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Bravo Alessandrini, ma non mi venite a dire che era tutta colpa di Stringara.

Un'altra squadra, un'altra storia.

Bravo Alessandrini, ma non mi venite a dire che era tutta colpa di Stringara.

- LA SPEZIA - Sale quest’onda di calcio nuovo, un pochino più scientifico. Nel football, che rimane una valle di lacrime, un allenatore più affidabile di un altro non esiste.
Forse c’è quello che ragiona meglio e gli va bene e quello che medita peggio e gli va male. Tempo fa c’era chi metteva i croce anche Trap, il suo fischio è l’acqua santa. Poi ci hanno ripensato.
Marco Alessandrini è persona squisita; parlare di calcio, anche al telefono, anche di volo, è piacevole. Non ha portato una moda al Picco, però ha dimostrato che quando giochi a scacchi, devi saperlo fare e bene. Ficagna a fare quasi il mediano su Vigna ed a spegnerlo, Previtali a fare gioco duro su Serafini ed a spegnerlo.
L’Arezzo, che è uno squadrone, è molto più prevedibile di quello che si pensi; devi togliere rifornimenti ad Abbruscato, in un’annata d’oro. Riserva a Reggio Emilia, riserva a Livorno, 25 gare a Trieste nell’anno a noi infausto e solo 5 gol; 19 gare e due reti lo scorso anno a Verona. Nonn è Van Basten, ma neanche Luis Silvio o Zappasodi.
Ora chiude gli occhi e segna, o trova varchi anche quando non gli arriva un pallone a pagarlo oro. E domenica è stato smarcato da un colpo d’anca di Previtali. Fate voi.
Organizzarsi per credere nel domani era il motto di un tecnico di molti anni fa, si chiamava Gigi Scarabello. Oggi vive a Roma, avvinto da una lunga malattia; ma il suo calcio era il calcio. Lui organizzava le partite, la squadra, le giornate di questa, e fin anche le regole dello spogliatoio. Diceva che serviva a tutto, che era la panacea essenziale del calcio.
Alessandrini ha messo linfa provinciale in questa squadra, ha fatto si che ci fosse un minimo di organizzazione in più, di credibilità.
Ci aveva provato anche Paolino Stringara, ma non aveva avuto fortuna. Ci aveva soprattutto provato tra tre difficoltà essenziali: un presidente che ti delegittimava sui giornali dopo una sconfitta, le squalifiche e gli infortuni dell ‘unica punta che avevi nel repertorio (Veronese) e le assenze pesanti di alcuni giocatori.
Assenze create da falli di gioco, e che nulla centravano con la preparazione. Fabio Tricarico, che domenica ha giocato una grande partita, al termine negli spogliatoi è stato ingeneroso con Stringara:”Ora siamo una squadra, prima no, eravamo disorganizzati”.
Tricarico a noi piace, è centrocampista di cappa e spada, al quale non puoi chieder di fare regia, non ha il piede legiferante ma ha temperamento e raziocinio, oggi anche in lucente valore atletico. Se avessimo dovuto dare il voto a Tricarico dopo averne ascoltato quelle parole nella sala stampa sarebbe stato un 4, però avevamo già deciso per il 7.5.
Questa rincorsa, questa rimonta in cammino, è merito di Alessandrini quanto non demerito di Stringara. Alessi al meglio è un giocatore in più, un valore aggiunto, i recuperi di Matteassi e Fabiano non poca roba; da ieri c’è anche Napolitano nel gruppo. Lizzori non viene dalla pubalgia ma da due mesi di calcio vero, Scalzo si è ambientato. In estate, a Pontremoli, durante una intervista, una delle prime, quelle nelle quali ti dai un po’ il Lei, chiedemmo a Stringara quanto tempo ci sarebbe voluto per vedere il vero Spezia, quello costruito in cantiere:”4 mesi, se ne parla a gennaio, lì vedi se la squadra c’è”, ci rispose Paolino.
E noi con un po’ di sarcasmo rispondemmo che il campionato a quel punto sarebbe già volto al desio… Nella realtà aveva ragione.
Lodi, quindi ad Alessandrini, ai suoi temi e teoremi, al coraggio della semplicità, ad una squadra ritrovata. Ma se ora tutto gira, ciò non dimostra che prima sia stata tutta colpa del povero mister di Orbetello, che oggi se ne vive a Livorno tifando Spezia. Paradossale, ma vero.

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