due gare forse qualunque altro tecnico si sarebbe posto solo il dubbio di toglierne uno o due di loro.
Invece Matteassi ti entra in tutte e tre le marcature e risulta decisivo.
L’uno ( mister) forse ha fatto quello che l’altro avrebbe fatto. Testardamente.
Nessuna evoluzione stramba, ma un lavoro all’interno dello spogliatoio.
Diciamo che forse a questa squadra mancava solo qualcuno che suonasse le campane, e ad un tratto è arrivato un omino che si è messo a fare rintocchi. Ed in una landa deserta, i giocatori hanno percepito alla perfezione.
Alessandrini viaggi oggi nel girone di ritorno ad una media più alta di quella che costruì Mandolini stesso, che pur quell’anno fece 39 punti nel girone discendente. 6 gare 14 punti, una rete subita in quattro gare, il recupero del gol; siamo il quinto attacco del girone. La squadra lotta pur avendo una situazione societaria alle spalle in piena effervescenza. Ma forse la vera forza è stata questa, oltre che alla sapienza tattica chiara di Alessandrini. Zanoli è uscito allo scoperto, ed ora esiste una solida trattativa che può portare alla cessione. Qualcuno la vuole parziale (Zanoli dentro) altri ( specie questo gruppo milanese) totale, con tutto un assetto nuovo di zecca.
Qui si gioca con i miliardi, milioni di euro degli altri, quindi è giusto non sbattersi, ma di certo tutti devono dire la loro , anche i giornalisti, senza che poi dagli spalti arrivino cori con dedica. Lo stop arriva quando il treno è in corsa.
Una bella amichevole non sarebbe male, giusto per tenere in allenamento un ambiente che sembra salire a mille. Spezia meriterebbe la medaglia d’oro del tifo, ne ha subite di tutti i colori. Godiamoci il momento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News